Motivational, Tecnica Vocale

#5 Essere originali: inventa e sperimenta

Ultimo articolo di questa serie e arriviamo al punto focale di tutta la vicenda: 

L’originalità!

Molte volte ci indaffariamo per poter essere simili sempre più al cantante che ci piace e ci dimentichiamo di chi siamo e di cosa siamo in grado di fare. 

Capisco magari un imitatore che passa la vita ad allenarsi per cercare di essere sempre più simile all’”imitato” ma obiettivamente chi vorrebbe comprare un disco di un tizio che è la brutta copia o anche buona copia di Caio? C’è già Caio, no?

Per essere originali non ci va molto, solo un po’ di voglia di sperimentare. Ti consiglio anche un po’ di apertura mentale che non guasta mai. 

Ecco 4 suggerimenti per aiutarti a trovare la tua originalità:

  • Cambiare la velocità della canzone o renderla più minimalista. Su YouTube ci sono parecchi esempi di canzoni che originariamente erano ricche di strumenti e sono state ridotte all’osso con chitarra e voce e non sono male. Cercando troverai delle belle varianti anche di pezzi famosi tipo “Creep” dei Radiohead rivisitata dal compositore Blake Neely per la serie tv “You” su Netflix. 
  • Trasformare una cover da un genere all’altro. Qualcosa di Pop diventa Jazz, oppure qualcosa di Dance diventa Metal! Trovi veramente un sacco di idee su internet per poter realizzare la tua versione! 
  • Se hai le idee ma non sai scriverti la musica o non sai suonarla, puoi chiedere online a musicisti che si mettono a disposizione per progetti. Sono i session musician e li trovi su siti come Soundbetter, Reddit, Airgigs ecc. Vai su Google e digita “musician for hire” e troverai un sacco di siti di collaborazione.
  • Cantare una canzone scritta per un cantante del sesso opposto. Questo è il mio mestiere! Nel senso che tutte le canzoni Hard Rock degli anni Ottanta che ho cantato erano generalmente scritte per uomini. La fortuna dell’Hard Rock è che le tonalità della maggior parte delle canzoni possono anche rimanere le medesime e si riesce a cantare benissimo lo stesso per entrambe le voci maschili e femminili. . Altri esempi invece più soft sono “All by myself” nelle versioni di Celine Dion e di Eric Carmen oppure o se ti fai un giro su YouTube potrai trovare tantissime versioni di “Without you” di Mariah Carey eseguite in modo dignitoso da uomini. 

Ora può succedere che la canzone sia troppo alta o troppo bassa per la nostra voce e allora dovremo intervenire sulla base modificando la tonalità.  Faccio un esempio al femminile. Ti è mai successo di cantare una canzone di Ligabue e trovarti a cantare la strofa con le note alte e nel ritornello dover cantare più bassa perché quelle note alte sarebbero davvero diventate troppo alte? 

Se sì, allora è un problema di tonalità. 

Esistono alcuni siti dove puoi acquistare la base di cui abbiamo parlato nei precedenti articoli e modificare direttamente la tonalità con + e -. In realtà quei + e – sono i “semitoni”, ovvero la più piccola distanza che c’è tra due note nel nostro sistema musicale. (Se ti interessa l’argomento nella Cantoteca Segreta troverai un pdf che tratta proprio questo argomento, iscriviti alla newsletter). 

Quando invece hai già la base e vuoi sistemare la tonalità puoi utilizzare un software facilissimo da usare che si chiama Audacity. In Audacity puoi modificare velocità, tonalità della canzone e ti puoi anche registrare. (Se vuoi vedere il video dove spiego come utilizzare Audacity sulle tonalità puoi iscriverti al percorso gratuito 101010elode). 

Non è difficile da usare anzi, una volta importata la traccia vai su Effetti > Cambia intonazione e puoi utilizzare i numeri +1 per alzare di un semitono o -1 per abbassare di un semitono. Puoi anche aumentare il numero ma devi fare molta attenzione al suono finale della base, ad esempio un +4 o un -4 tende a distorcere completamente il suono, soprattutto se la base è stata scaricata da YouTube ed è in formato audio MP3.

Bene, spero che tutte queste informazioni ti siano state utili e ti faccio qui il riepilogo di tutti i punti chiave che ci sono serviti per trovare la tua canzone perfetta da cantare.

La canzone perfetta da cantare deve:

  1. Valorizzare i punti di forza della tua voce > vai all’articolo
  2. Considerare la tua estensione  > vai all’articolo
  3. Avere una base musicale di qualità  > vai all’articolo
  4. Essere semplice (sarai tu a renderla straordinaria)  > vai all’articolo
  5. Darti la possibilità di essere originale  > questo articolo

Sai nella CANTOTECA SEGRETA ci sono tutte le dirette relative agli articoli! Vuoi vederle?

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Motivational, Tecnica Vocale

#4 Scegliere una canzone semplice da rendere meravigliosa!

Vuoi partecipare ad un concorso o vuoi fare un’esibizione ma non sai quale canzone cantare?

Continuiamo il nostro viaggio alla ricerca della canzone perfetta da cantare. 

Supponiamo (parlerò al femminile) che sei una super fan di Celine Dion. Celine Dion ha una carriera a dir poco spettacolare, una voce sublime e tutte le sue canzoni fanno emergere sempre i suoi punti di forza. 

Ma tu non sei Celine Dion, io non sono Celine Dion! Esiste solo lei, unica con tutte le sue caratteristiche. 

Però ti piace tanto e scegli una sua canzone anche già tremi all’idea di fare quell’acuto nel punto X. Ora, non sarebbe meglio scegliere una canzone più semplice da rendere straordinaria invece di dover fare la performance con quel dubbio che ti attanaglia la mente… “quando arriverò lì ce la farò o no?”. 

Scegliere una canzone più semplice non vuol dire essere incapaci, anzi vuol dire andare lisci come l’olio con una sicurezza che molti invidierebbero. 

Come puoi scegliere una canzone semplice ma da non rendere banale?

Non è detto che se una canzone semplice sia facile per te lo sia anche per gli altri. Tutto è molto soggettivo e personale. 

Ecco qui 4 consigli per scegliere una canzone senza timore: 

  • Ti ricordi cosa dicevo nell’articolo Trovare la canzone perfetta da cantare #2 Valutare l’estensione di una canzone? Considera il range della canzone in modo da essere tranquillo. Non devi aver pensieri negativi o paure quando stai cantando. Nulla ti deve frenare. 
  • Scegli una canzone in cui ti trovi a tuo agio. Scegli una di quelle canzoni che canti dall’inizio alla fine e non ti rendi conto di come hai fatto. Probabilmente sei andato in automatico, tu pensa cosa puoi fare mettendoci un po’ di focus?
  • Scegli una canzone che ti permetta di fare dei movimenti che non ti facciano sentire a disagio. In ogni caso dai al tuo corpo il permesso di creare una cornice, una scenografia intorno a quello che stai cantando. Se hai una canzone che richiede di ballare dovrai essere in grado di coinvolgere il pubblico. Se la canzone è una canzone romantica ti consiglio di utilizzare una mano (o tutte due se hai il microfono sull’asta) per creare delle cornici intorno a te. Non devi provare imbarazzo, stai solo creando la magia!
  • Provane tante, tantissime! Scrivi tutti i titoli e poi fa una bella scrematura. Ne scegli 10 e tra queste successivamente ne sceglierai 3 che saranno i tuoi cavalli di battaglia! Se una canzone è stata scritta per un uomo non è detto che tu non possa cantarla, idem viceversa, avendo cura di gestire la tonalità sul brano.

La prossima settimana vedremo come essere originali e come gestire la tonalità sui brani per personalizzarli sempre di più!

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Motivational, Tecnica Vocale

#3 Utilizzare una buona base musicale

Sei alla ricerca di una buona base musicale e non sai dove cercare o come fare?

Ti aiuto io!

Oggi è molto più facile reperire basi musicali su internet che qualche anno fa. Qualche anno fa il must era un software che si chiamava Vanbasco. Si scaricava e si installava sul computer. A quel punto andavi su internet a cercare delle basi in formato MID o Kar. Non riuscivi a trovare le canzoni del momento ma i vecchi brani storici si trovavano senza problemi. 

Quando lanciavi il file si avviavano anche le parole sullo schermo (a volte giuste e a volte no) e potevi mutare o meno la voce guida, cioè quel suono che ti da il suggerimento della linea vocale della canzone. Un suono un po’ acuto e fastidioso, a volte forviante dalla linea melodica.

Direi che la situazione oggi è cambiata totalmente. Oggi abbiamo Youtube che è una grandissima fonte di intrattenimento e di risorse per cantanti. Alcune basi sono fatte molto bene e ti segnalo qui i canali che secondo me sono i migliori:

Questi canali hanno sempre basi aggiornate e di buona qualità. Le parole scorrono nel modo corretto e hai tempo per leggerle. 

Detto ciò però ti consiglio di studiare con il testo cartaceo davanti e la base in formato audio Mp3 o Wav. Questo perché seguendo le parole sullo schermo è facile cadere in distrazioni, assolutamente non è utili per studiare bene una canzone. Il cervello è impegnato a guardare lo scorrere delle parole e non sta pensando a respirare nel momento giusto… vero?

Come puoi procurarti la base in formato audio Mp3 o in Wav?

Esistono dei converter ovvero dei convertitori che ti danno la possibilità di linkare una base karaoke che hai trovato e di trasformarla in formato audio (generalmente mp3). Alcuni di questi converter sono online altri sono dei software da installare sul proprio computer.

Ecco un paio di trucchetti:

  • Vai su Youtube e cerca la base che desideri. Vai sulla barra dell’indirizzo dove vedrai youtube.com/numerielettere e tra “you” e “tube” inserisci la parola “magic”. Verrai indirizzato su una sito che si chiama Fetchtube.com e dovrai cliccare su “Load Options”, avrai la possibilità di scaricare in MP4 (formato video) oppure sul link Listen (formato audio Mp3). Nella pagina successiva clicca “Click here to continue” e poi ancora “Click here to start”. Partirà il download e il file verrà scaricato sul tuo computer. Attenzione che questo sito aprirà dei banner pubblicitari in altre schede del tuo browser.  
  • ClipGrab invece è un software che si può installare su Windows, Mac e Linux. Il suo funzionamento è molto semplice. Copiando l’indirizzo del video dalla barra dell’indirizzo, questo va incollato nel campo apposito del software. Selezioni il formato e tra i formati troverai anche MP3 (audio only) e partirà la conversione e il download. (Esistono tantissimi programmi come ClipGrab, ad esempio: aTube Catcher, Freemake Youtube to Mp3 ecc.).
  • Siti in cui puoi acquistare la base e modificare la tonalità direttamente, come ad esempio: KaraFun, Karaoke-version, iTunes, Spotify ecc.

Capisco che possa essere complicato così su due piedi se non hai buona dimestichezza con il computer! Scrivimi se hai difficoltà!!!

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#2 Valutare l’estensione di una canzone

Ti è già successo di scegliere delle canzoni che ad un certo punto ti portano al break vocale? Oppure canzoni che hanno parti troppo basse che devi cantare un’ottava sopra per arrangiarti?

Se ti è successo è stato sicuramente:

un errore di valutazione dell’estensione della canzone! 

Che cos’è l’estensione della canzone? 

L’estensione è, diciamo, la strada dalla nota più bassa a quella più alta presenti nella canzone. Infatti non tutte le canzoni sono adatte a tutte le voci. Ognuno ha la propria estensione vocale, il proprio range di note, che sposa bene alcuni brani.

A volte si decide di cantare una canzone e poi ci troviamo in difficoltà in alcuni punti e sarai tu che dovrai capire e valutare se è un problema tecnico, nel senso che devi ancora sviluppare bene la tecnica per raggiungere quella nota famigerata, oppure se sei a fine corsa, ovvero hai raggiunto davvero la nota più alta del tuo range vocale.  

Apro una piccola parentesi per chi è agli inizi e cade nello sconforto quando arriva ad una determinata nota alta di petto e getta la spugna. Non ti preoccupare non sei a fine corsa è solo che dovresti dare il modo al tuo tratto vocale di cambiare posizione per arrivare alla voce di testa e continuare la tua camminata verso le note alte. Molto spesso quando naturalmente la voce di petto “si gira” in voce di testa non riconosciamo questi suoni, semplicemente perché non li abbiamo mai sentiti. Ci risultano strani, striduli, forti e insistenti nel nostro cranio. La realtà è che mentre non riusciamo a riconoscere la nostra voce di petto registrata perché siamo cresciuti con essa e quindi abbiamo la percezione che quella registrata sia completamente diversa, la voce di testa risulta al contrario irriconoscibile quando la emettiamo ma registrata mostra delle caratteristiche diverse e nuove, tutte da accogliere. 

Cosa posso fare se ho valutato male l’estensione della canzone?

Se ti rendi conto di aver valutato male l’estensione della canzone, prima di affaticare inutilmente la voce, puoi intervenire con questi tre consigli: 

  • Ripeto, valuta che non sia una questione tecnica, sui vocalizzi ti potrai rendere conto se la nota fatta con altri suoni riesci ad emetterla. Potrai valutare anche che non sia un pensiero negativo del tipo: “Non ce la faccio” che magari ti porta via la possibilità di raggiungere la nota. Quante volte si inizia una canzone e si è già preoccupati per la parte difficile che arriva magari dopo due minuti? Tutto questo porta alla distrazione! Se pensi a cosa dovrai fare tra due minuti in realtà stai già cantando male quello che devi fare ora!
  • Non abbatterti se non è nelle tue corde. Ti posso confermare che tutte le persone che hanno una voce fine ed acuta la vorrebbero più piena e grave e viceversa. Inoltre, la canzone non è stata scritta per te ma per il performer che l’ha registrata pertanto è stata scritta in base alla sua estensione, adhoc per lui.
  • Correggere la tonalità della base. Sì sì si può! Puoi decidere se abbassare o alzare la base musicale. Non vuol dire che sei meno capace perché non la canti in tonalità originale, anzi vuol dire che stai rispettando tutte le potenzialità delle tua voce come dicevamo nell’articolo Trovare la canzone perfetta da cantare #1 Valorizzare i punti di forza.

Ti sei mai trovato in difficoltà su una canzone o a cantare le canzoni di un cantante in particolare? Scrivimi e raccontami le tue esperienze!

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#1 Valorizzare i punti di forza della voce!

Ti sei mai chiesto se esiste davvero una canzone perfetta per la tua voce? Nel nostro repertorio vastissimo magari c’è la canzone di quel cantante che adoriamo ma che …mannaggia non riusciamo a rendere! Come mai?

Trovare la canzone perfetta per la propria voce richiede un po’ di pazienza e di ricerca, un po’ di analisi e un po’ di introspezione. Molto sovente la canzone perfetta per la nostra voce, non è la nostra canzone preferita. A volte la canzone perfetta si trova in un genere completamente diverso da quello che siamo abituati ad ascoltare.

Questo è il primo dei cinque articoli che si susseguiranno nelle prossime settimane e che ti aiuteranno ad inquadrare la canzone perfetta per te!

Il primo punto su cui è necessario fare un po’ di analisi è capire quali sono i punti di forza della nostra voce! Ecco che cosa ti serve:

  1. Un po’ di fiducia in te stesso
  2. Meno umiltà
  3. Una lista concreta di punti di forza della tua vocalità.

Ti faccio un esempio. Ami le canzoni con note molto acute ma la natura ti ha donato un tipo di voce differente, molto scura, sfruttabile in generi in cui è richiesta una voce è profonda e calda, questo non vuol dire che non potrai mai cantare le canzoni con note acute ma che semplicemente farai meno fatica a cantare canzoni che hanno un range di note medio/basso. L’impatto della tua resa sarà ben differente! Ascoltare la natura della tua voce è un passo fondamentale!

Ma come faccio a trovare i punti di forza della mia voce?

Prova a cantare tante canzoni di generi diversi e in stili diversi (è anche un ottimo modo per trovare il proprio modo di cantare, il proprio stile). Registrati e riascoltati e per ogni canzone rispondi a queste domande, scrivendo le risposte su un foglio di carta (ricorda di annotarti il titolo della canzone):

  1. Ti senti soddisfatto della tua performance?
  2. Cosa ti è piaciuto? Ehi, non vale dire “niente”.
  3. Cosa non ti è piaciuto?
  4. Qual è stato il momento migliore della tua performance?
  5. Hai provato a fare qualche tuo arrangiamento personale?
  6. Hai cercato di imitare il cantante originale o hai lasciato spazio alla tua interpretazione?

Il trucco per rispondere a queste domande in modo costruttivo è pensare che non stai ascoltando te stesso. Molti odiano sentirsi registrati! Devi analizzare la voce sotto ogni aspetto e con l’interesse di uno scienziato.

Il quadro generale che ne verrà fuori sarà molto interessante perché vedrai i tuoi punti di forza farsi spazio tra i vari generi ed artisti. E’ importante essere pronti ad accogliere tutti i risultati, senza demoralizzarsi se purtroppo la nostra performance sulla nostra canzone preferita non è andata come volevamo, avremo sicuramente fatto meglio su altre canzoni.

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Non te la stai tirando sul palco!

Quali sono i movimenti da non fare sul palco!

Di scene strane, bizzarre e fuori dall’ordinario sul palcoscenico se ne vedono tante. Alcuni sono statici, terrorizzati, altri si muovono tarantolati. Altri non alzano mai la testa dal leggio, non guardano il pubblico e nemmeno i compagni della band. Altri fanno movimenti armoniosi, altri sono fuori tempo.

Dalla mia esperienza ti posso raccontare che appartenevo alla categoria del “sono fuori tempo e guardo il leggio”. Ho lavorato sul tempo con esercizi mirati sono riuscita a staccarmi da questo difetto. Imparare a suonare la viola e il violino mi ha permesso di suonare con altre persone e tutto ciò mi ha aiutato a sviluppare meglio il senso del ritmo. Mi sono accorta che precedentemente non ascoltavo il tempo della canzone nel suo complesso ma mi focalizzavo su uno strumento alla volta. Ecco perché andavo fuori tempo, magari seguivo tutte le note della chitarra e boooom!

Aver costruito anche un ottimo rapporto con il mio corpo mentre canto è stato utilissimo perché mi sono sentita più libera di esprimermi, fidandomi delle orecchie che avevo già allenato con l’ear training.

Il leggio, ora, lo utilizzo soltanto in concerti soft e intimi con il duo ma per i concerti con la band al completo, mi affido alla memoria. Ovviamente dopo aver studiato!

Su un palco o mentre canti, ci sono movimenti giusti e movimenti, che invece, ti rendono più difficile questa attività. Ad esempio, mettiti in piedi, prova a cantare una “A” e dondola un braccio. Hai sentito che onde ha fatto la tua “A”? Il controllo dei movimenti giusti ti permette di gestire al meglio la tua voce.

Vediamo ora quali sono i “movimenti no”, da evitare per aiutarti a mantenere il controllo della voce:

  • Dondolare avanti e indietro: se dondoli avanti indietro la tua voce, con o senza microfono, ha l’effetto di un’onda. La voce che riesci a portare i avanti verso il pubblico, in qualche modo torna indietro e viene portata via dal tuo movimento.
  • Scivolata di potenza: così chiamata nel film “Tenacious D” da Jack Black, la consiglio solo per chi ha le ginocchia buone. E’ un effetto scenico molto forte ma considera anche le dimensioni del palco.
  • Headbanging: figo, bellissimo, ma se avete già una certa età come me, ricordatevi della cervicale del giorno dopo.
  • Collo e braccia rigide: ogni rigidità del tuo corpo non ti permette di cantare in modo libero, la tensione si sente anche nella voce.
  • Lancio del microfono: Noooooo. E’ un comportamento che proprio non sopporto. Non riesco a vedere quelli che usano il cavo del microfono come un lazo. Ho un grande rispetto per l’attrezzatura e la sua manutenzione, in più, “giocando con il cavo in questo modo” il rischio che ti scappi di mano e faccia male a qualcuno è altissimo.

Ci sono movimenti utili mascherati da movimenti da show. Ti consiglio di guardare i live dei Big per capire cosa fanno e osservali con un occhio più approfondito, in modo da capire chi fa movimenti che aiutano la performance e chi no.

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Le migliori canzoni sono semplici

Supponiamo che hai imparato di tutto e di più! Hai un range vocale da paura! Sai fare voce di testa, voce di petto, voci distorte e sovracuti. Stai scrivendo una canzone con la tua band … ma davvero vuoi mettere tutto ciò che sai fare in una canzone?

E’ un errore da evitare come la peste! Purtroppo molti cantanti, per dimostrare che sanno fare tutto, cascano in questo errore. Anche se la “storia” dietro la canzone lo richiede, il consiglio migliore è restare semplici. Canta il necessario, affinché la canzone sia completa.

Tu immagina di dover ascoltare un cantante che, bravissimo, sa fare i sovracuti, bravo eh… ma immagina di ascoltarlo per due ore: BOOOOOM! No, non credo di poter resistere. La testa mi scoppierebbe!

Tutto ciò che si impara nel canto non deve essere sfoggiato così come se fosse un gioiello ma va tirato fuori al momento opportuno, nella canzone opportuna. Sono tecniche che abbiamo appreso e che servono da abbellimento alla linea vocale. Più ne impariamo più abbiamo la possibilità di essere creativi senza limiti, considerando che se la canzone di per sé è già musicalmente ricca, non è necessario riempirla ulteriormente a livello canoro. Dove, invece, la parte musicale resta lineare, tipo nel rap, solitamente suggerisco a chi fa le lezioni con me di aggiungere qualcosina per renderla più melodica (soprattutto per chi non è rapper) e questo permette loro di avere una canzone più vicina al proprio stile. Non a caso, a volte il rapper viene affiancato da una voce che canta la parte melodica.

Come capire se hai messo troppo materiale vocale in una canzone? Ecco alcuni consigli pratici per scoprirlo:

  • Registrati e riascolta: sempre un’ottima pratica per capire dove si sta andando;
  • Chiedi ad un amico che non capisca molto di musica una sua opinione: ti prego però, non diteglielo “non capisce nulla di musica”, non vorrei causare la fine di un’amicizia. In realtà puoi chiedere anche a qualcuno che ha gusti musicali molto lontani dai tuoi. E’ molto utile avere il parere di chi è fuori da quel campo, raccogliendo i commenti.
  • Chiedi ad un amico che capisce molto di musica: accogli tutte le critiche, positive e negative e lavoraci su con una nuova creatività.
  • Modifica e ripeti: una volta che hai pareri, lavora nuovamente sulla canzone con una nuova energia.

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Il cantante semplice…una rarità!

10.000 like sulla pagina di Facebook e poi commentano tua madre e tua sorella…

Questa è la nuova era che distingue i furbastri che pagano per avere un seguito e da chi è semplice e vero con pochi fan ma reali. Tutti bramano successo e fama, magari raggiunti attraverso ciò che si ama fare…ma a che condizioni?

Credo che il concetto di “verità” si sposi bene con il concetto di “semplicità”.

Spulciando sul web ho trovato questa fantastica poesia di Alda Merini che è decisamente associabile all’artista vero che non scende a compromessi. L’artista che fa, produce e crea in nome dell’arte e non solo per il gusto di raggiungere gloria e fama. La poesia si intitola “Semplicità”.

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.

Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.

Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

Alda Merini

Noi cantanti siamo così. Usare la voce e cantare è come mettersi a nudo di fronte agli altri. Il timore di non essere accettati dagli altri ci spinge a crearci un mondo fittizio, dove si finge di essere superstar per il solo scopo di aver più credibilità. Questa finta credibilità, si crede, serva per non essere fraintesi, per non finire alla mercé di chi ha più potere e di chi ci può far salire fino alle stelle o scendere fino alle stalle e in quest’epoca tutta fatta di talent un po’ si cerca questa possibilità.

Conoscere propri limiti è importantissimo. Nel post della scorsa settimana dicevo che “i limiti sono solo nella nostra testa”. E continuo ad essere d’accordo con questa frase ma i propri limiti, e in questo caso parlo di limiti fisiologici dell’estensione vocale, è necessario conoscerli. Come fai a dire “ho un estensione ridotta” se non hai mai provato con la tecnica giusta ad arrivare oltre? Se oggi non riesci a fare una canzone, non è detto che domani non ci riuscirai.

Vai alla ricerca della tua semplicità, diventa un cantante semplice:

  • parti dalle cose di tutti i giorni (senti il fresco sul viso in una mattinata fredda senza lamentarti, focalizza la tua attenzione su tutte le sensazioni).
  • applica questa attenzione profonda anche al canto, senti ogni parola che esce dalla tua bocca e prova piacere per come il suono si mescola all’aria
  • focalizza l’attenzione su ogni respiro e ogni movimento del tuo corpo… sei vivo. Apprezza ogni piccolo gesto semplice e meravigliati come un bambino si meraviglia davanti alle bolle di sapone.

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Tipologie di attacco vocale

A volte sentiamo voci meravigliose e ci chiediamo: “Ma un giorno riuscirò a cantare anch’io così?”. E sì che ci riuscirai! Prima di tutto la positività! Ci sono tanti punti che nel cantato non vanno sottovalutati e cantare bene non vuol dire sottovalutare ad esempio l’attacco vocale. Per cantare bene bisogna anche attaccare bene. Per attacco si intende il momento si inizia a cantare e se attacchi male tante volte è difficile mantenere una nota lunga.

Generalmente quando devo spiegare gli attacchi vocali parto dal presupposto che due di questi vengano fatti inconsciamente (a breve li vedremo) e che in realtà dobbiamo raggiungere quello che è l’attacco perfetto ovvero il Simultaneo.

Ma cosa vuol dire?

Attacco simultaneo è il momento in cui aria e suono si abbracciano ed escono contemporaneamente dalla bocca. L’armonia tra espirazione e suono è perfetta e l’aria si aggancia perfettamente al suono. Per capirlo però dobbiamo fare un passo indietro. Andiamo a vedere gli altri tipi di attacco.

Se ti dicessi che il 99% delle persone con cui ho lavorato, per cantare una “a” parte con l’attacco glottale (detto anche attacco duro), ci crederesti? L’attacco glottale è molto interessante perché in questo tipo di attacco le corde vocali bloccano l’aria per poi aprirsi improvvisamente per lasciala passare. E’ un colpetto di glottide presente anche in alcune parole della lingua inglese, per esempio quando pronunci “I am”. In fonetica si chiama “glottal stop” ed è indicato con questo simbolo /?/.

Vediamo che cos’è la glottide. Da wikipedia ecco qui: “La glottide è posta all’altezza della laringe che è l’organo preposto alla fonazione. È costituita per la maggior parte da uno scheletro di cartilagine diviso in tre sezioni: la cricoide, le aritenoide e la tiroide (quest’ultima presente solo nei mammiferi). Queste sezioni vengono articolate da legamenti e muscoli che hanno il compito di restringere e dilatare, tendere e rilasciare le corde vocali.”

Capito? Questo tipo di attacco vocale è molto usato in generi come il rock e l’R&B proprio per la sua durezza che rende incisiva e sottolinea alcuni versi dei testi della canzone, tanto che, proprio per la sua durezza, tende ad esserne sconsigliato l’uso eccessivo senza consapevolezza.

Attenzione questo non vuol dire che l’attacco glottale è totalmente sbagliato, ma vuol dire “Ti sei accorto che hai fatto un attacco glottale?” oppure “Hai cantato un attacco glottale volutamente?”. Quando facciamo un attacco glottale ce ne accorgiamo perché, detto in parole semplici, sentiamo il suono sparato fuori. In sostanza è come se uscisse prima il suono e poi con calma arriva l’aria. Riprova con “I am” ma mi raccomando non all’italiana come siamo soliti fare mettendo l’ “h” davanti, perché se no diventa…. un attacco arioso.

L’attacco arioso, (detto anche morbido) bello e dannoso come lo chiamo io per scherzare, è l’attacco in cui invece sento uscire prima l’aria e poi il suono. L’attacco arioso è il tipico attacco che viene usato dal 99% delle persone non appena gli si dice che stanno usando l’attacco glottale, provano a tirare fuori prima l’aria per poi tararsi sul simultaneo.

Sono passaggi a volte un po’ obbligati per sperimentare! In merito all’attacco arioso ti suggerisco di tenere a mente come esempio il cantato alla Marilyn Monroe. La sua voce soave e molto sensuale piena d’aria che però, ahimè, non è molto salutare. Attenzione se devi cantare una canzone romantica e metti degli attacchi ariosi per la tua interpretazione non ti succede niente, ma diciamo che parlare in modo arioso per tutto il tempo asciuga parecchio le tue corde vocali e la mancata lubrificazione potrebbe creare edemi alle corde stesse. In caso di voce ariosa da molto tempo e nel caso tu abbia la sensazione di groppo in gola come se le parole fossero bloccate, ti consiglio di rivolgerti ad un foniatra. Esistono degli esercizi per evitare che la voce sia ariosa (ad esempio esercizi basati sulla consonante “G”) ma tuttavia è sempre meglio valutare caso per caso.

Il mio suggerimento se sei all’inizio è di sperimentare e di pensare alla stampante delle etichette. Sì sì, non sto scherzando. Chi conosce la mia storia sa che ho un passato da responsabile IT e alcune cose mi sono rimaste e trovo che sono esempi che possano calzarsi perfettamente su quello che dobbiamo andare a fare con la voce. Se non l’hai mai vista più o meno segue il disegno qui sotto! La stampante delle etichette ha due ribbon (due rotoli di nastro) uno nero di inchiostro e l’altro delle etichette, questi due nastri si incontrano sulla fascia termica e ne esce l’etichetta completa. Questo è l’esempio perfetto di attacco simultaneo. Un ribbon potrebbe esser l’aria e l’altro ribbon potrebbe essere il suono e infine la fascia termica dove si incontrano la tua bocca.

E’ un esempio un po’ strano ma a volte l’immaginazione rende facili dei concetti che a parole potrebbero essere difficili tecnicamente da spiegare con paroloni e sinceramente più difficili da eseguire.

Ecco il riepilogo:

  • Attacco simultaneo: suono e aria insieme.
  • Attacco arioso: alla Marilyn Monroe, prima arriva l’aria e poi il suono.
  • Attacco glottale: con il colpo di glottide, prima arriva il suono e poi l’aria.

Se ti trovi in difficoltà con la voce e vuoi qualche dritta sul canto, puoi fare qualche lezione con me online! Qui!

Un’altra cosa importante. Questa bellissima distinzione tra le tipologie di attacco si sente tantissimo sulle vocali. Ricorda che italiano abbiamo sette vocali (coooosa? Sette ma non erano cinque?). E sì, sono sette perché si contano anche le “é” e “è” e anche le “ò” e “ó” con accenti acuti e gravi che hanno pronunce differenti. Comunque ci è andata bene perché in inglese le pronunce delle vocali sono oltre quindici.

Ora ti lascio sperimentare, oggi abbiamo imparato tante cose, dagli attacchi vocali a come funziona una stampante delle etichette, perché nella vita…non si sa mai!

Prova ad allenarti con i vari tipi di attacco e vieni a trovarmi su Instagram e su Facebook per farmi sapere com’è andata. Se hai dubbi scrivimi, da una tua domanda può nascere un nuovo articolo o un video.

Cosa puoi fare su questo sito?