Tecnica Vocale

Le migliori canzoni sono semplici

Supponiamo che hai imparato di tutto e di più! Hai un range vocale da paura! Sai fare voce di testa, voce di petto, voci distorte e sovracuti. Stai scrivendo una canzone con la tua band … ma davvero vuoi mettere tutto ciò che sai fare in una canzone?

E’ un errore da evitare come la peste! Purtroppo molti cantanti, per dimostrare che sanno fare tutto, cascano in questo errore. Anche se la “storia” dietro la canzone lo richiede, il consiglio migliore è restare semplici. Canta il necessario, affinché la canzone sia completa.

Tu immagina di dover ascoltare un cantante che, bravissimo, sa fare i sovracuti, bravo eh… ma immagina di ascoltarlo per due ore: BOOOOOM! No, non credo di poter resistere. La testa mi scoppierebbe!

Tutto ciò che si impara nel canto non deve essere sfoggiato così come se fosse un gioiello ma va tirato fuori al momento opportuno, nella canzone opportuna. Sono tecniche che abbiamo appreso e che servono da abbellimento alla linea vocale. Più ne impariamo più abbiamo la possibilità di essere creativi senza limiti, considerando che se la canzone di per sé è già musicalmente ricca, non è necessario riempirla ulteriormente a livello canoro. Dove, invece, la parte musicale resta lineare, tipo nel rap, solitamente suggerisco a chi fa le lezioni con me di aggiungere qualcosina per renderla più melodica (soprattutto per chi non è rapper) e questo permette loro di avere una canzone più vicina al proprio stile. Non a caso, a volte il rapper viene affiancato da una voce che canta la parte melodica.

Come capire se hai messo troppo materiale vocale in una canzone? Ecco alcuni consigli pratici per scoprirlo:

  • Registrati e riascolta: sempre un’ottima pratica per capire dove si sta andando;
  • Chiedi ad un amico che non capisca molto di musica una sua opinione: ti prego però, non diteglielo “non capisce nulla di musica”, non vorrei causare la fine di un’amicizia. In realtà puoi chiedere anche a qualcuno che ha gusti musicali molto lontani dai tuoi. E’ molto utile avere il parere di chi è fuori da quel campo, raccogliendo i commenti.
  • Chiedi ad un amico che capisce molto di musica: accogli tutte le critiche, positive e negative e lavoraci su con una nuova creatività.
  • Modifica e ripeti: una volta che hai pareri, lavora nuovamente sulla canzone con una nuova energia.

Ne parliamo come sempre con nuovi approfondimentim venerdì alle 14.00 nel gruppo Facebook STONATI PER CASO! Se non sei ancora dei nostri, cosa stai aspettando?

Tecnica Vocale

Solidità: Rafforzare i concetti appresi

Perchè una ripassatina ogni tanto non fa male!

Ripetere, ripetere e ripetere…

Hai presente quando ti trovi a fare gli esercizi di canto e ti sembra di farli in modo meccanico? In realtà tu sei lì, fai quasi tutto o meglio in automatico perché le regole le sai, le hai tritate e ritritate. E’ proprio in quel momento, se ti rendi conto di essere diventato un automa canoro che ti devi fermare e iniziare a ripassare!

Ciò non vuol dire che ti sei dimenticato tutto improvvisamente ma ti stai perdendo il meglio. Hai perso il contatto con le sensazioni dell’aria che ti attraversa e si lega al suono e probabilmente mentre stai facendo gli esercizi stai anche pensando che devi andare a comprare il pane. Se la tua testa è da un’altra parte hai perso il mindset per poter cantare e goderti anche il piacere del canto.

Un refresh dell’argomento, non solo per quanto riguarda il canto ma in qualsiasi ambito, è quello che ti aiuta a rafforzare i concetti appresi e a farti capire che in fondo non li avevi dimenticati, erano solo finiti in fondo al cassetto della memoria.

Un esempio concreto di questo comportamento è quando studi a memoria una canzone in un altra lingua anche scritta da noi. La cantiamo talmente tanto, la cantiamo talmente in automatico che dopo un po’ la prima cosa che se ne va è la pronuncia corretta, subito dopo le sillabe scandite, per dimenticare addirittura delle parole intere.

Ogni 3 o 6 mesi a seconda dell’argomento puoi fare un refresh. Ti renderai conto di capire meglio alcuni concetti, ti renderai conto che una volta “riacchiappate” le parole delle canzoni non le perderai tu (magari ne perderai altre ma non quelle che hai rafforzato). Fare un refresh ti aiuterà a non dimenticare le tecniche di respirazione, l’impostazione vocale che hai imparato.

Prova a rivedere gli appunti delle lezioni di canto o rivedi qualche video che ti aveva particolarmente ispirato. Ripeti con parole tue quei concetti e trova modi semplici di esprimerti, come se dovessi spiegare questi concetti ad un bambino.

Rivivi l’emozione che ti aveva fatto stare bene la prima volta e rivivi quel momento come se fosse la prima volta.

Il nostro amato cervello ha bisogno di fissare i concetti importanti perché nel mondo di internet siamo martellati ogni giorno da tante informazioni, che davvero a fine serata è difficile dire quante e quali informazioni abbiamo visto e torniamo alla ricerca di link per spiegare i fatti ai nostri interlocutori. Noi siamo più di questo!

Prova ad applicare i “refresh” dei tuoi concetti importanti! Personalmente lo faccio anche per i momenti della mia vita importanti e che non vorrei mai dimenticare. Metto musica in sottofondo e penso a tutti i momenti speciali della mia vita!

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Tecnica Vocale

Resistenza vocale: come migliorarla

Concerti, tour, sessioni di registrazione e questa voce…non si stanca mai?

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Il cantante… in fin dei conti è un’atleta!

“Hai la voce stanca!” mi dissero. Era vero, avevo la voce stanca e iniziai a darmi tutte le colpe di non essere una buona cantante. Pensai di essere “un’incapace” e che la strada che avevo scelto per me era tutta sbagliata. Poi feci un passo indietro. Ragionai su tutte le volte che la fatica aveva preso il sopravvento e tutto mi fu chiaro!

Non si può suonare in sala prove con persone che hanno problemi alle loro orecchie e tendono ad alzarsi perché non si sentono. Non si può suonare con batteristi che la batteria la pestano, non la suonano, la pestano. Allora il chitarrista non si sente e alza, il bassista era “basso” e non si sentiva, il tastierista va a suonare su ottave assurde con suoni ancora più assurdi e in questo potpourri di “rumore”, il cantante… urla…

“Ma Mara mia!”- mi dissi – ” Se il chitarrista rompe una corda della chitarra, la cambia, se il batterista rompe una bacchetta la cambia, TU SE “ROMPI” UNA CORDA VOCALE… NON LA PUOI CAMBIARE!

Da quel momento sono diventata più rigorosa. Urlare non è salutare per un cantante e se ti trovi in questa situazione ti consiglio di parlarne con i tuoi musicisti. Se non comprendono… beh, la scelta è tua…

Non sono concertista o turnista, ma la voce la uso per le sessioni di registrazione, che a volte sono piuttosto lunghe, per la cantoterapia e per le lezioni di canto moderno e ho trovato che queste regole sono davvero preziose.

  1. Stile di vita sano: una routine chiara, orari regolari anche se leggermente flessibili, niente fumo e un po’ di attività fisica (sono l’antisport per eccellenza e se ce la faccio io, ti assicuro che è possibile per tutti).
  2. Alimentazione sana: ricca di frutta e verdura e un po’ meno dolci (che fa bene anche alla glicemia), proteine a sufficienza e carboidrati buoni nelle giuste quantità. Per chi ha problemi di reflusso gastroesofageo e possibile diabete consiglio l’incontro con un dietista o un nutrizionista. La disciplina diventa poi indispensabile.
  3. Esercizi di respirazione costo-diaframmatica in modo da non dimenticare la nostra naturale predisposizione a questa respirazione piuttosto che alla respirazione clavicolare. Lo stress e i traumi possono anche essere causa di blocchi del diaframma, che, di nuovo, con disciplina e allenamento, può essere riabilitato. Tutta la struttura muscolare che ti serve nel canto deve essere allenata!
  4. Buona padronanza dello strumento. Anche la tua voce deve essere allenata. Basta poco, 10-15 minuti al giorno fatti bene. Oggi siamo fortunati, con internet ci sono un’infinità di vocalizzi che puoi trovare su Youtube o su Spotify. Imparare a capire a cosa serve ogni esercizio è il passo successivo che ti farà scegliere gli esercizi adatti al tuo stile e alla tua voce, o alla canzone che devi fare!

Ma parliamo di concerti da due ore circa. Come agevolare la tua resistenza vocale? Un piccolo trucco che viene attuato da alcune band è “l’onda”, ovvero per agevolare il cantante, la scaletta viene impostata con i brani più facili all’inizio e alla fine, lasciando nella parte centrale i brani più difficili che possono essere eseguiti quando la voce è ben calda e pronta.

Il riscaldamento della voce è inversamente proporzionale alla lunghezza dell’esibizione. Mi spiego meglio:

  • se devi cantare un brano, il tuo riscaldamento deve essere più lungo perché quando vai sul palco la tua voce deve essere pronta;
  • se devi cantare un repertorio per due ore e hai seguito la creazione della scaletta con le canzoni ad onda, il riscaldamento può essere più corto perché i primi brani ti aiuteranno a scaldare completamente la tua voce che arriverà al top laddove deve.

E ora raccontami, quali sono le tue tecniche per migliorare la tua resistenza vocale?

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Motivational

Forza, rialzati!

Come rialzarsi dopo un periodo di “rottura” con la propria voce.

La relazione con la nostra voce è come una storia d’amore…

“Eh ma la mia voce fa schifo!”, “Ma la mia voce non ci arriva a quella nota”, “La mia voce non mi piace”… ti suona familiare?

Inizio questo 2020 con questo blog-post che tratta un argomento spinoso, ovvero i periodi di “rottura” con la propria voce.

Non parlo di una “rottura” in senso fisico, dovuta ad un malanno o ad una patologia che deve essere curata a livello medico. Parlo di una rottura mentale, sentimentale ed emozionale con la propria voce.

Hai presente quei fidanzati che si lasciano e si riprendono e poi si lasciano di nuovo ma si amano e tornano insieme? Con la voce è una storia d’amore infinita. Chi riesce a trovare l’equilibrio poi vive la sua storia d’amore con la voce in serenità, chi purtroppo non ci riesce si trova in lotta con essa, in un rapporto di amore ed odio che non sa spiegare.

Perché a volte “litighiamo” con la nostra voce? Perché essa potrebbe non rispondere ai canoni canori che avevamo in mente e quando ci sentiamo registrati o quando non riusciamo a cantare la canzone del nostro cantante preferito, finiamo in un abisso di tristezza come se la nostra voce non valesse niente. Un’altra causa scatenante potrebbe essere stato il giudizio di qualcuno che credevamo amico e che ha tirato un bel portone in faccia alla nostra voce e noi ne abbiamo preso le distanze, abbandonandola a se stessa. Ed è proprio questa mancanza di fiducia o questo allontanamento che in fondo, ci fa soffrire.

Cosa puoi fare se sei in rottura con la tua voce? Sicuramente cambiare il mindset perché stai affrontando il tuo percorso canoro nel modo sbagliato. Stai pretendendo tantissimo dalla tua “compagna” senza offrirle nulla in cambio. L’amore non è solo un ricevere ma anche un dare! Prova a fare un passo indietro e guarda come hai trattato la male la tua voce, arrabbiandoti con lei, mancandole di rispetto sia a livello mentale che fisiologico. Prova farle un complimento ogni tanto e a darle una pacca sulla spalla.

La tua voce è unica in tutto il pianeta, ma che dico? In tutto l’universo!

Frasi segnanti … durante lezioni di canto importanti…

Riavvicinati alla tua voce in modo cauto, cerca di capire perché non sei soddisfatto. Cerca di fare le tue prove canore vedendo ciò che accade con gli occhi di uno scienziato che non si lascia sfuggire i minimi particolari e scopri le piccole sfumature della tua voce, quelle che non avevi ancora notato perché troppo preoccupato a pensare: “Oh no, la mia voce è brutta!”.

Per capire quanto è profondo questo rapporto di amore ed odio con la propria voce, ho alcuni consigli per te e che puoi usare per rialzarti e creare il rapporto d’amore con essa che hai sempre desiderato:

  1. Imparare ad accettare la tua voce e la sua natura. Sperimenta su canzoni di generi diversi, anche se non sono del tuo genere preferito. Canta le canzoni delle pubblicità anche se sembrano sciocche o imita i personaggi dei cartoni animati e prova a pensare a come si creano questi suoni all’interno della tua bocca.
  2. Journaling: niente di complicato eh! E’ solo un quaderno dedicato alla tua voce. Hai presente quei bei diari dove scrivevi del tuo/a amato/a e tutti i pensieri e i sospiri? Creane uno per la tua voce per segnare i tuoi momenti belli in cui hai cantato e ti sei sentito bene, i momenti in cui invece magari ti sei ammalato e il raffreddore non ti ha permesso di cantare come avresti voluto (visto che non è colpa della voce?), annota gli alimenti che hai mangiato e che ti hanno dato problemi nella performance, annota anche il tuo range vocale e tutte le volte in cui hai amato cantare!
  3. Partecipa a workshop con altre persone, troverai altri cantanti che si trovano nella tua stessa situazione di amore e odio con la propria voce. Il confronto amichevole e costruttivo è sempre positivo.
  4. Fai un complimento alla tua voce ed accettala. Quando riuscirai ad accettarla, riuscirai a vedere tutte le sfumature che non avevi potuto vedere prima perché annebbiato dai tuoi gusti, dai cliché canori che hai in mente e dal pretendere senza offrire.
  5. Rialzati. Fatti tutti questi passi, vedrai che tutto il modo di percepire la tua voce e il tuo cantato cambierà radicalmente e finalmente ti potrai godere la tua storia d’amore con la tua amata voce.

E ora, raccontamelo tu? Sei anche tu vittima di questo rapporto di amore-odio con la tua voce o… avete trovato un equilibrio?

Se vuoi approfondire l’argomento, ci vediamo venerdì alle 14.00 nel gruppo Facebook STONATI PER CASO! Se non sei ancora dei nostri, cosa stai aspettando?

Tecnica Vocale

Voce: Classificazione delle voci maschili

A grande richiesta dopo l’articolo della classificazione delle voci femminili, eccomi con la classificazione delle voci maschili.

Se ti sei perso l’articolo sulla classificazione delle voci femminili lo puoi leggere qui!

Iniziamo subito! Magari ti sarà già capitato di sentire delle parole come “tenore”, “basso” o “baritono”. Bene, queste sono le denominazioni con cui vengono classificate, nell’ambito della musica classica o corale le voci maschili.

Voglio ricordarti appunto che questa classificazione è una classificazione che nella musica leggera (cioè tutto quello che non è classico, dal rock al pop, dal jazz al blues e così via) è un po’ da prendere con le pinze perché in realtà, noi fortunelli della musica leggera utilizziamo il microfono che ci permette di catturare anche quelle note che sono troppo alte o troppo basse da cantare con una certa intensità.

Anche le voci maschili, quindi, vengono classificate in base al range vocale, ovvero dalla nota più bassa a quella più alta che il cantante riesce a produrre con una certa intensità.

  • Tenore
  • Baritono
  • Basso

I tenori sono i cantanti che raggiungono le note più acute mentre i bassi, come dice la parola stessa, raggiungono le note più gravi.

Questa classificazione ovviamente si basa sulla conformazione fisica e sulla struttura della laringe. Generalmente chi ha la laringe stretta e corde vocali corte emette con facilità note più acute, viceversa chi ha la laringe larga con corde lunghe avrà facilità ad emettere note gravi.

Attenzione! Non è detto che se sei tenore non potrai mai cantare le note gravi e viceversa, anzi lo potrai fare, con la consapevolezza che il tuo range vocale però è un altro. Generalmente diciamo che per un tenore saranno più confortevoli le note acute mentre al basso le note gravi, ma ciò non significa che non ci possa divertire con tutto il range vocale. Questa classificazione si basa sul range standard scelto dal compositore per assegnare le parti al cantante, in cui il compositore sa che la voce scelta avrà un determinato impatto e una determinata efficacia.

Ma come si fa a stabilire il proprio range vocale?

Per stabilire il proprio range vocale è necessario fare una prova sulla nota più bassa e sulla nota più acuta che si riesce a raggiungere. Il mio consiglio è di non provarci se sei un principiante.

Mamma mia quanto sono cattiva. No, non sono cattiva! E’ che se non sai usare bene il diaframma e una respirazione corretta succede che per raggiungere la nota alta spingi, così come per quella bassa e sarebbe un risultato “fake“. La bella notizia invece è che se inizi ad utilizzare una buona respirazione potresti anche andare oltre alla nota che ti sei prefissato…ovviamente tutto nei limiti del range che mamma Natura ti ha donato!

Quindi allenati bene, facendo esercizi mirati che ti aiutino a prendere consapevolezza della tua respirazione e delle potenzialità della voce senza dover spingere per arrivare a determinate note e di sicuro riuscirai a capire quali sono gli estremi del tuo range vocale. Se ti serve un aiuto sugli esercizi da fare per migliorare la tua performance puoi unirti al gruppo Facebook Stonati per caso. Siamo fighissimi! 🙂

Vediamo nel dettaglio i range vocali delle voci maschili.

IL RANGE VOCALE: TENORE

Il tenore è il re delle note acute maschili.

L’estensione del tenore va generalmente tra do2 al do4. Il do4 è quello che viene definito il famoso do di petto Ovviamente questa è l’estensione standard da repertorio e non l’estensione effettiva del cantante, perché questo dipende da Madre Natura. Diciamo che se vuoi fare il tenore queste note le devi avere!

IL RANGE VOCALE: BARITONO

Il baritono è una delle voci a mio parere più interessanti. E’ una voce a metà tra un tenore e un basso.

L’estensione del baritono va generalmente da la1 al sol3. Esistono diversi tipi di baritono che danno colore alle opere, ad esempio il baritono leggero o baritono chiaro presente ne “L’Orfeo”, oppure il baritono lirico o cantabile presente ne “La Bohème”. Altri tipi di baritono sono ad esempio il baritono lirico spinto o lirico-drammatico che ritroviamo in “Macbeth” o il baritono drammatico del “Nabucco”.

Nella musica leggera esistono moltissimi cantanti definiti baritoni, ovviamente supportati da un buon microfono, ma che vanno forte sulle note di questo range. Un esempio Serj Tankian,ex cantente dei System of a Down, definito baritono, ma ti assicuro che riesce a spaziare dal falsetto al growl senza difficoltà.

IL RANGE VOCALE: BASSO

Il basso è la voce più grave tra le voci maschili. Eh già, e chi l’avrebbe mai detto? I bassi sono rarissimi, tanto che quando ne senti uno te ne accorgi eccome!

Mi ricordo anni fa che in una fantastica osteria montana c’era una tavolata di uomini che si sono messi ad intonare alcuni canti e di queste trenta voci una mi è rimasta molto impressa. La voce di questo uomo così bassa che faceva la seconda voce a tutta la tavolata e da solo ce la faceva a sostenerla. Inutile dire che sono andata a fargli i complimentoni.

L’estensione del basso generalmente da Fa1 a Fa3. Alcuni bassi riescono a scendere sotto il Fa1 pur mantenendo il Fa3.

Per oggi abbiamo finito, ma mi raccomando non ti fissare con queste classificazioni e dai alla tua voce il tempo di maturare in modo sereno. Non costringerti a raggiungere note altissime e bassissime, è come correre i 100 metri senza allenamento. Perderesti, a meno che tu non sia un alieno!

Ricordati sempre che se canti musica leggera questa suddivisione è relativa perché come dicevo prima il microfono è un grandissimo aiuto per poter utilizzare tutto il range vocale.

Si dice che Madre Natura ci abbia donato 3 ottave e mezzo di estensione quindi non ti preoccupare c’è speranza!

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Cultura Musicale

Giornata mondiale della voce

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Che bello! Oggi è la giornata mondiale della voce.

Ogni anno il 16 aprile si festeggia la giornata mondiale della voce e questo giorno è stato scelto appunto per sensibilizzarci all’uso corretto della voce e alla sua importante funzione nella comunicazione.

E’ stata istituita nel 1999 e quindi oggi festeggia ben vent’anni, quindi doppi auguri!

Oggi vi lascio anche cinque mini regole di igiene vocale per avere sempre la voce al top:

  1. Evita di parlare troppo in fretta, prendi sempre un bel respiro. Ti ricordi quando la maestra ti faceva rispettare la punteggiatura durante a lettura? Bene è la stessa cosa! Prendi un bel respiro e muovi le labbra per agevolare l’uscita della voce. Molte volte quando sembra che borbottiamo è perché soffriamo di un po’ di pigrizia labiale. Solitamente accade quando siamo stanchissimi oppure quando abbiamo troppe parole da dire e non rispettiamo i movimenti corretti delle labbra per scandire consonanti e vocali.
  2. Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno per aiutare le corde vocali a rimanere idratate. E’ consigliabile che l’acqua sia a temperatura ambiente e non fredda da frigorifero ma soprattutto è necessario berla a piccoli sorsi per evitare di riempire lo stomaco e causare spiacevoli inconvenienti tipo… il ruttino. Eh sì, perché con l’acqua mandi giù anche un po’ d’aria. Quindi mi raccomando piccoli sorsi, acqua ad una temperatura accettabile e soprattutto piccoli sorsi senza esagerare.
  3. Abbasso il caffè e il tè o le bevande che contengono caffeina. Oooh le sento già le voci: “Oh no ma io il caffè!!! Come faccio senza?”. Eh lo so, lo so… anch’io soffro con te. Amo molto il caffè ma è appurato che favorisce la disidratazione e la diuresi. Quindi niente… dai ce la possiamo fare anche con un decaffeinato.
  4. Non urlare per farti sentire cercando di sovrastare il rumore. Lunedì mattina ero in una scuola elementare e con tutti gli studenti nella hall della scuola ti assicuro che non è stato per nulla facile attirare la loro attenzione. Servirebbe una tromba da stadio ogni tanto. In ogni caso una situazione del genere può capitare anche al ristorante con il fracasso delle stoviglie oppure il più classico il figlio che dal piano di sopra urla alla mamma e la mamma che urla in risposta dal piano di sotto. No! Per quanto sia stancante… piuttosto fate le scale, ma non urlate!
  5. Avere uno stile di vita sano. Questo consiglio si sposa veramente ad un sacco di cause e pensare che lo sappiamo che ci fa bene avere uno stile di vita sano ma a noi piace incasinarci e complicarci la vita. Magari sei un giovanissimo e magari digerisci anche le pietre in questo momento ma ti posso assicurare che dopo un po’ le pietre non le digerisci più. Il corpo in qualche modo ha delle necessità diverse man mano che va avanti e il metabolismo cambia, così vedi bambini che mangiano di tutto e di più e bruciano calorie giocando e poi vedi me che mangio una fetta biscottata e si va ad accomodare sul sedere. Proviamoci: niente fumo, moderare gli alcolici (che possono causare reflusso), pasti regolari  e anche un bel riposo adeguato.

Wow, certo che per volersi bene ce ne sono di cose da fare, ma c’è anche da dire che se trattiamo bene la nostra macchina essa ci ripagherà! I risultati li vedremo sulla macchina stessa e sulla nostra voce e quindi che dire… BUONA GIORNATA MONDIALE DELLA VOCE A TUTTI!!!

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Cultura Musicale

10 canzoni di Natale bellissime!

Siamo nel pieno del periodo natalizio. Ovunque luci, alberi, cappellini rossi e tra i mercatini di artigianato anche il sottofondo musicale a tema non può mancare, se no che festa è?

Giacomo, il mio bimbo, ha la passione per una canzone di Natale, di cui credo che almeno un milione di visualizzazioni del video, siano nostre! 🙂 Vi svelerò a breve di quale canzone si tratta!

“Se nel mondo vuoi portare la magia del Natale, più forte che puoi devi cantare” – Elf (il film)

Le canzoni di Natale creano un’atmosfera magica e fanno venire il buon umore. Se tutti fossimo di buon umore sai che pacchia e che bel vivere! Anche per le persone un po’ acide… una bella cura di canzoni di Natale.

Ecco qui, quindi, una lista di 10 canzoni che non devono mancare nella playlist di Natale:

  • Jingle Bells Rock:  Eccola qui la canzone incriminata! Il milione di visualizzazioni su Youtube è nostro. Bravo Giacomino! Scritta da Joseph Carleton Beal e James Ross Boothe, interpretata da molti ma ben conosciuta per la versione del 1957 di Bobby Helms (tra l’altro vi consiglio di ascoltare anche i suoi album sono molto belli e ricchi di brani interessanti).
  • Last Christmas: Una bella canzone d’amore natalizia, assolutamente un classicone. Era il dicembre 1984, capelli cotonati sia per lei che per lui e i Wham con la voce di George Michael ci regalavano questa meraviglia.
  • Let It Snow:  con le parole di Sammy Cahn e la musica di Jule Styne, nel luglio (veramente luglio?) del 1945 nasce questa canzone, che ci ricordiamo soprattutto con la stupenda voce di Dean Martin.
  • Rockin’ around the Christmas Tree:  questa canzone per noi degli anni 80 è nota per un famoso film… di Natale, ovvero “Mamma ho perso l’aereo” (titolo originale “Home Alone”). La canzone è stata scritta da Johnny Marks e interpretata da Brenda Lee nel 1958.
  • Run Run Rudolph: inizia come Johnny B. Goode anche se non lo è! Ma l’artista è sempre lui, il mitico Chuck Berry. Scritta da nuovamente da Johnny Marks con Marvin Brodie e uscita per la prima volta nel 1958. La canzone è un dialogo tra i bambini e Babbo Natale in merito ai giocattoli!
  • It’s the most wonderful time of the year: interpretata dalla bellissima voce di Andy Williams, i compositori Edward Pola e George Wyle ci regalavano questo capolavoro nel 1963. La canzone fu inserita nell’album di esordio di Andy Williams ma non fu promossa come singolo. Tuttavia fu utilizzata talmente tanto per il cinema e per la pubblicità che la canzone ha raggiunto ormai una notorietà impossibile da cancellare.
  • White Christmas: è stata scritta  di Irving Berlin (compositore di brani come “Cheek to Cheek”) ed interpretata da Bing Cosby. La canzone è famosissima ed è stata tradotta in molte lingue. Anche noi in Italia abbiamo la nostra versione  dal titolo… “Bianco Natale”.
  • Rudolph the Red Nosed Reindeer: scritta da Johnny Marks (no, dai, non ci credo è proprio un creatore di capolavori natalizi). Ispirata dalla favola di Robert Lewis May, che racconta la storia della nona renna di Babbo Natale che salva il Natale grazie al suo naso rosso che si illumina, la canzone è uscita nel 1949 ed interpretata dall’attore e cantante Gene Autry.
  • All I want for Christmas is you: quante e quante di voi hanno cantato, urlato e sbraitato questa canzone? Interpretata da Mariah Carey e scritta a quattro mani con Walter Afanasieff, la canzone è uscita a Novembre 1994. E’ stata successivamente interpretata anche da altri astisti di cui sicuramente è da ricordare la versione di Michael Bublé.
  • The magic of Christmas Day: questa canzone fa parte del “lato b” dell’album “These Are Special Time” di Céline Dion uscito nel 1998. La canzone un po’ meno conosciuta rispetto alle altre ma è  sicuramente una perla sia per la musica che per l’interpretazione.  Da cantare a squarciagola!

Bene, spero che abbiate trovato qualcosa di carino nelle canzoni che vi  ho proposto ma soprattutto se avete consigli su canzoni di Natale siete i benvenuti e scrivetele nei commenti. La cultura musicale…natalizia… è molto importante!

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Motivational

Motivational Singing: Fede nella propria voce

title: Motivational Singing

Un giorno parlavo con una mamma che mi diceva che lei avrebbe sempre voluto cantare ma aveva accantonato questo suo sogno per lungo tempo. I motivi per cui accantoniamo una nostra passione sono i più svariati tra cui il tempo, la paura, l’insicurezza. Proprio queste ultime due, paura ed insicurezza, sono quegli elementi che ci bloccano, anche solo quando proviamo un esercizio di canto. Ecco lì spuntare tutti pensieri negativi tra cui: “Non ci riesco!”, “Non ce la farò mai”, che ci portano a fallire nel nostro intento.

Leggendo “Lo Spirito Creativo” di Daniel Goleman, ho trovato degli spunti molto interessanti applicabili anche al canto e al nostro essere mentre ci dedichiamo a questa attività. Goleman ci da quattro strumenti per sviluppare la nostra creatività e il canto ha veramente bisogno di creatività e di sperimentazione per poter provare suoni che non hai emesso prima ci vuole davvero fantasia.

In pratica, Goleman, individua quattro strumenti, molto potenti, che ci permettono quindi di sviluppare la creatività. Vediamoli:

  • La fede nella creatività;
  • L’assenza di censura
  • L’osservazione precisa
  • Le domande penetranti.

In questo primo articolo vedremo la fede nella creatività ma la trasformeremo in fede nella nostra voce. Tante ma tantissime persone partono con le lezioni di canto moderno sul piede di guerra contro la loro voce. Poverina, che avrà mai fatto?

Vediamo perché almeno un po’ di fede nella nostra voce dovremmo averla. Prima di tutto è un potentissimo mezzo di comunicazione, la usiamo per parlare, cantare, ridere, piangere, gridare. La usiamo per buona parte della nostra comunicazione. Ci permette di trasmettere i nostri stati d’animo senza doverci pensare. E’ una cosa così naturale che nemmeno ci facciamo più caso.

Un altro punto fondamentale è che la nostra voce è unica! Non ne esiste un’altra uguale. Può essere simile, vedi gli imitatori che riescono a rendere simile la loro voce ad altre, simile… non uguale. La tua voce è unica, il tuo timbro è unico perché la scatola che la contiene (il tuo corpo) è unico.  E allora perché ogni tanto la prendiamo in odio?

Se già ti stai facendo mille castelli e mille “seghe mentali” in testa è perché davvero ci tieni. La voce ce l’hanno tutti è il primo elemento che viene criticato musicalmente parlando e a volte anche senza la parola “musicalmente”. Es. cantante professionista canta e Peppino, che ha sempre cantato sotto la doccia, critica la tecnica vocale senza saperne niente.

Noi che amiamo cantare soffriamo di più se qualcuno ci fa una critica poco costruttiva e cattiva. Queste critiche fanno male, altroché se fanno male. Ci buttano giù tanto che quando apriamo la bocca la volta successiva abbiamo sempre il tarlo di Peppino (per non chiamarlo in altri modi) che è lì presente, finché non ce ne liberiamo.

Stesso tarlo ovvero pensiero costante, quando cantiamo una canzone e ci fissiamo su una nota, magari proprio quella nota alta che non riusciamo a raggiungere o magari quell’attacco difficile. E allora parti a cantare la canzone pensando continuamente al minuto X dove incontrerai l’ostacolo. Fermati!!! Se stai già pensando all’ostacolo vuol dire che stai già cantando male tutta la parte prima perché non gli stai prestando la giusta attenzione. 

E’ difficilissimo liberarsi di questi pensieri, ma si può .  Ci dobbiamo focalizzare su altri pensieri, altri punti di forza. 

La nostra voce è un amica su cui dobbiamo far affidamento senza doverci pensare, ci di dobbiamo fidare. Il nostro cervello, invece è un po’ più dispettoso.

Seguendo quello che ci propone Golemam in merito alla fede nella creatività, ecco qui le risorse interiori che abbiamo a disposizione e che ci dimentichiamo di avere:

  • Intuito: lasciarsi guidare dall’intuito, se quella canzone non viene perfettamente come quella del cantante originale, forse dovresti provare a metterci del tuo. Quella canzone è stata scritta per quel cantante e non per te. Prova a lasciarti guidare dal tuo intuito, magari ti arriva un lampo di genio che ti permette di creare una cover migliore della canzone originale.
  • Volontà: se non c’è volontà, puoi chiudere baracca e burattini perché senza la volontà di mettersi a fare gli esercizi e di volersi migliorare non si va da nessuna parte. Senza la volontà non si è in grado di sormontare i piccoli problemi e gli ostacoli che potremmo incontrare nello studio del canto.
  • Gioia: ricevere piacere dall’attività che stai facendo e godersi la ricompensa, che applicata al canto potrebbe essere intesa, godersi ogni respiro e la melodia che ne viene fuori, rilassandosi ed essere felici perché abbiamo un voce con cui poterci esprimere. Concetto anche alla base della cantoterapia.
  • Coraggio: è la prima delle risorse che ci permette di superare la paura e le critiche che tentano di fermarci. Travolgile con il coraggio, prenditi i tuoi rischi senza vergogna.
  • Comprensione: è quella “che ci permette di collaborare con gli altri e apprezzare i loro sforzi”, dice Goleman,  ma non solo anche i propri sforzi, aggiungerei. Quante volte i nostri cliché culturali (di bellezza vocale) ci hanno fatto odiare la nostra voce  e nonostante l’esercizio vocale, che non era uscito malaccio, abbiamo dimenticato di “celebrare” il nostro piccolo traguardo raggiunto? Se siamo in grado di comprendere gli errori e trovare una soluzione per risolverli, la comprensione è quella che ci permette di zittire la voce dell’autocensura che scoraggia l’assunzione del rischio.  No, no, non ci sono scuse! 🙂 Basta scuse!

Prendi queste risorse e applicale alla prossima canzone che canterai. Invece di pensare al punto difficile o alle critiche di Peppino, che continuerà a cantare sotto la doccia, chiediti:

  1.  Sto sperimentando abbastanza su questa canzone? Cosa posso fare per migliorarla o modificarla? (risvegliamo l’intuito e la volontà).
  2. Sono felice mentre sto cantando? Come mi sento mentre sto cantando? (risvegliamo la gioia).
  3. Adesso prendo e mi metto a cantare ovunque io sia… supermercato, scuola, lavoro… Non ti nascondere! (risvegliamo il coraggio).
  4. Mi sto lasciando andare veramente? Sono un tutt’uno con la musica? (risvegliamo la comprensione)

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Cultura Musicale

La libreria musicale: riflessioni e ricordi

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Ricordo che nella mia vita ho avuto i miei vari periodi musicali. Attualmente canto rock e blues ma la mia “formazione canora” l’ho fatta su altri generi. Non c’era internet al tempo quindi ascoltavi quello che potevi dalla radio tenendoti pronto a registrare sulla cassetta nel mangianastri. Quando trovavi il tuo artista preferito e premevi REC era un po’ come aver vinto alla lotteria! Ci facevamo delle compilation intere che ascoltavamo con il walkman. Le batterie non bastavano mai e la voce del cantante si trasformava in quella di un demone dell’inferno… Il nastro rallentava e niente, fine. Non esistevano Power bank. Le batterie erano le classiche stilo. Non potevamo permetterci di comprare i dischi. Le musicassette costavano sui 20.000 lire e poi con l’avvento dei Compact disc e dell’euro i prezzi della musica sono lievitati.

Oggi in famiglia acquistiamo ancora CD. Mio marito ne ha proprio il culto. Abbiamo una libreria musicale, un mobile pieno di CD che il nostro bimbo punta sempre. Alcuni li abbiamo dovuti spostare. Se si butta un occhio alla nostra libreria è facile pensare che siamo dei pazzi…. ma a noi la musica piace! Passiamo dall’heavy metal alle canzoni popolari, dal blues al rock, dal jazz al rockabilly.

Al giorno d’oggi non si ha più tempo di ascoltare! La musica si sente! Si sente solamente! Non diamo tanta importanza all’artista, non diamo importanza al fondello che si  è fatto per creare quella musica. Non sappiamo cosa c’è dietro la produzione di una canzone.

Alcuni dicono “La musica è di tutti”.  Per me non è proprio così. La musica è fruita da tutti ma non è tua. E’ dell’artista che disperato perché la ragazza l’ha lasciato, ha scritto un brano per sfogare il suo dolore. E’ del musicista che ha messo il suo cuore nelle note che si susseguono l’una dietro l’altra. E’ dell’artista che si è fatto ore e ore di sala prove per trovare il giusto sound, che è stato vigile in tutte le fasi della produzione della sua canzone o del suo album. E’ quello che ha dato fiducia al suo progetto e ha tirato fuori il “grano” (cit. Montemagno) per pagare SIAE, grafiche e duplicatore per il suo CD.

Abbiamo una grande fortuna oggi. Internet ci permette di ascoltare tutto. Talmente tante informazioni che per gli artisti catturare quei dieci secondi della tua attenzione è come riuscire finalmente a dire “Ehi, aspetta ho qualcosa da dire!”.

A tutti gli artisti in ascolto, non abbiate timore. Il vostro ascoltatore è dall’altro capo. La concorrenza è tanta, i disturbatori pure ma coraggio e pazienza sono le armi migliori per far ascoltare la vostra musica. Non abbattetevi dietro ad un commento sgradevole, i leoni da tastiera sono tanti e quando li prendi dal vivo sono agnellini o pecorelle. Non piangetevi addosso se qualcosa va storto, rimboccatevi le maniche e fate vedere che voi qualcosa da dire lo avete.

Dico queste cose perché sono passati tanti anni o meglio, ho tanti anni sulle spalle e quello che dico sempre alle giovani ragazze a lezione è che non è necessario diventare famosi per fare questo lavoro. Ci sono musicisti e cantanti che fanno questo di professione che fanno questo mestiere senza essere super conosciuti. Turnisti, session musicians e session singers… ce n’è per tutti i gusti. Certo un po’ di fama non fa schifo ma questo perché ti permette di avere più valore sul mercato e puoi alzare l’asticella del cachet. Ma la sola fama non ti aiuta a pagare le bollette.

Personalmente non diventerò molto famosa ma passata una certa età 😀 non è poi così importante perché capisci che quello che ami fare lo stai già facendo e che hai rivoluzionato la tua vita per arrivarci. Quindi comunque vada… si può! Non diventerò ricca per i concerti, non diventerò ricca per le vendite degli album (che tra l’altro se volete ascoltare oltre i dieci secondi eccolo qui “Revenge of Souls”), ma finché avrò voce continuerò a cantare!

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Tecnica Vocale

Voce: classificazione delle voci femminili

“Mi ricordo la prima lezione di canto, anni or sono, in cui convinta di essere un soprano scoprii di essere un contralto. Così mi disse l’insegnate al tempo. Ci rimasi un po’ male perché per me le note acute erano belle e rispecchiavano il mio idolo di allora (Celine Dion) su cui mi ero allenata parecchio. Con il tempo e la nuova consapevolezza ho scoperto cosa potevo fare con quello che madre Natura mi aveva donato!”
Mara, 2010 – VLog

classificazione-voci-femminili

Ma cosa significano queste parole? Soprano? Contralto?

Siccome nel mondo classifichiamo e cataloghiamo tutto, anche le voci vengono classificate in sottogruppi che corrispondono a determinati range vocali (ovvero dalla nota più bassa a quella più alta che una voce può emettere).

Vediamo come vengono classificate le voci femminili:

  • Soprano
  • Mezzo soprano
  • Contralto

I soprani sono quelli che raggiungono le note più acute mentre i contralti si dedicano alle note gravi.

Ovviamente siamo tutte diverse e infatti la voce che è univoca per ogni individuo dipende dalla conformazione fisica e della laringe. Chi ha la laringe stretta e le corde vocali corte generalmente ha la voce acuta. Chi invece ha la laringe larga con corde vocali lunghe avrà la voce più grave.

Attenzione! Non è detto che se sei soprano non potrai mai cantare le note gravi e viceversa, anzi lo potrai fare, con la consapevolezza che il tuo range vocale però è un altro. Generalmente diciamo che ad un soprano saranno più confortevoli le note acute mentre al contralto le note gravi, ma ciò non significa che non possano fare queste note.

LA RIVELAZIONE

La rivelazione è che nella musica leggera (che comprende tutto quello che non è classico) questa distinzione tra le voci poco importa. Questo perché nel canto lirico esistono repertori per ogni classificazione ed è per questo che è necessario sapere a quale classificazione si appartiene, appunto perché il metodo di canto non richiede microfoni ed amplificazione ed è quindi necessario che tutte le note possano essere udite.

Noi fortunelli del microfono non abbiamo questo problema, anzi, a volte possiamo osare e spingerci a fare una nota ai limiti del nostro range vocale (quindi più sottile e poco udibile) grazie all’amplificazione tecnologica. Della serie … tanto esce!

Per stabilire il proprio range vocale è necessario fare una prova sulla nota più bassa e sulla nota più acuta che si riesce a raggiungere. Il mio consiglio è di non provarci se siete principianti. Mamma mia quanto sono cattiva. No, non sono cattiva! E’ che se non sai usare bene il diaframma e una respirazione corretta succede che per raggiungere la nota alta spingi, così come per quella bassa e sarebbe un risultato “fake“. La bella notizia invece è che se inizi ad utilizzare una buona respirazione potresti anche andare oltre alla nota che ti sei prefissato…ovviamente tutto nei limiti del range che mamma Natura ti ha donato!

Vediamo allora come sono questi range vocali delle voci femminili.

IL RANGE VOCALE: SOPRANO

Il soprano e le note acute… aaaaah! C’è una bella barzelletta da orchestra, a me fa sempre ridere.

"Qual è la differenza tra un soprano e un piranha?... il rossetto!"

A parte gli scherzi, ecco qui di seguito il range vocale del soprano e se qualcuno ve lo chiedo si dice “soprano” e non “soprana” 🙂

L’estensione del soprano va generalmente da do3 al do5. Questo è da intendersi come estensione che viene utilizzata nel repertorio, non estensione effettiva della voce che come detto prima può variare da persona a persona. Il mondo è bello perché è vario! 🙂

IL RANGE VOCALE: MEZZO SOPRANO

Il mezzo soprano se ne sta buonino lì in mezzo. Ci sono tantissime artiste che sono dei mezzosoprano e in diversi generi musicali.
L’estensione del mezzo soprano va generalmente da la2 al si♭4. Questo è da intendersi come estensione che viene utilizzata nel repertorio, che a volte può andare anche oltre il si♭4. In ogni caso non è da intendersi come estensione effettiva della voce, ma come note comode del cantante.

IL RANGE VOCALE: CONTRALTO

E’ la voce con il range più basso per quanto riguarda le voci femminili. Piccola curiosità: veniva utilizzata in passato al posto del contraltista che in pratica era l’uomo castrato (ohibò), definito anche cantante evirato,  che cantava nello stesso registro.

L’estensione del contralto va generalmente da fa2 al sol4. E’ una voce molto rara e l’estensione indicata dal repertorio è riduttiva perché i contralti possono estendersi sia verso le note alte del pentagramma, così come in quelle basse.

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