Cultura Musicale, Freelance Mom

5 consigli per lavorare con i bambini e la musica

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Quando si lavora con i bambini è necessaria una grande dose di pazienza e comprensione. Ogni laboratorio dedicato ai bambini è sicuramente per loro una grande scoperta. Ti ascoltano a bocca aperta mentre gli parli di musica o di arte. Si stupiscono per ogni minima cosa e io adoro quei visini e le loro espressioni di sorpresa. Ho pensato quindi di darti qui cinque preziosi consigli per lavorare con i bambini che ho raccolto grazie agli incontri musicali svolti nelle scuole primarie e d’infanzia e ti posso confermare che hanno funzionato molto bene:

  1. Devi sapere i loro nomi

Lo so che è difficile, soprattutto se hai una classe di venti bambini, ma è importante sapere i nomi per coinvolgere tutti nel momento in cui vedi che si sono distratti. Sapere i nomi ti dà la possibilità di fare delle domande al volo ad ogni partecipante, ad esempio quando si scrive un testo di una canzone tutti insieme e ognuno aggiunge la sua parte, una sorta di scrittura creativa… E poi come ti sentiresti se ti chiamassero “Ehi tu!”? Non è così difficile imparare i nomi, si possono memorizzare i posti a sedere, oppure usare dei fiorellini da colorare facendogli scrivere il nome e appiccicandoli con il nastro adesivo di carta al grembiule. Inoltre, è un ottimo esercizio per allenare la nostra memoria!

  1. La tua voce non deve essere monotona

L’utilizzo della voce è molto importante per mantenere vivo l’interesse. Mi ricordo di un professore all’università che utilizzava sempre lo stesso tono di voce, anche quando doveva enfatizzare le cose importanti. Una noia mortale! Soprattutto zero vitalità!

La storia del professore noioso la racconto ai bambini per spiegare loro le dinamiche della musica (pianissimo, piano, forte, ecc.) e loro si spanciano dal ridere. Quando si spiega è necessario utilizzare gli stessi principi delle dinamiche della musica! Ricordando che se li fate ridere, spiegando i concetti in simpatia, saranno più propensi ed entusiasti a seguirvi.

  1. Se fanno “rumore” abbassa il volume della voce e continua a parlare sorridendo…

Così nelle classi e così nei gruppi da due c’è il momento in cui sembra di essere alla fiera del bestiame. Se questo accade continua a guardarli in viso e abbassa il volume della voce e continua a parlare. Smetteranno di fare caciara! La curiosità di sentire cosa stai dicendo è più forte della voglia di fare rumore. Ad un certo punto ti troverai tutto il gruppo in silenzio e solo la tua flebile voce che sta continuando a parlare!  Provare per credere!

  1. Non dare mai per scontato

Non date mai per scontato niente… Che siano bimbi di cinque anni o di dieci non importa! Chiedetegli sempre se tutto è chiaro! Tanti per vergogna non vi diranno che non hanno capito quindi andate voi ad intuito a vedere le parti che potrebbero essere difficili e riproponete la domanda. Esempio pratico: avevo un gruppo di bimbi di cinque/sei anni che dovevano cantare “Doraemon” (la sigla del famoso cartone animato). Quando gli ho chiesto se c’era qualche parola difficile, tutti in silenzio.  Questi bimbi non sapevano ancora leggere e quindi va considerato anche il loro grande lavoro di memorizzazione del testo. Ho riguardato il testo e ho chiesto ai bambini se sapevano il significato delle parole “copter” e “bamboo”. Non lo sapevano, eppure la cantavano. E allora armata di gessetto e lavagna ho disegnato loro i due oggetti e gli ho spiegato che cosa fossero.  Il risultato è stato impressionante erano felici perché avevano già visto quegli oggetti in altre occasioni (il copter nel cartone animato e il bamboo in un documentario sui panda) ma semplicemente non ne conoscevano il nome!

  1. Devi sapere disegnare

Se avete bimbi piccoli che non sanno leggere, in realtà vale anche per i più grandi, dovete un minimo saper disegnare. Se proprio la matita non è il vostro pane armatevi di internet ed immagini. Molte volte associare una parola nuova ad un immagine è il miglior modo per permettergli di imparare i termini. La mente si ricorda bene delle immagini e l’udito dei suoni. Sui generi musicali abbiamo fatto questo tipo di lavoro utilizzando per ogni genere musicale un immagine adatta. Il genere che è piaciuto di più è stato il “country” che aveva come immagine lo stivale e il cappello da cowboy!

Spero che questi piccoli consigli possano essere utili per realizzare in serenità il tuo laboratorio musicale con i bambini. Se hai delle esperienze da raccontare, scrivi un commento.

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