Motivational, Tecnica Vocale

Trova la canzone perfetta da cantare #1

Valorizzare i punti di forza della voce

Ti sei mai chiesto se esiste davvero una canzone perfetta per la tua voce? Nel nostro repertorio vastissimo magari c’è la canzone di quel cantante che adoriamo ma che …mannaggia non riusciamo a rendere! Come mai?

Trovare la canzone perfetta per la propria voce richiede un po’ di pazienza e di ricerca, un po’ di analisi e un po’ di introspezione. Molto sovente la canzone perfetta per la nostra voce, non è la nostra canzone preferita. A volte la canzone perfetta si trova in un genere completamente diverso da quello che siamo abituati ad ascoltare.

Questo è il primo dei cinque articoli che si susseguiranno nelle prossime settimane e che ti aiuteranno ad inquadrare la canzone perfetta per te!

Il primo punto su cui è necessario fare un po’ di analisi è capire quali sono i punti di forza della nostra voce! Ecco che cosa ti serve:

  1. Un po’ di fiducia in te stesso
  2. Meno umiltà
  3. Una lista concreta di punti di forza della tua vocalità.

Ti faccio un esempio. Ami le canzoni con note molto acute ma la natura ti ha donato un tipo di voce differente, molto scura, sfruttabile in generi in cui è richiesta una voce è profonda e calda, questo non vuol dire che non potrai mai cantare le canzoni con note acute ma che semplicemente farai meno fatica a cantare canzoni che hanno un range di note medio/basso. L’impatto della tua resa sarà ben differente! Ascoltare la natura della tua voce è un passo fondamentale!

Ma come faccio a trovare i punti di forza della mia voce?

Prova a cantare tante canzoni di generi diversi e in stili diversi (è anche un ottimo modo per trovare il proprio modo di cantare, il proprio stile). Registrati e riascoltati e per ogni canzone rispondi a queste domande, scrivendo le risposte su un foglio di carta (ricorda di annotarti il titolo della canzone):

  1. Ti senti soddisfatto della tua performance?
  2. Cosa ti è piaciuto? Ehi, non vale dire “niente”.
  3. Cosa non ti è piaciuto?
  4. Qual è stato il momento migliore della tua performance?
  5. Hai provato a fare qualche tuo arrangiamento personale?
  6. Hai cercato di imitare il cantante originale o hai lasciato spazio alla tua interpretazione?

Il trucco per rispondere a queste domande in modo costruttivo è pensare che non stai ascoltando te stesso. Molti odiano sentirsi registrati! Devi analizzare la voce sotto ogni aspetto e con l’interesse di uno scienziato.

Il quadro generale che ne verrà fuori sarà molto interessante perché vedrai i tuoi punti di forza farsi spazio tra i vari generi ed artisti. E’ importante essere pronti ad accogliere tutti i risultati, senza demoralizzarsi se purtroppo la nostra performance sulla nostra canzone preferita non è andata come volevamo, avremo sicuramente fatto meglio su altre canzoni.

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Motivational, Tecnica Vocale

Incomunicabilità con chi ti guida

Un giorno lontano, quando ancora andavo a scuola, credo di aver incontrato “l’incomunicabilità”. Con quella professoressa di matematica e scienze non c’era verso. Lei non capiva perché io avessi 9 di scienze e 4 di matematica! Anch’io non lo capivo, anzi non capivo come spiegava la matematica. Non ero completamente scema! Negli anni successivi ho dimostrato anche di prendere 9 di matematica!

Che cos’era successo?

Semplicemente il suo modo di spiegare matematica non era allineato con quello che potevo comprendere io. Non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda!

A volte può succedere anche con chi ti guida alla scoperta della tua voce. Succede che tu vai a lezione ma “non impari”. Allora si inizia a dire: “Eh io da quello lì non ho imparato niente!”, “Ho fatto un anno e mi ha rubato i soldi!”. Parentesi, alcuni truffatori ci sono, quindi …alla larga e antenne dritte, ma c’è una cosa più importante che una guida alla scoperta della tua voce deve fare: trovare la via di comunicazione giusta.

Se una guida fa lezioni di canto moderno standard, uguali per tutti è difficile che ottenga sempre ottimi risultati se si trova di fronte persone di età diverse, culture diverse, sensibilità diverse, caratteri diversi, voci diverse e obiettivi diversi.

Una brava guida sa capire al volo la persona che si trova di fronte! Sa calarsi nei suoi panni, comprendere e suggerire un percorso di lavoro adatto alle esigenze del guidato.

Cosa fare quindi se ti trovi in un momento di “incomunicabilità” con la tua guida?

  • Capire se abbiamo spiegato male i nostri obiettivi alla guida/maestro e per tanto non riesce a fornirci esercizi mirati. Se per caso ti accorgi che l’obiettivo non è stato compreso alla tua guida/maestro, prova a ricordarglielo e se divaga ancora, chiedigli con cortesia un programma di lavoro dettagliato per la tua voce.
  • Proporre canzoni che ti piacciono per raggiungere l’obiettivo. Se la risposta è sempre “No” o “Tu questa canzone non la puoi cantare!” c’è qualcosa che non va. Tutte le canzoni sono “cantabili” con i dovuti arrangiamenti e la giusta tonalità. Chiedigli perché del rifiuto e chiedigli di proporti qualcosa di simile (anche di altro genere) ma che richieda la stessa vocalità. (Solitamente ai miei allievi dopo qualche lezione di tecnica, chiedo una lista di 4-5 canzoni che avrebbero piacere di cantare, vado ad ascoltarmele e scelgo tra quelle, la canzone che può insegnargli a fare qualcosa di nuovo).
  • Scrivere una lista di canzoni che vorresti fare pronta nel tuo quaderno. Succede spesso che alla domanda “Che canzone vorresti provare?” ci sia il vuoto totale! Con una bella lista, sempre aggiornata avrai la possibilità di comunicare con la tua guida vocale e insieme scegliere la canzone più adatta.
  • Capire se l’obiettivo che hai scelto è esagerato. Tutti vorremmo diventare famosi e ricchi attraverso la voce, ma c’è un ma! Personalmente so che qualche potenziale allievo chieda “Quante lezioni ci vogliono per imparare a cantare? Voglio andare al talent show!”. Tutto dipende! Dipende se sei intonato, dipende se vai a tempo, dipende se hai buon rapporto con il tuo corpo e riesci a muoverti. Ti posso dire che tutti quelli che hanno fatto questa domanda forse non avevano chiaro in mente che studiare canto significa anche applicarsi, allenarsi come un atleta e richiede fatica e concentrazione. Se invece, il tuo obiettivo è di cantare una canzone difficile, parla con la tua guida e create insieme una strategia per raggiungere e superare gli ostacoli a piccoli passi.
  • Capire la metodologia della tua guida/maestro. Devo dire la verità sono stata molto fortunata, nonostante i maestri che ho frequentato avessero metodologie diverse, posso dire di aver imparato molto da loro. Se nella metodologia qualcosa non ti è chiaro, la cosa più semplice che puoi fare è …chiedere.

Raccontami, tu hai avuto problemi di “incomunicabilità” con la tua/tuo guida/maestro?

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Motivational

Rispettare le pause…con qualche idea!

Avevo iniziato a scrivere questo articolo un po’ di tempo fa. Di solito parto in anticipo ma i fatti che stanno accadendo in questi giorni mi hanno fatto riflettere. Credo che questo articolo non solo sia attuale ma sia anche un sostegno morale per questa pausa obbligatoria.

Ad oggi 10 marzo 2020, l’Italia è stata messa in zona protetta a causa del coronavirus e il suo rischio di contagio elevatissimo e le disposizioni impongono alla popolazione di stare a casa, salvo per comprovati motivi di lavoro. Ho visto parecchie persone indignate dal fatto “Ma se tutti stanno a casa, perché devo andare a lavorare?”. Forse perché il tuo lavoro è importante, probabilmente non importante come il mio che ho dovuto chiudere lo studio per salvaguardare la salute dei miei allievi …e forse le tasse le dovrò pagare comunque. E credimi non sai quanto vorrei lavorare in questo momento!

Magari sei un corriere che trasporta medicinali, magari sei un autista che guida un camion che porta approvvigionamento ai supermercati, presi letteralmente d’assalto. Il tuo lavoro è importante! Tu sei un supereroe, così come lo sono infermieri, medici e tutte le persone che stanno lavorando a ritmo continuo in ospedale. E’ per loro, se non hai un comprovato motivo di uscire, che devi stare a casa! Per chi si sta facendo il mazzo in un momento difficile. Non fare lo sciocco che complica la situazione!

Il mio lavoro è cercare di sollevare il morale alle persone attraverso il canto anche se è vero, non c’è molto da essere felici per cui cantare. Si cantava anche in tempi di guerra. Nella prima guerra mondiale, inciso in una dolina di una trincea è stata trovata questa frase che dice tutto: “Canta che ti passa!”.

E’ un momento difficile ma ne verremo fuori con i dovuti tempi. Fino ad allora è necessario utilizzare l’intelligenza e rispettare le normative più che mai.

A questo punto il mio articolo si modifica da “Prenditi le giuste pause” in “Rispetta le pause”. In questo periodo di forzata pausa sono tantissime le cose che possiamo fare in casa, tutte quelle che “non abbiamo mai il tempo di fare”.

Per non farmi prendere dal panico da reclusione mi sono stilata una lista di idee di cose che vorrei fare o che avrei sempre voluto fare qui in casa ma che con il lavoro e con il bambino non sono riuscita ad attuare.

Ecco qui la lista, magari c’è qualche idea che ti può piacere:

  1. Backup del computer (tra l’altro ci sarà la giornata mondiale del Backup proprio il 31 marzo)
  2. Organizzazione delle fotografie e decidere quali stampare
  3. Decluttering dei file del computer che non servono (vecchie registrazioni, file di Word ed Excel creati perché non si sa, ecc.)
  4. Decluttering dell’armadio. Finalmente un sogno che diventa realtà. Hai presente quando dici non ho nulla da mettermi perché non trovi le cose nell’armadio? Ecco è il momento giusto per fare spazio.
  5. Finire i corsi online che ho comprato e che sono fermi con le quattro frecce perché non riuscivo ad incastrare tutto.
  6. Giocare e giocare con il mio bambino. Dipingere, ritagliare i volantini, incollare, modellare la pasta di sale, colorare con gli acquerelli, colorare con le mani, suonare alla tastiera ecc.
  7. Guardare una serie tv – tra le mie preferite Arrow, Mr. Robot, Lost, Flash.
  8. Guardare un film che non ho mai visto.
  9. Telefonare ad un po’ di persone che non sento da molto per sapere come stanno.
  10. Imparare ad usare meglio la macchina fotografica. Mi ero regalata una reflex ma non ho ancora ben capito come usarla.
  11. Riorganizzare i cassetti della cucina. Non so voi ma io ogni tanto non trovo le cose!
  12. Dare alcuni libri in beneficenza. Ho la libreria colma di libri e solitamente quando posso ne raggruppo un po’ e li porto alla casa di riposo. Se non potrò portarglieli, glieli spedirò, in qualche modo farò. C’è un servizio di ritiro dei pacchi direttamente a casa che si chiama Spedireweb.it che potrebbe esserti utile.
  13. Pomeriggio Karaoke: un bel pomeriggio all’insegna dei nostri cavalli di battaglia. Questo me lo dedico proprio.
  14. Ascoltare musica che non ho mai sentito, ricercare nuove band e creare connessioni e sostenere il loro lavoro.

15. Leggere i seguenti libri:

*Alcuni dei titoli segnalati qui sopra mi riconoscono una piccola percentuale se acquisti passando dal mio link. Ovviamente non sei obbligato a passare da questo link affiliato: puoi sicuramente arrivare al libro segnalato tramite Google, ma se passerai dal mio link ti sarò grata in eterno e mi aiuterai a sostenere le attività del blog.

Aggiungi nei commenti le tue idee per passare questo periodo in tutta sicurezza a casa e condividile per aiutare altre persone a fare più attività durante la giornata in modo da non sentire il peso di giornate lunghe e difficili. Ti ringrazio anche se vorrai condividere questo articolo in modo da poter sollevare sempre più il morale!

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Motivational, Tecnica Vocale

Credere nel proprio potenziale vocale

Finché non ci credi… non vedi…

Accogli tutti i complimenti con un sorriso…

Lo facevo sempre… Tutte le volte che una persona mi faceva un complimento, facevo la modesta: “Ma no, dai… non esagerare!”. Mi avevano insegnato ad essere umile e sono una persona umile. Non mi avevano spiegato però, che anche se sei umile, i commenti e complimenti positivi li devi accogliere a braccia aperte, perché quando respingiamo un complimento dedicato alla nostra voce e al nostro cantare, ecco, in quell’esatto momento, stiamo sminuendo le nostre capacità.

Con l’esperienza posso dirti che ora ogni complimento che ricevo, lo accolgo a braccia aperte e mi sembra di regalare un abbraccio alla persona che mi fa questo complimento. Rispondo sempre un sincero e sonoro “grazie” con un bel sorriso sul viso.

Quando ci nascondiamo dietro un “Ma no, dai… non esagerare!” in realtà siamo noi che non siamo convinti delle nostre capacità. Non a caso, infatti, la persona più difficile da convincere che il nostro potenziale vocale c’è ed è enorme, siamo noi stessi.

Non credere nella propria capacità vocale può significare che:

  • Non abbiamo ancora compreso davvero a fondo tutto quello che possiamo fare con la nostra voce.
  • Stiamo vivendo in un continuo stato di confronto con gli altri.

Se non abbiamo ancora compreso davvero a fondo quello che possiamo fare con la voce, il mio consiglio è quello di continuare a studiare e sperimentare e osservare ogni traguardo (anche quelli piccoli, che sono importantissimi) come una piccola conquista verso la comprensione di tutti i “superpoteri” della tua voce.

Se invece stiamo vivendo in un continuo stato di confronto con gli altri, quello che ti consiglio è:

  • cerca di capire con chi ti metti a confronto. E’ un cantante che ha più esperienza? Da quanti anni canta? E tu?
  • cerca di capire perché non credi nella tua voce. Perché non credo nella mia voce? Che cos’hanno gli altri in più di me?

Rispondi alle domande in modo sincero e vedrai che le risposte saranno lì di fronte ai tuoi occhi.

Il più grande consiglio che ti posso lasciare oggi è di non cercare di fare confronti con gli altri. Ognuno riesce ad esprimersi al meglio con la propria voce ed è proprio lì, in questo incontro, che trova se stesso. Decidi che da domani svilupperai e andrai alla ricerca di ciò che la tua voce tiene ancora nascosto.

Vuoi approfondire questo argomento? Ci vediamo venerdì alle 14.00 sul gruppo Facebook Stonati per Caso. Se non sei ancora dei nostri … ci devi essere!

Motivational

Forza, rialzati!

Come rialzarsi dopo un periodo di “rottura” con la propria voce.

La relazione con la nostra voce è come una storia d’amore…

“Eh ma la mia voce fa schifo!”, “Ma la mia voce non ci arriva a quella nota”, “La mia voce non mi piace”… ti suona familiare?

Inizio questo 2020 con questo blog-post che tratta un argomento spinoso, ovvero i periodi di “rottura” con la propria voce.

Non parlo di una “rottura” in senso fisico, dovuta ad un malanno o ad una patologia che deve essere curata a livello medico. Parlo di una rottura mentale, sentimentale ed emozionale con la propria voce.

Hai presente quei fidanzati che si lasciano e si riprendono e poi si lasciano di nuovo ma si amano e tornano insieme? Con la voce è una storia d’amore infinita. Chi riesce a trovare l’equilibrio poi vive la sua storia d’amore con la voce in serenità, chi purtroppo non ci riesce si trova in lotta con essa, in un rapporto di amore ed odio che non sa spiegare.

Perché a volte “litighiamo” con la nostra voce? Perché essa potrebbe non rispondere ai canoni canori che avevamo in mente e quando ci sentiamo registrati o quando non riusciamo a cantare la canzone del nostro cantante preferito, finiamo in un abisso di tristezza come se la nostra voce non valesse niente. Un’altra causa scatenante potrebbe essere stato il giudizio di qualcuno che credevamo amico e che ha tirato un bel portone in faccia alla nostra voce e noi ne abbiamo preso le distanze, abbandonandola a se stessa. Ed è proprio questa mancanza di fiducia o questo allontanamento che in fondo, ci fa soffrire.

Cosa puoi fare se sei in rottura con la tua voce? Sicuramente cambiare il mindset perché stai affrontando il tuo percorso canoro nel modo sbagliato. Stai pretendendo tantissimo dalla tua “compagna” senza offrirle nulla in cambio. L’amore non è solo un ricevere ma anche un dare! Prova a fare un passo indietro e guarda come hai trattato la male la tua voce, arrabbiandoti con lei, mancandole di rispetto sia a livello mentale che fisiologico. Prova farle un complimento ogni tanto e a darle una pacca sulla spalla.

La tua voce è unica in tutto il pianeta, ma che dico? In tutto l’universo!

Frasi segnanti … durante lezioni di canto importanti…

Riavvicinati alla tua voce in modo cauto, cerca di capire perché non sei soddisfatto. Cerca di fare le tue prove canore vedendo ciò che accade con gli occhi di uno scienziato che non si lascia sfuggire i minimi particolari e scopri le piccole sfumature della tua voce, quelle che non avevi ancora notato perché troppo preoccupato a pensare: “Oh no, la mia voce è brutta!”.

Per capire quanto è profondo questo rapporto di amore ed odio con la propria voce, ho alcuni consigli per te e che puoi usare per rialzarti e creare il rapporto d’amore con essa che hai sempre desiderato:

  1. Imparare ad accettare la tua voce e la sua natura. Sperimenta su canzoni di generi diversi, anche se non sono del tuo genere preferito. Canta le canzoni delle pubblicità anche se sembrano sciocche o imita i personaggi dei cartoni animati e prova a pensare a come si creano questi suoni all’interno della tua bocca.
  2. Journaling: niente di complicato eh! E’ solo un quaderno dedicato alla tua voce. Hai presente quei bei diari dove scrivevi del tuo/a amato/a e tutti i pensieri e i sospiri? Creane uno per la tua voce per segnare i tuoi momenti belli in cui hai cantato e ti sei sentito bene, i momenti in cui invece magari ti sei ammalato e il raffreddore non ti ha permesso di cantare come avresti voluto (visto che non è colpa della voce?), annota gli alimenti che hai mangiato e che ti hanno dato problemi nella performance, annota anche il tuo range vocale e tutte le volte in cui hai amato cantare!
  3. Partecipa a workshop con altre persone, troverai altri cantanti che si trovano nella tua stessa situazione di amore e odio con la propria voce. Il confronto amichevole e costruttivo è sempre positivo.
  4. Fai un complimento alla tua voce ed accettala. Quando riuscirai ad accettarla, riuscirai a vedere tutte le sfumature che non avevi potuto vedere prima perché annebbiato dai tuoi gusti, dai cliché canori che hai in mente e dal pretendere senza offrire.
  5. Rialzati. Fatti tutti questi passi, vedrai che tutto il modo di percepire la tua voce e il tuo cantato cambierà radicalmente e finalmente ti potrai godere la tua storia d’amore con la tua amata voce.

E ora, raccontamelo tu? Sei anche tu vittima di questo rapporto di amore-odio con la tua voce o… avete trovato un equilibrio?

Se vuoi approfondire l’argomento, ci vediamo venerdì alle 14.00 nel gruppo Facebook STONATI PER CASO! Se non sei ancora dei nostri, cosa stai aspettando?

Motivational

Motivational Singing: Domande penetranti

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Il percorso Motivational Singing chiude la sua introduzione con l’ultimo strumento disegnato da Daniel Goleman ne “Lo spirito creativo” ovvero la capacità e la volontà di farsi le domande penetranti.

Chi ha seguito i post precedenti sa che questo è l’ultimo step necessario per liberare la creatività che si nasconde dentro di noi. Se ti sei perso i precedenti post li puoi trovare qui di seguito:

Ma che cos’è Motivational Singing? A breve lo saprai! Sto ancora definendo i dettagli ma ti posso anticipare che è un percorso dedicato a chi non ha mai creduto nelle proprie capacità canore, è dedicato a chi è sempre in lotta con la propria voce. E’ un momento per ragionare sulla propria voce e su cosa ci si aspetta da essa. E’ un percorso che fa per te se sei stressato o arrabbiato, se senti il groppo in gola mentre parli o canti. E’ il percorso che prende la negatività e la trasforma in positività, la positività che userai per arrivare al top in compagnia della tua voce. Motivational Singing è il percorso che ti fa bene se sei arrivato in un punto della tua evoluzione canora in cui ogni traguardo ti sembra impossibile, un punto in cui per qualche strano motivo ti senti bloccato. Il percorso partirà a giugno e sarà un percorso fruibile online, comodamente dal tuo smartphone o dal pc. Se pensi che questo percorso potrebbe fare al caso tuo iscriviti alla waiting list qui, ti manderò una mail quando si apriranno le porte.

Torniamo al nostro quarto strumento per sviluppare la creatività. Si tratta appunto di porsi delle domande in modo costruttivo, analizzando come foste degli scienziati. Porsi delle domande è sempre una buona pratica in qualsiasi settore compreso quello canoro.

L’unica vera domanda stupida è quella che non ti poni. (Paul MacCready)

Quante volte siamo lì a farci le famose “seghe mentali” a farci delle domande del tipo “e se avessi fatto così e se avessi fatto cosà?”. Partiamo dal punto che sul latte versato non si piange. Credimi ci sono passata anch’io e ho scritto pagine e pagine di diari chiedendomi cosa non funzionasse ma ad oggi, con qualche ruga in più, posso dirti che non c’è nulla che non funziona. A volte le cose vanno bene ma riusciamo ad incasinarle lo stesso. Questo avviene anche nel canto quando per esempio facciamo una performance che è andata bene e riusciamo a trovare solo difetti.

Può capitare di sbagliare! Può capitare di steccare una nota! Può capitare, ma tranquillo, non è la fine del mondo! Uno può essere stanco, può essere giù di morale, le ragioni possono essere molteplici. Quindi se qualcosa è andato storto non è né colpa tua e né degli altri. Noi umani abbiamo la capacità di ingigantire i fatti. E’ nel nostro DNA. A volte lo facciamo per avere la comprensione/compassione da parte degli altri, altre volte per fare vedere invece che siamo dei fighi da paura e quindi giù ad ingigantire le storie dei nostri viaggi, delle nostre avventure.

C’è un ma! Verso di noi non abbiamo mai pietà! Se sbagliamo qualcosa, soprattutto se siamo molto emotivi, continuiamo a pensare a quello sbaglio ininterrottamente.

La verità è che per migliorare è necessario sbagliare! Per migliorare è necessario porsi delle domande. E’ necessario porsi le domande giuste, domande più profonde. E’ come farsi un’autointervista che ci permette di continuare la ricerca del suono che desideriamo. La stessa ricerca del suono ad esempio è creatività che rimane viva. Devi farti delle domande come un bambino,  senza aver paura di farle e poi provare a sperimentare e a vedere “cosa succede se?”.  E qui ti lascio con la frase di Thomas Edison:

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.

Ti riporto qui anche un paio di esempi di personaggi suggeriti da Goleman che se non si fossero fatti le domande in cerca di creatività e curiosità oggi non sarebbero chi sono:

“Perché non togliamo il registratore , l’autoparlante e la funzione di registrazione e proviamo a collegarlo a delle cuffie? (Masaru Ibuka, presidente onorario della Sony e inventore del Walkman)

“Perché non può esserci un servizio postale affidabile che funzioni di notte?” (Fred Smith, fondatore della Federal Express).

Ecco visto? Certo che questi personaggi in un certo senso ispirano. Ci devono davvero ispirare perché anche noi dobbiamo rimetterci a fare delle domande. Quando qualche allievo mi dice: “Devo farti una domanda stupida…” lo blocco e gli ricordo che “non ci sono domande stupide”.

Non sai cosa puoi fare con la tua voce se non te lo domandi, se non sperimenti. Non puoi sapere cosa succede se provi a fare una nota altissima. Ti consiglio di non limitare le domande! Mai!

Sperimenta, chiediti come “sarebbe se”… e non come “sarebbe stato”. Magari sei già una persona che sa fare domande… ma ricordati che devi fare quelle giuste per la tua crescita canora!

Ecco qui qualche esempio di domande “sane e costruttive” che puoi farti:

  • E’ vero ho sbagliato in quel punto della canzone. Come mai ho sbagliato? Ero distratto? Ero teso? All’inizio della canzone ero già terrorizzato da quel passaggio?
  • La mia voce tremava. Avevo paura di cantare oppure non ho respirato bene? Perché non ho respirato bene? Perché avevo paura?
  • In alcuni punti ho sbagliato delle note. Come mai? Sentivo bene la base? Gli altri membri del gruppo hanno suonato correttamente o mi sono lasciato trascinare da un errore che ho sentito?

Prova a farti queste domande e approfondisci meglio la conoscenza della tua voce. Fammi sapere, sei uno sperimentatore o sei un conservatore? Scrivimi nei commenti e raccontami! Ricordati che ti aspetto sulla waiting list di Motivational Singing se hai letto fino qui credo che questo percorso possa interessarti davvero! Iscriviti qui.

Credo anche che queste cose potrebbero interessarti! Se ti va dagli un’occhiata:

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Motivational

Motivational Singing: Osservazione precisa

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Dopo aver analizzato durante questi mesi la fede nella propria voce e l’assenza di censura, andiamo avanti con il prossimo dei quattro strumenti per sviluppare la propria creatività.

Se ti sei perso il post relativo alla fede nella propria voce lo trovi qui e invece il blog post relativo all’assenza di censura lo trovi qui.

Si parla sempre de “Lo spirito creativo” di Daniel Goleman. Questo libro devo dire che mi ha ispirata parecchio, soprattutto perché i suoi esempi chiari sono applicabili al canto come non mai.

Il terzo strumento per sviluppare la creatività è quindi l’osservazione precisa. Goleman ci dice:

Osservare in modo preciso significa guardare il mondo con la meraviglia e con la curiosità di un bambino e con la precisione di uno scienziato. Significa interessarsi a ogni cosa intorno a noi con una ritrovata consapevolezza.

Più chiaro di così! Questa consapevolezza è da ricercare anche quando studi canto. Ad esempio ti toccherà fare dei vocalizzi che a volte ti faranno sentire ridicolo e la prima cosa che si fa è concentrarci su come potremmo apparire all’esterno, oppure su come la nostra voce sia brutta in quel momento. Ed è proprio lì che sbagliamo!

Devi riuscire a riportare la tua attenzione alle sensazioni che provi mentre fai l’esercizio. Attento non parlo di “emozioni” parlo di sensazioni tattili, ovvero il tuoi muscoli come si contraggono? Il diaframma sta lavorando bene? Hai respirato correttamente? La postura della tua bocca com’era? Tutto questo tira fuori lo scienziato che è in te e che comincia ad analizzare la voce come deve!

Tuttavia hai anche il bambino che è in te da tirar fuori e allora nel momento in cui devi fare un esercizio e sai che c’è il vicino di casa che magari è lì fuori che si bagna il giardino, tu non puoi limitarti e trattenere la voce, un bambino non lo farebbe. Un bambino canterebbe forte e giocherebbe con la voce scoprendo le diverse sfumature che può fare.

A chi studia canto consiglio sempre anche di ascoltare le voci dei cartoni animati. Nei cartoni animati c’è un quadro di mille colori e sfumature che la voce può prendere ed è davvero interessante.

Se inizierai a prestare attenzione a cose che prima non avevi mai considerato, ti stupirai di quanti particolari e quante cose potrai fare con la tua voce. Credimi con l’osservazione precisa è come se avessi una telecamera puntata su di te ed è utilissimo quando si devono risolvere i problemi, ad esempio su note alte o troppo basse. L’attenzione verso la postura, la posizione della bocca, la respirazione, l’emissione vocale è fondamentale per imparare prima a gestire i problemi, accorgersene e risolverli al volo!

Fammi sapere, tu sei attento a quello che fai quando canti o ti giudichi immediatamente senza darti la possibilità di ascoltare bene quello che stai facendo? Scrivimi nei commenti e raccontami!

Credo anche che queste cose potrebbero interessarti! Se ti va dagli un’occhiata:

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Motivational

Motivational Singing: Assenza di censura

In uno dei passati articoli abbiamo visto uno dei punti per sviluppare la propria creatività. Si trattava della fede nella creatività che ho modificato in fede nella propria voce (eh quante volte la perdiamo!)

Se ti sei perso l’articolo puoi leggerlo qui!

Proprio ieri parlavo con una ragazza (cantante, musicista ed illustratrice) che mi ha detto che molte volte è stata in lotta con la propria voce. Capire dove si vuole arrivare e cosa si pretende dalla propria voce è sempre difficile, l’importante è ricordarsi che la propria voce unica e bisogna apprezzarla per quello che è , con le sue caratteristiche e le sue sfumature. Forse pretendiamo troppo? O forse la vorremmo diversa in base ai cliché della nostra cultura musicale?

Se registri la voce di un bambino di quattro o cinque anni, il bambino sentendosi si riconosce e la sua voce gli piace, così come quando vuole sbraitare dentro al microfono, facendo il sorrisino di uno che si vergogna. Ma si riconosce. A nove/dieci anni se il bambino sente la sua voce registrata la sente strana. Dai dodici in su la sua voce gli fa proprio “schifo”. Molto probabilmente perché ha maturato certi gusti e certe preferenze musicali e avere la voce come l’idolo del momento sarebbe il top mentre tutto il resto non è sufficientemente accettabile.

Questo succede anche agli adulti finché si stufano e decidono di sperimentare e allora si divertono come pazzi a provare a fare dei suoni che non hanno mai fatto prima. Acuti, vocine da cartone animato e di tutto un po’. Alcuni ci riescono e altri no a causa della loro auto-censura.

La censura è in pratica la nostra capacità di (scusate il francesismo) romperci le palle mentre stiamo facendo un’attività. E’ il cattivo metodo di autosabotarsi mentre stiamo cantando. E’ quella vocina che ad un certo punto arriva nella testa e ti sta già dicendo che stai sbagliando il finale della canzone. Già però se a metà della canzone stai già pensando al finale che sbaglierai, stai dando poca importanza a quello che fai e quindi stai già sbagliando.

Daniel Goleman nel suo libro “Lo Spirito Creativo” afferma che “La voce della censura assume forme diverse. Quella interiore è in genere la più scoraggiante, ma c’è anche quella espressa dagli altri, che comprende giudizi culturali fra cui le regole dell’etichetta tese a scoraggiare comportamenti sociali “non convenzionali“. E direi che con questa frase ha vinto tutto.

La voce che sta nella testa può essere anche più cattiva. Ti può dire che non sei all’altezza, che non sei adeguato, che non ce la puoi fare, di lasciare perdere e così via. Le strade che puoi percorrere sono due o lasci perdere quello che fai, con tanta sofferenza perché magari era un’attività che amavi (e più adori fare una cosa più il senso di inadeguatezza si fa sentire) oppure prendi la situazione in mano e la tratti in modo costruttivo, ignorando la vocina cattiva.

Non è una cosa assolutamente facile. Nessuno ha mai detto che sia facile combattere contro le famose “seghe mentali”. Nel momento in cui ti senti insicuro lei torna sempre alla carica quindi devi essere in grado di saperti difendere. Prova a concentrarti su qualcos’altro.

Provo a darti qualche piccolo suggerimento. Mentre canti pensa di essere in un luogo che ti fa stare bene. Pensa al tuo posto felice, pensa a qualcosa di bello, pensa a qualche evento che è accaduto e che ti fa stare bene. Cerca di concentrarti su quello che ti fa stare bene. Se cantare ti fa stare bene non c’è motivo che la vocina si faccia avanti.

Raccogli ogni vocina cattiva e immagina di buttarla fuori dalla porta. Tu non la vuoi mentre canti. Vero?

Con alcuni miei allievi che avevano questo problema è un gioco che facevo sovente (non importa l’età). Se vedevo che ogni loro sillaba era giudicata e stragiudicata gli dicevo di prendere il loro cervello e di buttarlo fuori dalla porta, con tanto di gesto e di calcio nel sedere al cervello. Un piccolo gesto che però alleggeriva la situazione.

Non è facile tenere la vocina cattiva lontano, ma se si è liberi da ogni censura, se impariamo a non vergognarci a cantare qualsiasi sillaba o dittongo che sia, tutto sarà più facile.

Chiediti: “Cosa penso mentre canto?”, “Mi sto godendo il momento?”, “Sto facendo bene quello che ho imparato?”.

Quando fai gli esercizi non giudicare la tua voce, ma giudica l’esercizio nel complesso. Immagina di avere una telecamera puntata su di te, ma non per fare show; una telecamera per imparare, una telecamera che è in grado di ascoltare le sensazioni e valutare i movimenti del diaframma, del viso. Una telecamera che ti aiuti in modo costruttivo.

Se hai bisogno di una mano a sconfiggere la tua vocina interiore nel canto, per te che stai leggendo questo post ho una sorpresa. Qualche lezione on line con me e ti darò degli strumenti per sconfiggere questa vocina, clicca qui!

Se senti la vocina criticona che arriva, cacciala, ignorala, noi non la vogliamo. Tu non la vuoi! Non censurare la tua creatività!

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Cultura Musicale, Freelance Mom, Motivational, Tecnica Vocale

Calendario del cantante 2019

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Da brava Befana non potevo non consegnarvi un bellissimo regalino proprio oggi! Se siete stati bravi allora potete scaricarvi il calendario del cantante! Un piccolo amico con qualche consiglio e un gruppo di “Stonati” per confrontarsi!

Sono iscritta ad un sacco di newsletter che trattano di vari argomenti dalla crescita personale alla costruzione di siti internet. Mi piace sempre essere informata su tutto, o quasi. Durante questo periodo natalizio, ho ricevuto parecchie e-mail con il calendario dell’avvento e un calendario in puro stile countdown in attesa di partire con un strepitoso 2019, quindi, mi sono detta ma perché non fare un calendario per il cantante? Qui siamo in tanti e secondo me è un modo utile anche per darsi delle regole per fare gli esercizi perché sovente la domanda è questa: “Ma quante volte alla settimana li devo fare questi vocalizzi?”.

Dipende. Dipende da tante cose. Dipende dal fatto che sei una persona ricettiva e sperimentatrice oppure se magari sei più razionale e allora fai fatica a sperimentare con la tua voce. Dipende se le informazioni che l’insegnante o che ti ho passato sono state trasmesse nella stessa lingua che parli anche tu. Se c’è intesa. Dipende se hai avuto paura a chiedere. Ricordati che non esistono domande stupide, l’unica domanda stupida è quella che non ti poni. Dipende veramente da un sacco di cose!

Proviamo quindi a darci qualche regola con questo calendario del cantante per il mese di gennaio. Ispirandomi un po’ ai calendari di sfide che ho visto nel mese di dicembre e al bullet journal è venuto fuori questa meraviglia di cui vado fiera perché stata realizzata direttamente dalle mie manine con tutta la passione del mondo.

Come funziona:

  • Il calendario è in PDF quindi lo potete stampare tutte le volte che vorrete.
  • Ogni settimana vi aspettano consigli per tenere in forma la vostra voce. (Mi immagino in un futuro il calendario del cantante in stile Frate Indovino, con le ricette che fanno bene alla voce)
  • Se vuoi postare il tuo lavoro così da discuterne tutti insieme, o fare domande sul gruppo di Facebook Stonati per Caso, una sorta di classe aperta a tutti, con l’hashtag #singingcalendar (mi raccomando metti l’hashtag se no non ti vedo)!
  • Se hai domande sul lavoro svolto e hai bisogno di chiarimenti scrivimi: info@maracecconato.com
  • Se questo mese ti è piaciuto da matti allora puoi iscriverti alla newsletter così non ti perderai i prossimi mesi! Ovviamente tutto questo è gratuito! Iscriviti qui!

Ma vediamolo nel dettaglio:

Ci sono alcuni piccoli consigli per ogni giorno. Il calendario è per i principianti ma anche per chi è già attivo come cantante. La legenda indica:

  • La stella: che si riferisce ad eventi, webinar o workshop in arrivo.
  • Il punto esclamativo: che ci ricorda di qualcosa da fare o di qualcosa d’importante.
  • Il cuore: che si riferisce all’allenamento. Ci ricorda che dobbiamo prendere del tempo per noi e lavorare per la nostra voce. Per il momento ho caricato due momenti di allenamento vocale, perché so che è difficilissimo trovare il tempo tra il lavoro, la casa, gli impegni e i figli eventuali.
  • La tazza: che ci ricorda di prenderci cura della nostra voce attraverso le abitudini quotidiane (nei prossimi mesi inserirò anche alcune ricette a prova di voce).
  • La nota musicale: si riferisce alla cultura musicale, alle performance e alle prove tecniche vocali (in questa sezione prossimamente inserirò anche qualche sfida canora da fare in perfetta armonia e tranquillità, non siamo un talent show, siamo insieme per divertirci con la voce).

Spero che questo calendario sia utile a tutti e che sia un buon amico da guardare quando magari uno si sente giù e crede di non poter diventare un bravo cantante. Ti aspetto sul gruppo di Facebook Stonati per Caso.

Scarica il calendario dal link qui sotto e buon divertimento!

 

Credo che questo percorso ti possa interessare! Se ti va dagli un’occhiata:

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Motivational

Motivational Singing: Fede nella propria voce

title: Motivational Singing

Un giorno parlavo con una mamma che mi diceva che lei avrebbe sempre voluto cantare ma aveva accantonato questo suo sogno per lungo tempo. I motivi per cui accantoniamo una nostra passione sono i più svariati tra cui il tempo, la paura, l’insicurezza. Proprio queste ultime due, paura ed insicurezza, sono quegli elementi che ci bloccano, anche solo quando proviamo un esercizio di canto. Tutte le accezioni negative del tipo: “Non ci riesco!”, “Non ce la farò mai”, sono tutti pensieri che portano a fallire quello che stiamo facendo.

Leggendo “Lo Spirito Creativo” di Daniel Goleman, ho trovato degli spunti molto interessanti applicabili anche al canto e al nostro essere mentre ci dedichiamo a questa attività. Goleman ci da quattro strumenti per sviluppare la nostra creatività e il canto ha veramente bisogno di creatività e di sperimentazione per poter provare suoni che non hai emesso prima ci vuole davvero fantasia.

In pratica, Goleman, individua quattro strumenti, molto potenti, che ci permettono quindi di sviluppare la creatività. Vediamoli:

  • La fede nella creatività;
  • L’assenza di censura
  • L’osservazione precisa
  • Le domande penetranti.

Oggi vediamo la fede nella creatività ma la trasformiamo in fede nella nostra voce. Tante ma tantissime persone partono con le lezioni di canto moderno sul piede di guerra contro la loro voce. Poverina, che avrà mai fatto? La fede deve essere ragionevole, nel senso è giusto dire: “Ok, sono venuto a lezione perché devo imparare ad educare la voce” ma vi assicuro che anche il lato opposto, ovvero colui che invece è troppo convinto di avere una voce perfetta, che ha una vera propria adorazione per la propria voce, è il male assoluto.

Quello con la voce “perfetta”  non ci interessa oggi, vediamo invece perché invece un po’ di fede nella nostra voce dovremmo averla. Prima di tutti è un potentissimo mezzo di comunicazione, la usiamo per parlare, cantare, ridere, piangere, gridare. La usiamo per tutto. Ci permette di trasmettere i nostri stati d’animo senza doverci pensare. E’ una cosa così naturale che nemmeno ci facciamo più caso, anche se a ben vedere quando un bambino inizia dire le prime parole siamo attentissimi! …Poi ci dimentichiamo! L’altro punto fondamentale è che la nostra voce è unica! Non ne esiste un’altra uguale, può essere simile, vedi gli imitatori che riescono a rendere simile la loro voce ad altre, simile… non uguale. La tua voce è unica, il tuo timbro è unico perché la scatola che la contiene (il tuo corpo) è unico.  E allora perché ogni tanto la prendiamo in odio?

Se già ti stai facendo mille castelli e mille “paturnie” in testa è perché davvero ci tieni. Noi che amiamo cantare, amiamo esprimerci attraverso il canto ma dato che la voce ce l’hanno tutti è il primo elemento che viene criticato musicalmente parlando e a volte anche senza la parola “musicalmente”. Es. cantante professionista canta e Peppino, che ha sempre cantato sotto la doccia, critica la tecnica vocale senza saperne niente.

Queste critiche fanno male, altroché se fanno male. Ci buttano giù tanto che quando apriamo la bocca la volta successiva abbiamo sempre il tarlo di Peppino (per non chiamarlo in altri modi) che è lì presente, finché non ce ne liberiamo.

Stesso tarlo ovvero pensiero costante, quando cantiamo una canzone e ci fissiamo su una nota, magari proprio quella nota alta che non riusciamo a raggiungere o magari quell’attacco difficile. E allora parti a cantare la canzone pensando continuamente al minuto X dove incontrerai l’ostacolo. Fermati!!! Se stai già pensando all’ostacolo vuol dire che stai già cantando male tutta la parte prima perché non gli stai prestando la giusta attenzione. 

E’ difficilissimo liberarsi di questi pensieri, ma si può .  Ci dobbiamo focalizzare su altri pensieri, altri punti di forza.  Oggi parliamo di “fede nella voce”.  La nostra voce è un amica su cui dobbiamo far affidamento senza doverci pensare, ci di dobbiamo fidare. Il nostro cervello, invece è un po’ più dispettoso.

Seguendo quello che ci propone Golemam in merito alla fede nella creatività, ecco qui le risorse interiori che abbiamo a disposizione e che ci dimentichiamo di avere:

  • Intuito: lasciarsi guidare dall’intuito, se quella canzone non viene perfettamente come quella del cantante originale, forse dovresti provare a metterci del tuo. Quella canzone è stata scritta per quel cantante e non per te. Prova a lasciarti guidare dal tuo intuito, magari ti arriva un lampo di genio che ti permette di creare una cover migliore della canzone originale.
  • Volontà: se non c’è volontà, puoi chiudere baracca e burattini perché senza la volontà di mettersi a fare gli esercizi e di volersi migliorare non si va da nessuna parte. Senza la volontà non si è in grado di sormontare in grado di sormontare i piccoli problemi e gli ostacoli che potremmo incontrare nello studio del canto.
  • Gioia: ricevere piacere dall’attività che stai facendo e godersi la ricompensa, che applicata al canto potrebbe essere intesa, godersi ogni respiro e la melodia che ne viene fuori, rilassandosi ed essere felici perché abbiamo un voce con cui poterci esprimere.
  • Coraggio: è la prima delle risorse che ci permette di superare la paura e le critiche che tentano di fermarci. Travolgile con il coraggio, prenditi i tuoi rischi senza vergogna. I geni creativi sono tutte persone che non si sono “autocensurate”… (adesso ci arrivo!).
  • Comprensione: è quella “che ci permette di collaborare con gli altri e apprezzare i loro sforzi”, dice Goleman,  ma non solo anche i propri sforzi, aggiungerei. Quante volte i nostri cliché culturali (di bellezza vocale) ci hanno fatto odiare la nostra voce  e nonostante l’esercizio vocale, che non era uscito malaccio, abbiamo dimenticato di “celebrare” il nostro piccolo traguardo raggiunto? Se siamo in grado di comprendere gli errori e trovare una soluzione per risolverli, la comprensione è quella che ci permette di zittire la voce dell’autocensura che scoraggia l’assunzione del rischio.  No, no, non ci sono scuse! 🙂 Basta scuse!

Prendiamo queste risorse e applichiamole alla prossima canzone che canterai. Invece di pensare al punto difficile o alle critiche di Peppino, che continuerà a cantare sotto la doccia, chiediti:

  1.  Sto sperimentando abbastanza su questa canzone? Cosa posso fare per migliorarla o modificarla? (risvegliamo l’intuito e la volontà).
  2. Sono felice mentre sto cantando? Come mi sento mentre sto cantando? (risvegliamo la gioia).
  3. Adesso prendo e mi metto a cantare ovunque io sia… supermercato, scuola, lavoro… Non ti nascondere! (risvegliamo il coraggio).
  4. Mi sto lasciando andare veramente? Sono un tutt’uno con la musica? (risvegliamo la comprensione)

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