Tecnica Vocale

Tipologie di attacco vocale

A volte sentiamo voci meravigliose e ci chiediamo: “Ma un giorno riuscirò a cantare anch’io così?”. E sì che ci riuscirai! Prima di tutto la positività! Ci sono tanti punti che nel cantato non vanno sottovalutati e cantare bene non vuol dire sottovalutare ad esempio l’attacco vocale. Per cantare bene bisogna anche attaccare bene. Per attacco si intende il momento si inizia a cantare e se attacchi male tante volte è difficile mantenere una nota lunga.

Generalmente quando devo spiegare gli attacchi vocali parto dal presupposto che due di questi vengano fatti inconsciamente (a breve li vedremo) e che in realtà dobbiamo raggiungere quello che è l’attacco perfetto ovvero il Simultaneo.

Ma cosa vuol dire?

Attacco simultaneo è il momento in cui aria e suono si abbracciano ed escono contemporaneamente dalla bocca. L’armonia tra espirazione e suono è perfetta e l’aria si aggancia perfettamente al suono. Per capirlo però dobbiamo fare un passo indietro. Andiamo a vedere gli altri tipi di attacco.

Se ti dicessi che il 99% delle persone con cui ho lavorato, per cantare una “a” parte con l’attacco glottale (detto anche attacco duro), ci crederesti? L’attacco glottale è molto interessante perché in questo tipo di attacco le corde vocali bloccano l’aria per poi aprirsi improvvisamente per lasciala passare. E’ un colpetto di glottide presente anche in alcune parole della lingua inglese, per esempio quando pronunci “I am”. In fonetica si chiama “glottal stop” ed è indicato con questo simbolo /?/.

Vediamo che cos’è la glottide. Da wikipedia ecco qui: “La glottide è posta all’altezza della laringe che è l’organo preposto alla fonazione. È costituita per la maggior parte da uno scheletro di cartilagine diviso in tre sezioni: la cricoide, le aritenoide e la tiroide (quest’ultima presente solo nei mammiferi). Queste sezioni vengono articolate da legamenti e muscoli che hanno il compito di restringere e dilatare, tendere e rilasciare le corde vocali.”

Capito? Questo tipo di attacco vocale è molto usato in generi come il rock e l’R&B proprio per la sua durezza che rende incisiva e sottolinea alcuni versi dei testi della canzone, tanto che, proprio per la sua durezza, tende ad esserne sconsigliato l’uso eccessivo senza consapevolezza.

Attenzione questo non vuol dire che l’attacco glottale è totalmente sbagliato, ma vuol dire “Ti sei accorto che hai fatto un attacco glottale?” oppure “Hai cantato un attacco glottale volutamente?”. Quando facciamo un attacco glottale ce ne accorgiamo perché, detto in parole semplici, sentiamo il suono sparato fuori. In sostanza è come se uscisse prima il suono e poi con calma arriva l’aria. Riprova con “I am” ma mi raccomando non all’italiana come siamo soliti fare mettendo l’ “h” davanti, perché se no diventa…. un attacco arioso.

L’attacco arioso, (detto anche morbido) bello e dannoso come lo chiamo io per scherzare, è l’attacco in cui invece sento uscire prima l’aria e poi il suono. L’attacco arioso è il tipico attacco che viene usato dal 99% delle persone non appena gli si dice che stanno usando l’attacco glottale, provano a tirare fuori prima l’aria per poi tararsi sul simultaneo.

Sono passaggi a volte un po’ obbligati per sperimentare! In merito all’attacco arioso ti suggerisco di tenere a mente come esempio il cantato alla Marilyn Monroe. La sua voce soave e molto sensuale piena d’aria che però, ahimè, non è molto salutare. Attenzione se devi cantare una canzone romantica e metti degli attacchi ariosi per la tua interpretazione non ti succede niente, ma diciamo che parlare in modo arioso per tutto il tempo asciuga parecchio le tue corde vocali e la mancata lubrificazione potrebbe creare edemi alle corde stesse. In caso di voce ariosa da molto tempo e nel caso tu abbia la sensazione di groppo in gola come se le parole fossero bloccate, ti consiglio di rivolgerti ad un foniatra. Esistono degli esercizi per evitare che la voce sia ariosa (ad esempio esercizi basati sulla consonante “G”) ma tuttavia è sempre meglio valutare caso per caso.

Il mio suggerimento se sei all’inizio è di sperimentare e di pensare alla stampante delle etichette. Sì sì, non sto scherzando. Chi conosce la mia storia sa che ho un passato da responsabile IT e alcune cose mi sono rimaste e trovo che sono esempi che possano calzarsi perfettamente su quello che dobbiamo andare a fare con la voce. Se non l’hai mai vista più o meno segue il disegno qui sotto! La stampante delle etichette ha due ribbon (due rotoli di nastro) uno nero di inchiostro e l’altro delle etichette, questi due nastri si incontrano sulla fascia termica e ne esce l’etichetta completa. Questo è l’esempio perfetto di attacco simultaneo. Un ribbon potrebbe esser l’aria e l’altro ribbon potrebbe essere il suono e infine la fascia termica dove si incontrano la tua bocca.

E’ un esempio un po’ strano ma a volte l’immaginazione rende facili dei concetti che a parole potrebbero essere difficili tecnicamente da spiegare con paroloni e sinceramente più difficili da eseguire.

Ecco il riepilogo:

  • Attacco simultaneo: suono e aria insieme.
  • Attacco arioso: alla Marilyn Monroe, prima arriva l’aria e poi il suono.
  • Attacco glottale: con il colpo di glottide, prima arriva il suono e poi l’aria.

Se ti trovi in difficoltà con la voce e vuoi qualche dritta sul canto, puoi fare qualche lezione con me online! Qui!

Un’altra cosa importante. Questa bellissima distinzione tra le tipologie di attacco si sente tantissimo sulle vocali. Ricorda che italiano abbiamo sette vocali (coooosa? Sette ma non erano cinque?). E sì, sono sette perché si contano anche le “é” e “è” e anche le “ò” e “ó” con accenti acuti e gravi che hanno pronunce differenti. Comunque ci è andata bene perché in inglese le pronunce delle vocali sono oltre quindici.

Ora ti lascio sperimentare, oggi abbiamo imparato tante cose, dagli attacchi vocali a come funziona una stampante delle etichette, perché nella vita…non si sa mai!

Prova ad allenarti con i vari tipi di attacco e vieni a trovarmi su Instagram e su Facebook per farmi sapere com’è andata. Se hai dubbi scrivimi, da una tua domanda può nascere un nuovo articolo o un video.

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Tecnica Vocale

Respirazione diaframmatica: proviamoci!

Quando parliamo non pensiamo quasi mai a come respiriamo. Quando dormiamo, avvolti dalle braccia di Orfeo, non pensiamo a come respiriamo. Eppure il nostro corpo è una macchina perfetta. Sa quando deve mangiare, quando deve dormire, sa quando deve respirare.

Con la frenesia della vita quotidiana chi ci pensa più a respirare?

Eppure è fondamentale! Soprattutto per i cantanti. Magari hai già sentito parlare di un certo muscolo chiamato diaframma?

Ma chi lo usa il diaframma? Che cos’è? E come si fa ad utilizzare la respirazione diaframmatica?

La bella notizia è che quando siamo nati respiravamo correttamente con il nostro diaframma (guardate un neonato appena ne avrete occasione, vedrete la pancia che si alza ed abbassa in modo armonioso). La cattiva notizia è che ci siamo dimenticati il suo utilizzo con il passare degli anni!

Durante il periodo delle elementari avevamo troppe cose da dire e ci dimenticavamo addirittura di respirare, tanto da arrivare a fine frase senza fiato. Troppe cose da dire, troppe emozioni che ci hanno portato a respirare come i tacchini. Sì, sì come i tacchini! Lo chiamo il respiro del dottore. Quando il dottore ci chiede di fare un bel respiro e ci gonfiamo come dei tacchini, alzando le spalle e il petto.

Ecco la respirazione clavicolare (alzando sterno e spalle) nel canto non funziona! Nel canto infatti sarebbe meglio prediligere una respirazione di tipo diaframmatico-intercostale.

Ma dov’è sto diaframma? Io non ce l’ho!

Fortunatamente c’è. Ce l’abbiamo tutti. Basta prendere qualsiasi manuale di anatomia per vedere la posizione corretta del diaframma e accendere anche ai ricordi di scuola perché è quasi certo che alle medie, avrai fatto senz’altro scienze e avrai studiato l’apparato respiratorio, quindi sai che abbiamo due polmoni, i bronchi, trachea, laringe, faringe ecc. Se invece i ricordi delle medie sono offuscati perché non ti piaceva studiare, beh allora in questo post troverai la tua occasione per recuperare! 

Bene, al di sotto dei polmoni (che sono gli organi che ci permettono di acquisire ossigeno ed eliminare l’anidride carbonica nel sangue) c’è il diaframma, un muscolo che separa la cavità addominale da quella toracica che si abbassa quando prendo l’aria (quindi prendo l’aria, i polmoni si riempiono e si abbassa il diaframma) e si risolleva quando butto fuori l’aria, cantando o espirando.

Per sentire che il nostro diaframma al lavoro, ti consiglio di mettere le mani in questo modo: 

Ecco un’illustrazione realizzata dalle mie manine per farti capire meglio come sentire il diaframma…

Nella figura di sinistra, viene appoggiata una mano sul fianco e l’altra sul ventre, in fase di inspirazione sentirò la pancia che si sporge in avanti e un movimento laterale sulla mano appoggiata al fianco. In fase di espirazione sentirò la pancia che rientra. Questo è un ottimo modo per controllare se effettivamente stiamo utilizzando il diaframma.

Nella figura di destra, vengono appoggiate entrambe le mani sui fianchi e in fase di inspirazione sentirò un movimento laterale su entrambi i lati. In fase di espirazione sentirò che il movimento mi riporta in posizione rilassata. Questa è un ottima posizione per evitare di alzare le spalle. Te ne accorgerai subito se stai respirando gonfiando la parte alta del petto come un tacchino!

Quale sia la migliore posizione per te devi stabilirlo tu! 🙂 Ho allievi che utilizzano una piuttosto che l’altra durante gli esercizi perché si sentono più sicuri e hanno una migliore percezione! Il mio consiglio è quello in ogni caso di provarle entrambe e sentire quella che per te funziona meglio, ricordandoti di buttare sempre fuori l’aria con la bocca (espirazione)… dopotutto quando canti butti fuori parole dalla bocca o no? 🙂

A poco a poco prenderai consapevolezza del tuo diaframma anche perchè quando dormi, lui lavora, idem quando sei rilassato sul divano a guardare la tua serie tv preferita.

Quando cantiamo? Dovrebbe lavorare come sempre ma all’inizio potrebbe scontrarsi con i mille pensieri e castelli che ci fa il nostro cervello. Nel nostro stato di veglia, interveniamo troppo, con pensieri ed intenzioni, tanto da “bloccare” il flusso naturale della respirazione. Pensaci bene, durante gli esercizi hai fatto molta attenzione al diaframma e in testa ti davi le istruzioni “Adesso faccio così, adesso faccio cosà!” Vero? 🙂  E’ assolutamente normale, gli esercizi servono a farlo ripartire… il passo successivo è non intervenire e lasciarsi andare affinché la respirazione faccia il suo corso e ritorni una respirazione naturale.

Riprendere ad usare il diaframma, lo dico sempre, è un po’ come andare in bicicletta, impari, non ci vai per trent’anni e quando risali vai un po’ storto ma poi riprendi il funzionamento come un tempo.

Se ti trovi in difficoltà con il tuo diaframma o vuoi qualche dritta sulla tua voce e sul canto, puoi fare qualche lezione con me! Qui!

Ultima cosa importante. Nel canto, la fase di inspirazione è veloce, dovete essere pronti a cantare, prendere aria in questo caso è diverso da quando si pratica yoga o pilates, in cui abbiamo il tempo di inspirare lentamente. Qui dobbiamo prendere un bel respiro per cantare le parole della nostra canzone.

Ti accorgerai man mano di quanto si può inspirare velocemente (senza alzare le spalle e utilizzando la respirazione diaframmatica) per poi rilasciare l’aria poco per volta.

Vuoi provare? Inspira utilizzando la respirazione diaframmatica e poi soffia come se avessi un filo d’aria che esce dalla tua bocca e conta i secondi che ci impieghi a finire l’aria. Se sei arrivato a 3 secondi è un po’ pochino, forse hai soffiato con troppa decisione oppure hai usato la respirazione in modo non corretto. Se invece sei sui 5-6 si può migliorare. Se sei verso i 10 secondi vai che è ottimo, per essere le prime volte hai già fatto un gran lavoro.

Raccontami come è andata! Sono a tua disposizione per darti qualche consiglio in più!

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Tecnica Vocale

Voce: classificazione delle voci femminili

“Mi ricordo la prima lezione di canto, anni or sono, in cui convinta di essere un soprano scoprii di essere un contralto. Così mi disse l’insegnate al tempo. Ci rimasi un po’ male perché per me le note acute erano belle e rispecchiavano il mio idolo di allora (Celine Dion) su cui mi ero allenata parecchio. Con il tempo e la nuova consapevolezza ho scoperto cosa potevo fare con quello che madre Natura mi aveva donato!”
Mara, 2010 – VLog

classificazione-voci-femminili

Ma cosa significano queste parole? Soprano? Contralto?

Siccome nel mondo classifichiamo e cataloghiamo tutto, anche le voci vengono classificate in sottogruppi che corrispondono a determinati range vocali (ovvero dalla nota più bassa a quella più alta che una voce può emettere).

Vediamo come vengono classificate le voci femminili:

  • Soprano
  • Mezzo soprano
  • Contralto

I soprani sono quelli che raggiungono le note più acute mentre i contralti si dedicano alle note gravi.

Ovviamente siamo tutte diverse e infatti la voce che è univoca per ogni individuo dipende dalla conformazione fisica e della laringe. Chi ha la laringe stretta e le corde vocali corte generalmente ha la voce acuta. Chi invece ha la laringe larga con corde vocali lunghe avrà la voce più grave.

Attenzione! Non è detto che se sei soprano non potrai mai cantare le note gravi e viceversa, anzi lo potrai fare, con la consapevolezza che il tuo range vocale però è un altro. Generalmente diciamo che ad un soprano saranno più confortevoli le note acute mentre al contralto le note gravi, ma ciò non significa che non possano fare queste note.

LA RIVELAZIONE

La rivelazione è che nella musica leggera (che comprende tutto quello che non è classico) questa distinzione tra le voci poco importa. Questo perché nel canto lirico esistono repertori per ogni classificazione ed è per questo che è necessario sapere a quale classificazione si appartiene, appunto perché il metodo di canto non richiede microfoni ed amplificazione ed è quindi necessario che tutte le note possano essere udite.

Noi fortunelli del microfono non abbiamo questo problema, anzi, a volte possiamo osare e spingerci a fare una nota ai limiti del nostro range vocale (quindi più sottile e poco udibile) grazie all’amplificazione tecnologica. Della serie … tanto esce!

Per stabilire il proprio range vocale è necessario fare una prova sulla nota più bassa e sulla nota più acuta che si riesce a raggiungere. Il mio consiglio è di non provarci se siete principianti. Mamma mia quanto sono cattiva. No, non sono cattiva! E’ che se non sai usare bene il diaframma e una respirazione corretta succede che per raggiungere la nota alta spingi, così come per quella bassa e sarebbe un risultato “fake“. La bella notizia invece è che se inizi ad utilizzare una buona respirazione potresti anche andare oltre alla nota che ti sei prefissato…ovviamente tutto nei limiti del range che mamma Natura ti ha donato!

Vediamo allora come sono questi range vocali delle voci femminili.

IL RANGE VOCALE: SOPRANO

Il soprano e le note acute… aaaaah! C’è una bella barzelletta da orchestra, a me fa sempre ridere.

"Qual è la differenza tra un soprano e un piranha?... il rossetto!"

A parte gli scherzi, ecco qui di seguito il range vocale del soprano e se qualcuno ve lo chiedo si dice “soprano” e non “soprana” 🙂

L’estensione del soprano va generalmente da do3 al do5. Questo è da intendersi come estensione che viene utilizzata nel repertorio, non estensione effettiva della voce che come detto prima può variare da persona a persona. Il mondo è bello perché è vario! 🙂

IL RANGE VOCALE: MEZZO SOPRANO

Il mezzo soprano se ne sta buonino lì in mezzo. Ci sono tantissime artiste che sono dei mezzosoprano e in diversi generi musicali.
L’estensione del mezzo soprano va generalmente da la2 al si♭4. Questo è da intendersi come estensione che viene utilizzata nel repertorio, che a volte può andare anche oltre il si♭4. In ogni caso non è da intendersi come estensione effettiva della voce, ma come note comode del cantante.

IL RANGE VOCALE: CONTRALTO

E’ la voce con il range più basso per quanto riguarda le voci femminili. Piccola curiosità: veniva utilizzata in passato al posto del contraltista che in pratica era l’uomo castrato (ohibò), definito anche cantante evirato,  che cantava nello stesso registro.

L’estensione del contralto va generalmente da fa2 al sol4. E’ una voce molto rara e l’estensione indicata dal repertorio è riduttiva perché i contralti possono estendersi sia verso le note alte del pentagramma, così come in quelle basse.

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Cultura Musicale, Motivational, Tecnica Vocale

Stonati per caso…

E’ da un po’ che non scrivo perché sono stata attiva su altri canali social, tra cui Facebook dove oggi è nato il gruppo “Stonati per caso”.
stonati per caso

Nel gruppo parleremo di voce, faremo analisi sui testi delle canzoni e sugli stili dei big, vedremo alcuni esercizi utili e risponderò alle vostre domande. Un botto di roba!

Perché il nome “Stonati per caso“? Perché prima di tutto fa ridere il nome. Mi ricorda molto Turisti per caso e desidero che le persone all’interno del gruppo si trovino a loro agio e mettano da parte le loro insicurezze. Il gruppo deve essere un’isola felice, senza critiche poco costruttive.

Stonati per caso vuole essere la vostra sfida quotidiana e mi sto organizzando per aiutarvi ogni giorno!

Vi aspetto nel gruppo Stonati per caso e sulla mia pagina FB Mara Cek Cecconato
Ciao!!

Tecnica Vocale

L'epiglottide… quando ti va qualcosa di traverso!

Che titolo strano, vero?

Oggi ho avuto l’ispirazione pensando al mio compagno che come diciamo noi piemontesi si “ingordisce“, ovvero gli va la saliva o il cibo o l’acqua di traverso e inizia a tossire di brutto, con tanto di mio spavento/panico e dose eccessiva di acqua nel bicchiere per farlo riprendere.

Epiglottide

Perché l’epiglottide? L’epiglottide è una cartilagine elastica e ricoperta da di mucosa e si trova alla radice della lingua. Ha un’importante funzione, ovvero quella di impedire che il cibo masticato o la saliva vadano nelle vie aeree in fase di deglutizione. Semplicemente durante la deglutizione si abbassa sull’apertura laringea e chiude il passaggio momentaneamente, un po’ come fanno i binari di scambio dei treni in sostanza.  A volte però siamo distratti e succede di inspirare quando abbiamo un po’ di cibo in bocca o un po’ di saliva e tac! E’ sempre meglio verificare che la situazione non sia grave e che non provochi soffocamento, in questo caso è necessario prendere provvedimenti immediati (vedi la manovra di Heimlich). Oggi vorrei evitare di parlare di cose brutte e quindi mi riferisco alla situazione non grave dove ce la caviamo con un po’ di tosse e occhi lucidi.

Epiglottide nei neonati

Una cosa molto interessante per le mamme in attesa è che il bambino fino ai quattro/sei mesi di vita può godere di una particolare caratteristica dell’epiglottide. Durante l’allattamento al seno, l’epiglottide del bambino si solleva e divide in due il canale, consentendogli allo stesso tempo di respirare e deglutire. Voi grandi non provateci! E’ impossibile per un adulto!  In generale gli animali hanno questa caratteristica perché favorisce una respirazione nasale obbligatoria, che consente loro di nutrirsi e bere ma di stare in guardia attraverso l’olfatto da eventuali nemici. Tuttavia il nostro bimbo subirà dei cambiamenti e infatti dal quarto/sesto mese circa l’epiglottide andrà a posizionarsi indietro fino a terminare la sua discesa e non sarà mai più così vicina al palato molle.

Attenzione cantanti!

Può succedere anche mentre cantate! Purtroppo è vero, su conferma della mia dentista che disperata non riusciva a gestire la mia saliva esuberante (parliamo di cose schifose) durante un intervento, guarda l’ora e mi dice: “Eh ci credo è mezzogiorno, avrai fame!”. La famosa acquolina in bocca eccola lì che mi aspettava. L’acquolina in bocca ci fa produrre molta saliva in più!

“La cosiddetta “acquolina in bocca” è un aumento della salivazione dovuto alla vista, all’odore o anche solo al pensiero di un alimento o di una bevanda che si desidera gustare. Questo avviene perché, quando si mangia o si beve, le terminazioni nervose della lingua (i calici gustativi, a forma di imbuto) vengono stimolate e inviano una leggera corrente elettrochimica ad altre terminazioni nervose, i centri del gusto situati nel cervello.”

www.focus.it – 28 Giugno 2002

Quando s’inspira durante il canto può succedere che inspirando solamente attraverso la bocca, potrebbe andare la saliva di traverso. Finché succede a lezione si interviene con un bicchiere d’acqua… ma se succede sul palco? E’ normale che se non hai mangiato o bevuto e ti vedi il cameriere che passa con un bel piatto succulento sotto il naso, ti si scateni l’acquolina! 🙂 L’ideale sarebbe comunque avere una buona inspirazione che bilanci l’entrata dell’aria sia attraverso il naso che attraverso la bocca.

Se ti trovi in difficoltà con la voce e vuoi qualche dritta sul canto, puoi fare qualche lezione con me online! Dai un’occhiata Qui!

microfono

Ultime considerazioni

Due piccoli consigli:

  • Mangiate con calma e masticate lentamente. Gustatevi i cibi. Siete in pausa! Capisco che le preoccupazioni siano moltissime ma ricordatevi sempre che “la calma è la virtù dei forti”.
  • Attenzione ci sono alcuni alimenti che fanno aumentare la salivazione. Nella mia top list ci sono i seguenti:
    • Cioccolato
    • Formaggi
    • Gomma da masticare

Prova a sperimentare su te stesso e valuta la tua top list di alimenti che fanno aumentare la salivazione. Questo ti aiuterà a prendere consapevolezza di ciò che ti conviene mangiare prima di cantare e i cibi assolutamente da eliminare prima di una performance.

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Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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