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Motivational Singing: Osservazione precisa

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Dopo aver analizzato durante questi mesi la fede nella propria voce e l’assenza di censura, andiamo avanti con il prossimo dei quattro strumenti per sviluppare la propria creatività.

Se ti sei perso il post relativo alla fede nella propria voce lo trovi qui e invece il blog post relativo all’assenza di censura lo trovi qui.

Si parla sempre de “Lo spirito creativo” di Daniel Goleman. Questo libro devo dire che mi ha ispirata parecchio, soprattutto perché i suoi esempi chiari sono applicabili al canto come non mai.

Il terzo strumento per sviluppare la creatività è quindi l’osservazione precisa. Goleman ci dice:

Osservare in modo preciso significa guardare il mondo con la meraviglia e con la curiosità di un bambino e con la precisione di uno scienziato. Significa interessarsi a ogni cosa intorno a noi con una ritrovata consapevolezza.

Più chiaro di così! Questa consapevolezza è da ricercare anche quando studi canto. Ad esempio ti toccherà fare dei vocalizzi che a volte ti faranno sentire ridicolo e iniziamo ad immaginarci come potremmo apparire all’esterno, oppure su come la nostra voce sia brutta in quel momento. Ed è proprio lì che sbagliamo!

Devi riuscire a riportare la tua attenzione alle sensazioni che provi mentre fai l’esercizio. Attento non parlo di “emozioni” parlo di sensazioni tattili, ovvero il tuoi muscoli come si contraggono? Il diaframma sta lavorando bene? Hai respirato correttamente? La postura della tua bocca com’era? Tutto questo tira fuori lo scienziato che è in te e che comincia ad analizzare la voce come deve!

Tuttavia hai anche il bambino che è in te da tirar fuori e allora nel momento in cui devi fare un esercizio e sai che c’è il vicino di casa che magari è lì fuori che si bagna il giardino, non puoi limitarti e trattenere la voce, un bambino non lo farebbe. Un bambino canterebbe forte e giocherebbe con la voce scoprendo le diverse sfumature che può fare.

A chi studia canto consiglio sempre anche di ascoltare le voci dei cartoni animati. Nei cartoni animati c’è un quadro di mille colori e sfumature che la voce può prendere ed è davvero interessante.

Se inizierai a prestare attenzione a particolari che prima non avevi mai considerato, ti stupirai di quanti suoni potrai fare con la tua voce. Credimi, grazie all’osservazione precisa è come se avessi una telecamera puntata su di te che ti aiuta a rilevare gli errori e a correggerli. L’attenzione verso la postura, la posizione della bocca, la respirazione, l’emissione vocale è fondamentale per imparare a gestire i problemi e risolverli al volo!

Fammi sapere, tu sei attento a quello che fai quando canti o ti giudichi immediatamente senza darti la possibilità di ascoltare bene quello che stai facendo? Scrivi nei commenti e raccontami!

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Motivational Singing: Assenza di censura

In uno dei passati articoli abbiamo visto uno dei punti per sviluppare la propria creatività. Si trattava della fede nella creatività che ho modificato in fede nella propria voce (eh quante volte la perdiamo!)

Se ti sei perso l’articolo puoi leggerlo qui!

Proprio ieri parlavo con una ragazza (cantante, musicista ed illustratrice) che mi raccontava quante volte sia stata in lotta con la propria voce. Capire dove si vuole arrivare e cosa si pretende dalla propria voce è sempre difficile, l’importante è ricordarsi che la propria voce è unica e bisogna apprezzarla con le sue caratteristiche e le sue sfumature. Forse pretendiamo troppo? O forse la vorremmo diversa in base ai cliché della nostra cultura musicale? Può essere ma come sempre tutto si può migliorare.

Se registri la voce di un bambino di quattro o cinque anni, il bambino sentendosi si riconosce e la sua voce gli piace, così come quando vuole sbraitare dentro al microfono, facendo il sorrisino di uno che si vergogna. Ma continua a riconoscersi. A nove/dieci anni se il bambino sente la sua voce registrata la sente strana. Dai dodici in su la sua voce gli fa proprio “schifo”. Molto probabilmente perché ha maturato certi gusti e certe preferenze musicali e vorrebbe avere la voce dell’idolo del momento mentre tutto il resto non è sufficientemente accettabile.

Questo succede anche agli adulti finché si stufano e decidono di sperimentare e allora si divertono come pazzi a provare a fare dei suoni che non hanno mai fatto prima. Acuti, vocine da cartone animato e di tutto un po’. Alcuni ci riescono e altri no a causa della loro auto-censura.

La censura è in pratica la nostra capacità di (scusate il francesismo) romperci le palle mentre stiamo facendo un’attività. E’ il cattivo metodo di autosabotarsi mentre stiamo cantando. E’ quella vocina che ad un certo punto arriva nella testa e ti sta già dicendo che stai sbagliando il finale della canzone. Già però se a metà della canzone stai già pensando al finale che sbaglierai, stai dando poca importanza a quello che fai e quindi stai già sbagliando.

Daniel Goleman nel suo libro “Lo Spirito Creativo” afferma che “La voce della censura assume forme diverse. Quella interiore è in genere la più scoraggiante, ma c’è anche quella espressa dagli altri, che comprende giudizi culturali fra cui le regole dell’etichetta tese a scoraggiare comportamenti sociali “non convenzionali“. E direi che con questa frase ha vinto tutto.

La voce che sta nella testa può essere anche più cattiva. Ti può dire che non sei all’altezza, che non sei adeguato, che non ce la puoi fare, di lasciare perdere e così via. Le strade che puoi percorrere sono due o lasci perdere quello che fai, con tanta sofferenza perché magari era un’attività che amavi (e più adori fare una cosa più il senso di inadeguatezza si fa sentire) oppure prendi la situazione in mano e la tratti in modo costruttivo cercando di limitare quella vocina cattiva.

Non è una cosa assolutamente facile. Nessuno ha mai detto che sia facile combattere contro le famose “seghe mentali”. Nel momento in cui ti senti insicuro lei torna sempre alla carica quindi devi essere in grado di saperti difendere. Prova a concentrarti su qualcos’altro.

Provo a darti qualche piccolo suggerimento. Mentre canti pensa di essere in un luogo che ti fa stare bene. Pensa al tuo posto felice, pensa a qualcosa di bello, pensa a qualche evento che è accaduto e che ti fa stare bene. Cerca di concentrarti su quello che ti fa stare bene. Se cantare ti fa stare bene non c’è motivo che la vocina si faccia avanti.

Raccogli ogni vocina cattiva e immagina di buttarla fuori dalla porta. Tu non la vuoi mentre canti. Vero?

Con alcuni miei allievi che avevano questo problema è un gioco che facevo sovente (non importa l’età). Se vedevo che ogni loro sillaba era giudicata e stragiudicata gli dicevo di prendere il loro cervello, metaforicamente, e di buttarlo fuori dalla porta, con tanto di gesto e di calcio nel sedere al cervello. Un piccolo gesto che però alleggeriva la situazione.

Non è facile tenere la vocina cattiva lontano da noi, ma se si è liberi da ogni censura, se impariamo a non vergognarci, riusciremo cantare qualsiasi sillaba o dittongo in modo più sereno.

Chiediti: “Cosa penso mentre canto?”, “Mi sto godendo il momento?”, “Sto facendo bene quello che ho imparato?”.

Quando fai gli esercizi non giudicare la tua voce, ma giudica l’esercizio nel complesso. Immagina di avere una telecamera puntata su di te, ma non per fare show; una telecamera per imparare, una telecamera che è in grado di ascoltare le sensazioni e valutare i movimenti del diaframma, del viso. Una telecamera che ti aiuti in modo costruttivo.

Se hai bisogno di una mano a sconfiggere la tua vocina interiore nel canto, per te che stai leggendo questo post ho una sorpresa. Qualche lezione on line con me e ti darò degli strumenti per sconfiggere questa vocina, clicca qui!

Se senti la vocina criticona che arriva, cacciala, ignorala, noi non la vogliamo. Tu non la vuoi! Non censurare la tua creatività!
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Motivational Singing: Fede nella propria voce

title: Motivational Singing

Un giorno parlavo con una mamma che mi diceva che lei avrebbe sempre voluto cantare ma aveva accantonato questo suo sogno per lungo tempo. I motivi per cui accantoniamo una nostra passione sono i più svariati tra cui il tempo, la paura, l’insicurezza. Proprio queste ultime due, paura ed insicurezza, sono quegli elementi che ci bloccano, anche solo quando proviamo un esercizio di canto. Ecco lì spuntare tutti pensieri negativi tra cui: “Non ci riesco!”, “Non ce la farò mai”, che ci portano a fallire nel nostro intento.

Leggendo “Lo Spirito Creativo” di Daniel Goleman, ho trovato degli spunti molto interessanti applicabili anche al canto e al nostro essere mentre ci dedichiamo a questa attività. Goleman ci da quattro strumenti per sviluppare la nostra creatività e il canto ha veramente bisogno di creatività e di sperimentazione per poter provare suoni che non hai emesso prima ci vuole davvero fantasia.

In pratica, Goleman, individua quattro strumenti, molto potenti, che ci permettono quindi di sviluppare la creatività. Vediamoli:

  • La fede nella creatività;
  • L’assenza di censura
  • L’osservazione precisa
  • Le domande penetranti.

In questo primo articolo vedremo la fede nella creatività ma la trasformeremo in fede nella nostra voce. Tante ma tantissime persone partono con le lezioni di canto moderno sul piede di guerra contro la loro voce. Poverina, che avrà mai fatto?

Vediamo perché almeno un po’ di fede nella nostra voce dovremmo averla. Prima di tutto è un potentissimo mezzo di comunicazione, la usiamo per parlare, cantare, ridere, piangere, gridare. La usiamo per buona parte della nostra comunicazione. Ci permette di trasmettere i nostri stati d’animo senza doverci pensare. E’ una cosa così naturale che nemmeno ci facciamo più caso.

Un altro punto fondamentale è che la nostra voce è unica! Non ne esiste un’altra uguale. Può essere simile, vedi gli imitatori che riescono a rendere simile la loro voce ad altre, simile… non uguale. La tua voce è unica, il tuo timbro è unico perché la scatola che la contiene (il tuo corpo) è unico.  E allora perché ogni tanto la prendiamo in odio?

Se già ti stai facendo mille castelli e mille “seghe mentali” in testa è perché davvero ci tieni. La voce ce l’hanno tutti è il primo elemento che viene criticato musicalmente parlando e a volte anche senza la parola “musicalmente”. Es. cantante professionista canta e Peppino, che ha sempre cantato sotto la doccia, critica la tecnica vocale senza saperne niente.

Noi che amiamo cantare soffriamo di più se qualcuno ci fa una critica poco costruttiva e cattiva. Queste critiche fanno male, altroché se fanno male. Ci buttano giù tanto che quando apriamo la bocca la volta successiva abbiamo sempre il tarlo di Peppino (per non chiamarlo in altri modi) che è lì presente, finché non ce ne liberiamo.

Stesso tarlo ovvero pensiero costante, quando cantiamo una canzone e ci fissiamo su una nota, magari proprio quella nota alta che non riusciamo a raggiungere o magari quell’attacco difficile. E allora parti a cantare la canzone pensando continuamente al minuto X dove incontrerai l’ostacolo. Fermati!!! Se stai già pensando all’ostacolo vuol dire che stai già cantando male tutta la parte prima perché non gli stai prestando la giusta attenzione. 

E’ difficilissimo liberarsi di questi pensieri, ma si può .  Ci dobbiamo focalizzare su altri pensieri, altri punti di forza. 

La nostra voce è un amica su cui dobbiamo far affidamento senza doverci pensare, ci di dobbiamo fidare. Il nostro cervello, invece è un po’ più dispettoso.

Seguendo quello che ci propone Golemam in merito alla fede nella creatività, ecco qui le risorse interiori che abbiamo a disposizione e che ci dimentichiamo di avere:

  • Intuito: lasciarsi guidare dall’intuito, se quella canzone non viene perfettamente come quella del cantante originale, forse dovresti provare a metterci del tuo. Quella canzone è stata scritta per quel cantante e non per te. Prova a lasciarti guidare dal tuo intuito, magari ti arriva un lampo di genio che ti permette di creare una cover migliore della canzone originale.
  • Volontà: se non c’è volontà, puoi chiudere baracca e burattini perché senza la volontà di mettersi a fare gli esercizi e di volersi migliorare non si va da nessuna parte. Senza la volontà non si è in grado di sormontare i piccoli problemi e gli ostacoli che potremmo incontrare nello studio del canto.
  • Gioia: ricevere piacere dall’attività che stai facendo e godersi la ricompensa, che applicata al canto potrebbe essere intesa, godersi ogni respiro e la melodia che ne viene fuori, rilassandosi ed essere felici perché abbiamo un voce con cui poterci esprimere. Concetto anche alla base della cantoterapia.
  • Coraggio: è la prima delle risorse che ci permette di superare la paura e le critiche che tentano di fermarci. Travolgile con il coraggio, prenditi i tuoi rischi senza vergogna.
  • Comprensione: è quella “che ci permette di collaborare con gli altri e apprezzare i loro sforzi”, dice Goleman,  ma non solo anche i propri sforzi, aggiungerei. Quante volte i nostri cliché culturali (di bellezza vocale) ci hanno fatto odiare la nostra voce  e nonostante l’esercizio vocale, che non era uscito malaccio, abbiamo dimenticato di “celebrare” il nostro piccolo traguardo raggiunto? Se siamo in grado di comprendere gli errori e trovare una soluzione per risolverli, la comprensione è quella che ci permette di zittire la voce dell’autocensura che scoraggia l’assunzione del rischio.  No, no, non ci sono scuse! 🙂 Basta scuse!

Prendi queste risorse e applicale alla prossima canzone che canterai. Invece di pensare al punto difficile o alle critiche di Peppino, che continuerà a cantare sotto la doccia, chiediti:

  1.  Sto sperimentando abbastanza su questa canzone? Cosa posso fare per migliorarla o modificarla? (risvegliamo l’intuito e la volontà).
  2. Sono felice mentre sto cantando? Come mi sento mentre sto cantando? (risvegliamo la gioia).
  3. Adesso prendo e mi metto a cantare ovunque io sia… supermercato, scuola, lavoro… Non ti nascondere! (risvegliamo il coraggio).
  4. Mi sto lasciando andare veramente? Sono un tutt’uno con la musica? (risvegliamo la comprensione)

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Ascoltare storie di una vita

Il Sig. Angelo è ospite in una casa di riposo dove svolgo settimanalmente attività musicale. L’ultima volta, durante l’incontro, metto in ascolto il Valzer Corinto. Mentre Elide, che non può stare ferma al suono di questo valzer, balla scatenata facendosi accompagnare dal girello (pochi lo sanno ma lei era ballerina e ha vinto parecchie bandiere nella sua vita), Angelo, seduto sulla sedia a rotelle, inizia ad accennare un movimento con le mani. Lo guardo attentamente, non l’aveva mai fatto prima. Ogni tanto quando sentiva una canzone della sua gioventù scoppiava in lacrime. Talmente forte era l’emozione che non trovavo parole per consolarlo e il silenzio mi sembrava l’unica risorsa!

Alla fine del brano gli chiedo: “Angelo ma ho visto che muovevi le mani come suonassi una fisarmonica… la suonavi?”. Lui mi risponde con voce spezzata: “Si ma ora sono vecchio!” e scoppia in lacrime.

Angelo è nato nel 1923, di cose ne ha viste tante, di storie da raccontare ne ha tantissime e ogni tanto mi faccio raccontare qualcosa. Lo faccio con tutti i miei “nonnini”. Ti raccontano del viaggio di nozze, del lavoro che facevano, di quello che hanno vissuto. Per loro raccontare è importante per non dimenticare chi sono stati e chi sono.

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“Angelo, ma suonavi in un orchestra?” e lui: “Sì, suonavo nelle sale da ballo ma a volte anche per gli amici!”. E allora gli faccio una domanda. Sapevo che ogni tanto i musicisti in passato li mettevano a suonare seduti sul tavolo perché così la musica si sentiva meglio e tutti potevano ballare, e lui: “Sì sì, mi mettevano sul tavolo e io suonavo… ma ora sono vecchio”.

“Angelo, non sei vecchio, sei solo nato prima e hai tante storie da raccontare!”

Lui mi sorride…

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Cultura Musicale, Motivational, Tecnica Vocale

Stonati per caso…

E’ da un po’ che non scrivo perché sono stata attiva su altri canali social, tra cui Facebook dove oggi è nato il gruppo “Stonati per caso”.
stonati per caso

Nel gruppo parleremo di voce, faremo analisi sui testi delle canzoni e sugli stili dei big, vedremo alcuni esercizi utili e risponderò alle vostre domande. Un botto di roba!

Perché il nome “Stonati per caso“? Perché prima di tutto fa ridere il nome. Mi ricorda molto Turisti per caso e desidero che le persone all’interno del gruppo si trovino a loro agio e mettano da parte le loro insicurezze. Il gruppo deve essere un’isola felice, senza critiche poco costruttive.

Stonati per caso vuole essere la vostra sfida quotidiana e mi sto organizzando per aiutarvi ogni giorno!

Vi aspetto nel gruppo Stonati per caso e sulla mia pagina FB Mara Cek Cecconato
Ciao!!

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Perché ci vuole coraggio…

Perché ci vuole coraggio a salire su un palco;
perché ci vuole coraggio ad aprire la bocca ed emettere un suono;
perché ci vuole coraggio per non crollare davanti agli occhi critici che ti guardano;
perché ci vuole coraggio a muoversi sul palco, senza sembrare “quella che se la tira”;
perché ci vuole coraggio per prendersi l’impegno dell’allenamento costante;
perché ci vuole coraggio quando persino le persone che credevi amiche ti sbattono la porta in faccia;
perché ci vuole coraggio a fare sacrifici ogni giorno per preservare il tuo dono;
perché ci vuole coraggio per essere credibili;
perché ci vuole coraggio per essere straordinari;
perché ci vuole coraggio per uscire dalla propria zona di comfort;
perché ci vuole coraggio per ignorare i commenti negativi ed essere “innovativi”;
perché ci vuole coraggio a dire “Io vado avanti!”, anche se tutti remano contro;
perché ci vuole coraggio per aver coraggio!
E tu, di coraggio, ne hai?

Mara Cecconato

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Relationships: costruire sane relazioni

Questo venerdì ho deciso di dedicarmi alle relazioni con le persone! Ormai con gli smartphone e i phon phon  non ci si guarda nemmeno più in faccia. L’altro giorno quando Facebook e Instagram sono andati in offline, ho visto letteralmente il mondo impazzire su altri social tipo Twitter e sfogare la propria frustrazione per l’accaduto.

Inoltre si sta sviluppando un modo di fare un po’ anomalo. Il chiedere l’amicizia (per esempio su Facebook) per poi mandarti immediatamente un messaggio o direttamente l’invito a mettere il like ad una pagina. Allora! Un momento! Se vuoi diventare mio amico è perché probabilmente abbiamo qualche interesse in comune oppure perché ci siamo conosciuti da qualche parte. Perché dovrei mettere il like ad una pagina ad uno sconosciuto se nemmeno ti presenti e se nemmeno fai due parole con me!?

Li chiamo “cacciatori di like”! Sono quelli che pensano che tutto è dovuto! Credono di avere tra le mani una band da sballo e per questo tutte le tue povere prede (a cui hanno richiesto l’amicizia) devono per forza seguirli… ma perché? Forse per attirare l’attenzione di un nuovo amico basterebbe un messaggio gentile su Messanger del tipo: “Ciao Mara, sono Tizio! Ho visto che hai una band anche tu e che apprezzi la musica. Ho sentito i vostri brani e sono molto simili al genere che facciamo noi, ho pensato che ti potessero piacere. Se ti va puoi ascoltarci qui…”. Invece hanno tutti fretta di utilizzare la “call to action”, ovvero invitarti a fare qualcosa, un’azione… un acquisto, un’iscrizione alla newsletter ecc.

Che poi tutti sti like che si vanno a cercare, senza il coinvolgimento servono davvero? 🙂 E’ un po’ come quelli che hanno 23.000 persone che seguono la pagina e chi condivide sono sempre la sorella, la mamma e la fidanzata! Non saranno per caso like acquistati?

Il consiglio è comunque di creare delle relazioni e delle connessioni vere con le persone.  Questo vale sia online che offline… Quando incontri una persona cerchi di conoscerla per capire i suoi interessi e le cose che le piacciono! Se vuoi conquistare una ragazza è normale che cerchi di capire che cosa le interessa per poter sembrare di conseguenza interessante ai suoi occhi o no?

Ho visto un video bellissimo di TedTalks con la docente Rita Pierson che parla delle relazioni e di come sua madre le costruì all’interno della scuola in cui insegnava. Vi invito a guardarlo. Sono sette minuti ben spesi e parole che possono essere applicate in qualsiasi ambito, compresa la musica…

rita pierson

Online si possono creare veramente delle bellissime amicizie con persone di tutte il mondo. Condividere vuol dire anche questo! Mi ricordo le prime chat dove ti scrivevi con qualcuno dall’altra parte dell’Italia e cercavi di capire attraverso la descrizione come fossero fisicamente e che cosa gli piacesse attraverso i loro racconti. Molte storie d’amore sono nate anche così, molte collaborazioni sono nate così. Questo vuol dire impegnarsi a costruire una connessione!

Parla di connessioni anche Jennifer Lee, una fantastica innovatrice che nel suo libro “Bulding Your Business the Right-Brain Way“, affronta questo argomento in modo veramente appassionato.

Le connessioni sono relazioni individuali costruite durante il corso del tempo. La connessione può iniziare da un semplice scambio di messaggi su Twitter o una conversazione casuale ad un evento o in coda al negozio di alimentari.

Jennifer Lee, Building Your Business the Right-Brain Way

E allora dai proviamoci, cerchiamo di essere curiosi nel conoscere altre persone! Ho detto “curiosi”, non “invadenti” 😉

E’ successo anche a voi di aver accettato amicizie e di esservi trovati inviti a mille pagine? Sai creare delle buone connessioni?

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Non hai bisogno di approvazione: canta!

Ieri sera mi sono imbattuta nel programma “Le iene”. L’argomento della serata erano gli “haters“, ovvero tutti quegli individui (e chiamarli individui è già una gentilezza), che in pratica sfottono, minacciano (anche in modo pesante, augurando morte al personaggio preso di mira e alla sua famiglia) nel mondo online dei social network e che cercano un  modo di farsi notare dagli altri con la loro assoluta maleducazione. Un po’ come il bullo della classe che urla “Mo’ spacchiamo tutto!” e tu che fai? Ti metti contro? Gli dai ragione se no le pigli anche tu!

Mi è veramente difficile capire tutto questo odio, questa possibilità di scrivere cose così crudeli verso altre persone. La morte non si augura a nessuno!

Poi parte un video con Emma Marrone che è stata vittima di questi haters. A me la musica di Emma Marrone non fa impazzire, non è il mio genere, non mi ci ritrovo ma comunque conosco alcuni dei suoi lavori perché ho collaborato con allievi che l’apprezzano e mai mi sono permessa di dire una cattiva o pessima parola sul suo conto o sul conto di altri artisti che non mi piacciono. Alla fine comunque “Le Iene” riescono ad andare a prendere questo individuo che le aveva detto le peggio cose e lui per giustificarsi dice una frase che mi ha fatto gelare il sangue: “Volevo solo un po’ di approvazione dagli altri!”.

Oddio! Davvero? In più ha pure ottenuto visibilità! Era quello che voleva no? Questo è il modo subdolo in cui vuoi l’approvazione degli altri? Davvero?

Ragazze e ragazzi, mi rivolgo a tutti giovani e non, non fatevi influenzare da persone che valgono meno di zero! Non fatevi influenzare da un commento negativo e se ricevete minacce, denunciate. Non siate fragili se la vostra foto non ha ricevuto i like che speravate! Quello è solo il mondo virtuale, cercate di notare bene la differenza! Nel mondo virtuale non puoi mangiare, respirare, abbracciare e vivere! Il mondo virtuale è solo un gioco! Spento il computer o lo smartphone finisce lì. Guardati intorno!

Neo: Mi fanno male gli occhi.
Morpheus: Perché non li hai mai usati.
Dal film “Matrix”

Sarebbe ora di mettere filtri e controlli sui profili di queste persone nonché sui loro indirizzi IP e visto che con la geolocalizzazione si possono anche trovare perché non andarli a prendere direttamente a casa?

Tutti sapientoni, tutti tuttologi, tutti arroganti… ma quando poi sono faccia a faccia agnellini! La classica sindrome da leone da tastiera!

Se non ti piace una cosa vieni a dirmelo in faccia! Non fatevi prendere dall’ansia per questi cavolo di like… ogni piattaforma domani potrebbe chiudere e cosa farai senza i tuoi 140.000 like?

Personalmente sono di una generazione più vecchia ma mi rendo conto della sofferenza delle nuove generazioni su questo bullismo silenzioso che poi tanto silenzioso non è ed invito tutti noi “più vecchi” a cercare di monitorare la situazione e a dare una mano alle giovani leve perché non cadano vittime del cyberbullismo.

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Sono emozionata!…

Benvenuti sul mio sito!

Sono Mara, cantante e cantoterapista e qui troverai tantissimi articoli riguardanti il mondo della voce e del canto!

Sono emozionata! Mi trovo di nuovo sulla strada giusta con un bagaglio in più di cultura, di nuove cose da raccontare e condividere, di nuove cose da insegnare e un bebé in arrivo. Chi si ferma più?!

Saranno sicuramente mesi difficili perché è vero che la gravidanza non è una malattia ma un pochino ti deve frenare e lo si fa volentieri per il bene del pupo. Così sfrutto questo tempo in cui non mi è concesso di stare in sala prove con la band al completo, per migliorare la mia strada leggendo un sacco di libri di crescita personale nei quali ho sempre trovato spunti da collegare al canto.

Credo che sarà un’avventura fantastica gestire questo blog e sicuramente imparerò tanto!

Saluti da una futura mamma cantante!
Mara

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