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Motivational, Tecnica Vocale

Incomunicabilità con chi ti guida

Un giorno lontano, quando ancora andavo a scuola, credo di aver incontrato “l’incomunicabilità”. Con quella professoressa di matematica e scienze non c’era verso. Lei non capiva perché io avessi 9 di scienze e 4 di matematica! Anch’io non lo capivo, anzi non capivo come spiegava la matematica. Non ero completamente scema! Negli anni successivi ho dimostrato anche di prendere 9 di matematica!

Che cos’era successo?

Semplicemente il suo modo di spiegare matematica non era allineato con quello che potevo comprendere io. Non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda!

A volte può succedere anche con chi ti guida alla scoperta della tua voce. Succede che tu vai a lezione ma “non impari”. Allora si inizia a dire: “Eh io da quello lì non ho imparato niente!”, “Ho fatto un anno e mi ha rubato i soldi!”. Parentesi, alcuni truffatori ci sono, quindi …alla larga e antenne dritte, ma c’è una cosa più importante che una guida alla scoperta della tua voce deve fare: trovare la via di comunicazione giusta.

Se una guida fa lezioni di canto moderno standard, uguali per tutti è difficile che ottenga sempre ottimi risultati se si trova di fronte persone di età diverse, culture diverse, sensibilità diverse, caratteri diversi, voci diverse e obiettivi diversi.

Una brava guida sa capire al volo la persona che si trova di fronte! Sa calarsi nei suoi panni, comprendere e suggerire un percorso di lavoro adatto alle esigenze del guidato.

Cosa fare quindi se ti trovi in un momento di “incomunicabilità” con la tua guida?

  • Capire se abbiamo spiegato male i nostri obiettivi alla guida/maestro e per tanto non riesce a fornirci esercizi mirati. Se per caso ti accorgi che l’obiettivo non è stato compreso alla tua guida/maestro, prova a ricordarglielo e se divaga ancora, chiedigli con cortesia un programma di lavoro dettagliato per la tua voce.
  • Proporre canzoni che ti piacciono per raggiungere l’obiettivo. Se la risposta è sempre “No” o “Tu questa canzone non la puoi cantare!” c’è qualcosa che non va. Tutte le canzoni sono “cantabili” con i dovuti arrangiamenti e la giusta tonalità. Chiedigli perché del rifiuto e chiedigli di proporti qualcosa di simile (anche di altro genere) ma che richieda la stessa vocalità. (Solitamente ai miei allievi dopo qualche lezione di tecnica, chiedo una lista di 4-5 canzoni che avrebbero piacere di cantare, vado ad ascoltarmele e scelgo tra quelle, la canzone che può insegnargli a fare qualcosa di nuovo).
  • Scrivere una lista di canzoni che vorresti fare pronta nel tuo quaderno. Succede spesso che alla domanda “Che canzone vorresti provare?” ci sia il vuoto totale! Con una bella lista, sempre aggiornata avrai la possibilità di comunicare con la tua guida vocale e insieme scegliere la canzone più adatta.
  • Capire se l’obiettivo che hai scelto è esagerato. Tutti vorremmo diventare famosi e ricchi attraverso la voce, ma c’è un ma! Personalmente so che qualche potenziale allievo chieda “Quante lezioni ci vogliono per imparare a cantare? Voglio andare al talent show!”. Tutto dipende! Dipende se sei intonato, dipende se vai a tempo, dipende se hai buon rapporto con il tuo corpo e riesci a muoverti. Ti posso dire che tutti quelli che hanno fatto questa domanda forse non avevano chiaro in mente che studiare canto significa anche applicarsi, allenarsi come un atleta e richiede fatica e concentrazione. Se invece, il tuo obiettivo è di cantare una canzone difficile, parla con la tua guida e create insieme una strategia per raggiungere e superare gli ostacoli a piccoli passi.
  • Capire la metodologia della tua guida/maestro. Devo dire la verità sono stata molto fortunata, nonostante i maestri che ho frequentato avessero metodologie diverse, posso dire di aver imparato molto da loro. Se nella metodologia qualcosa non ti è chiaro, la cosa più semplice che puoi fare è …chiedere.

Raccontami, tu hai avuto problemi di “incomunicabilità” con la tua/tuo guida/maestro?

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Motivational

Rispettare le pause…con qualche idea!

Avevo iniziato a scrivere questo articolo un po’ di tempo fa. Di solito parto in anticipo ma i fatti che stanno accadendo in questi giorni mi hanno fatto riflettere. Credo che questo articolo non solo sia attuale ma sia anche un sostegno morale per questa pausa obbligatoria.

Ad oggi 10 marzo 2020, l’Italia è stata messa in zona protetta a causa del coronavirus e il suo rischio di contagio elevatissimo e le disposizioni impongono alla popolazione di stare a casa, salvo per comprovati motivi di lavoro. Ho visto parecchie persone indignate dal fatto “Ma se tutti stanno a casa, perché devo andare a lavorare?”. Forse perché il tuo lavoro è importante, probabilmente non importante come il mio che ho dovuto chiudere lo studio per salvaguardare la salute dei miei allievi …e forse le tasse le dovrò pagare comunque. E credimi non sai quanto vorrei lavorare in questo momento!

Magari sei un corriere che trasporta medicinali, magari sei un autista che guida un camion che porta approvvigionamento ai supermercati, presi letteralmente d’assalto. Il tuo lavoro è importante! Tu sei un supereroe, così come lo sono infermieri, medici e tutte le persone che stanno lavorando a ritmo continuo in ospedale. E’ per loro, se non hai un comprovato motivo di uscire, che devi stare a casa! Per chi si sta facendo il mazzo in un momento difficile. Non fare lo sciocco che complica la situazione!

Il mio lavoro è cercare di sollevare il morale alle persone attraverso il canto anche se è vero, non c’è molto da essere felici per cui cantare. Si cantava anche in tempi di guerra. Nella prima guerra mondiale, inciso in una dolina di una trincea è stata trovata questa frase che dice tutto: “Canta che ti passa!”.

E’ un momento difficile ma ne verremo fuori con i dovuti tempi. Fino ad allora è necessario utilizzare l’intelligenza e rispettare le normative più che mai.

A questo punto il mio articolo si modifica da “Prenditi le giuste pause” in “Rispetta le pause”. In questo periodo di forzata pausa sono tantissime le cose che possiamo fare in casa, tutte quelle che “non abbiamo mai il tempo di fare”.

Per non farmi prendere dal panico da reclusione mi sono stilata una lista di idee di cose che vorrei fare o che avrei sempre voluto fare qui in casa ma che con il lavoro e con il bambino non sono riuscita ad attuare.

Ecco qui la lista, magari c’è qualche idea che ti può piacere:

  1. Backup del computer (tra l’altro ci sarà la giornata mondiale del Backup proprio il 31 marzo)
  2. Organizzazione delle fotografie e decidere quali stampare
  3. Decluttering dei file del computer che non servono (vecchie registrazioni, file di Word ed Excel creati perché non si sa, ecc.)
  4. Decluttering dell’armadio. Finalmente un sogno che diventa realtà. Hai presente quando dici non ho nulla da mettermi perché non trovi le cose nell’armadio? Ecco è il momento giusto per fare spazio.
  5. Finire i corsi online che ho comprato e che sono fermi con le quattro frecce perché non riuscivo ad incastrare tutto.
  6. Giocare e giocare con il mio bambino. Dipingere, ritagliare i volantini, incollare, modellare la pasta di sale, colorare con gli acquerelli, colorare con le mani, suonare alla tastiera ecc.
  7. Guardare una serie tv – tra le mie preferite Arrow, Mr. Robot, Lost, Flash.
  8. Guardare un film che non ho mai visto.
  9. Telefonare ad un po’ di persone che non sento da molto per sapere come stanno.
  10. Imparare ad usare meglio la macchina fotografica. Mi ero regalata una reflex ma non ho ancora ben capito come usarla.
  11. Riorganizzare i cassetti della cucina. Non so voi ma io ogni tanto non trovo le cose!
  12. Dare alcuni libri in beneficenza. Ho la libreria colma di libri e solitamente quando posso ne raggruppo un po’ e li porto alla casa di riposo. Se non potrò portarglieli, glieli spedirò, in qualche modo farò. C’è un servizio di ritiro dei pacchi direttamente a casa che si chiama Spedireweb.it che potrebbe esserti utile.
  13. Pomeriggio Karaoke: un bel pomeriggio all’insegna dei nostri cavalli di battaglia. Questo me lo dedico proprio.
  14. Ascoltare musica che non ho mai sentito, ricercare nuove band e creare connessioni e sostenere il loro lavoro.

15. Leggere i seguenti libri:

*Alcuni dei titoli segnalati qui sopra mi riconoscono una piccola percentuale se acquisti passando dal mio link. Ovviamente non sei obbligato a passare da questo link affiliato: puoi sicuramente arrivare al libro segnalato tramite Google, ma se passerai dal mio link ti sarò grata in eterno e mi aiuterai a sostenere le attività del blog.

Aggiungi nei commenti le tue idee per passare questo periodo in tutta sicurezza a casa e condividile per aiutare altre persone a fare più attività durante la giornata in modo da non sentire il peso di giornate lunghe e difficili. Ti ringrazio anche se vorrai condividere questo articolo in modo da poter sollevare sempre più il morale!

Tecnica Vocale

Rispettare i silenzi

Ma come? Siamo cantanti… come si fa a rispettare i silenzi? Si può, si può.

Anche noi cantanti non siamo immuni da raffreddori ed influenze o magari cadiamo in quel periodo no in cui tutto ciò che cantiamo guarda caso ci fa letteralmente “schifo”. In quel momento è necessario prendersi una pausa per restare in silenzio!

La celebre Celine Dion trascorre interi giorni in silenzio per far riposare la voce. Sarà mica matta?

A parte gli scherzi! Il silenzio ci permette anche un’altra attività fondamentale per il nostro cervello, ovvero l’elaborazione. Non ce ne accorgiamo ma è ciò che accade ai neonati. I neonati hanno bisogno di momenti di silenzio per elaborare quello che hanno sentito, ascoltato, provato, per questo è necessario non caricarli di stimoli tra musica, televisione, giochini rumorosi. In realtà questi tempi di elaborazione sono molto utili per noi adulti. Fermarsi per poter ragionare sulle cose in questo mondo così frenetico, quasi mai ci è concesso.

Come faccio a rispettare i silenzi?

Utilizzo la voce quotidianamente, al nido, alla scuola d’infanzia, durante le lezioni con gli allievi, nelle sessioni di registrazione, e quindi vedo anche parecchie persone a cui dono tantissima energia. Mi serve il tempo per ricaricarmi! Per questo ho affiancato alla mia attività di cantante e cantoterapista un’altra attività artistica che mi permette di rinchiudermi in una stanza e non parlare con nessuno: l’illustrazione. Per carità non sono un’asociale, ma questo mi permette di caricare le batterie per essere in forma quando incontrerò nuovamente tutte le persone con cui devo usare la voce.

Questa può essere solo un’idea di come puoi ritagliarti dei momenti di silenzio in cui puoi far viaggiare la mente. Mentre disegno quello che succede è che i pensieri vagano e a volte vengono delle idee geniali in cui i possono integrare entrambe le attività!

Ti lascio qui anche altri tre consigli su come puoi trovare il tuo momento di silenzio:

  1. journaling: scrivere un diario o un blog in tarda serata o al mattino presto a mano o a computer. Personalmente preferisco la scrittura a mano perché mi permette di buttare giù i pensieri di getto. A volte questi pensieri possono trasformarsi anche in canzoni! Puoi anche scrivere dal computer o dal tablet, l’importante è non interrompere il flusso di pensieri e di scrittura per almeno 10 minuti.
  2. meditazione: serve un luogo tranquillo dove non essere disturbato. E’ un ottimo modo per controllare anche la rabbia e le emozioni negative, ad esempio quando riteniamo che la nostra voce “fa schifo”. Con la meditazione puoi analizzare tutti i progressi che hai fatto finora e cercare di focalizzarti sul prossimo traguardo senza trattare male la tua voce, magari facendoti due complimenti.
  3. Svegliarsi presto: “No, Mara, questo proprio no!”. Non sai davvero cosa ti perdi! Guardare l’alba dalla finestra, avvolta nella coperta con una tazza di tè caldo in mano, e goderti il silenzio della casa mentre tutti ancora dormono. Ti posso garantire che le prime due settimane sono durissime ma poi non puoi farne più a meno. Se vuoi una lettura interessante in merito a questo argomento, leggi questo libro: The miracle morning. Trasforma la tua vita un mattino alla volta prima delle 8:00
  4. Extra idea per trovare il tuo silenzio: leggere! Bill Gates, che voglio dire un uomo che impegni ne ha, legge 52 pagine al mattino presto prima di andare a lavoro.

Ultimo extra consiglio: non dire “non ho tempo”, il tempo lo si crea!

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Tecnica Vocale

Non te la stai tirando sul palco!

Quali sono i movimenti da non fare sul palco!

Di scene strane, bizzarre e fuori dall’ordinario sul palcoscenico se ne vedono tante. Alcuni sono statici, terrorizzati, altri si muovono tarantolati. Altri non alzano mai la testa dal leggio, non guardano il pubblico e nemmeno i compagni della band. Altri fanno movimenti armoniosi, altri sono fuori tempo.

Dalla mia esperienza ti posso raccontare che appartenevo alla categoria del “sono fuori tempo e guardo il leggio”. Ho lavorato sul tempo con esercizi mirati sono riuscita a staccarmi da questo difetto. Imparare a suonare la viola e il violino mi ha permesso di suonare con altre persone e tutto ciò mi ha aiutato a sviluppare meglio il senso del ritmo. Mi sono accorta che precedentemente non ascoltavo il tempo della canzone nel suo complesso ma mi focalizzavo su uno strumento alla volta. Ecco perché andavo fuori tempo, magari seguivo tutte le note della chitarra e boooom!

Aver costruito anche un ottimo rapporto con il mio corpo mentre canto è stato utilissimo perché mi sono sentita più libera di esprimermi, fidandomi delle orecchie che avevo già allenato con l’ear training.

Il leggio, ora, lo utilizzo soltanto in concerti soft e intimi con il duo ma per i concerti con la band al completo, mi affido alla memoria. Ovviamente dopo aver studiato!

Su un palco o mentre canti, ci sono movimenti giusti e movimenti, che invece, ti rendono più difficile questa attività. Ad esempio, mettiti in piedi, prova a cantare una “A” e dondola un braccio. Hai sentito che onde ha fatto la tua “A”? Il controllo dei movimenti giusti ti permette di gestire al meglio la tua voce.

Vediamo ora quali sono i “movimenti no”, da evitare per aiutarti a mantenere il controllo della voce:

  • Dondolare avanti e indietro: se dondoli avanti indietro la tua voce, con o senza microfono, ha l’effetto di un’onda. La voce che riesci a portare i avanti verso il pubblico, in qualche modo torna indietro e viene portata via dal tuo movimento.
  • Scivolata di potenza: così chiamata nel film “Tenacious D” da Jack Black, la consiglio solo per chi ha le ginocchia buone. E’ un effetto scenico molto forte ma considera anche le dimensioni del palco.
  • Headbanging: figo, bellissimo, ma se avete già una certa età come me, ricordatevi della cervicale del giorno dopo.
  • Collo e braccia rigide: ogni rigidità del tuo corpo non ti permette di cantare in modo libero, la tensione si sente anche nella voce.
  • Lancio del microfono: Noooooo. E’ un comportamento che proprio non sopporto. Non riesco a vedere quelli che usano il cavo del microfono come un lazo. Ho un grande rispetto per l’attrezzatura e la sua manutenzione, in più, “giocando con il cavo in questo modo” il rischio che ti scappi di mano e faccia male a qualcuno è altissimo.

Ci sono movimenti utili mascherati da movimenti da show. Ti consiglio di guardare i live dei Big per capire cosa fanno e osservali con un occhio più approfondito, in modo da capire chi fa movimenti che aiutano la performance e chi no.

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Tecnica Vocale

Le migliori canzoni sono semplici

Supponiamo che hai imparato di tutto e di più! Hai un range vocale da paura! Sai fare voce di testa, voce di petto, voci distorte e sovracuti. Stai scrivendo una canzone con la tua band … ma davvero vuoi mettere tutto ciò che sai fare in una canzone?

E’ un errore da evitare come la peste! Purtroppo molti cantanti, per dimostrare che sanno fare tutto, cascano in questo errore. Anche se la “storia” dietro la canzone lo richiede, il consiglio migliore è restare semplici. Canta il necessario, affinché la canzone sia completa.

Tu immagina di dover ascoltare un cantante che, bravissimo, sa fare i sovracuti, bravo eh… ma immagina di ascoltarlo per due ore: BOOOOOM! No, non credo di poter resistere. La testa mi scoppierebbe!

Tutto ciò che si impara nel canto non deve essere sfoggiato così come se fosse un gioiello ma va tirato fuori al momento opportuno, nella canzone opportuna. Sono tecniche che abbiamo appreso e che servono da abbellimento alla linea vocale. Più ne impariamo più abbiamo la possibilità di essere creativi senza limiti, considerando che se la canzone di per sé è già musicalmente ricca, non è necessario riempirla ulteriormente a livello canoro. Dove, invece, la parte musicale resta lineare, tipo nel rap, solitamente suggerisco a chi fa le lezioni con me di aggiungere qualcosina per renderla più melodica (soprattutto per chi non è rapper) e questo permette loro di avere una canzone più vicina al proprio stile. Non a caso, a volte il rapper viene affiancato da una voce che canta la parte melodica.

Come capire se hai messo troppo materiale vocale in una canzone? Ecco alcuni consigli pratici per scoprirlo:

  • Registrati e riascolta: sempre un’ottima pratica per capire dove si sta andando;
  • Chiedi ad un amico che non capisca molto di musica una sua opinione: ti prego però, non diteglielo “non capisce nulla di musica”, non vorrei causare la fine di un’amicizia. In realtà puoi chiedere anche a qualcuno che ha gusti musicali molto lontani dai tuoi. E’ molto utile avere il parere di chi è fuori da quel campo, raccogliendo i commenti.
  • Chiedi ad un amico che capisce molto di musica: accogli tutte le critiche, positive e negative e lavoraci su con una nuova creatività.
  • Modifica e ripeti: una volta che hai pareri, lavora nuovamente sulla canzone con una nuova energia.

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Tecnica Vocale

Il cantante semplice…una rarità!

10.000 like sulla pagina di Facebook e poi commentano tua madre e tua sorella…

Questa è la nuova era che distingue i furbastri che pagano per avere un seguito e da chi è semplice e vero con pochi fan ma reali. Tutti bramano successo e fama, magari raggiunti attraverso ciò che si ama fare…ma a che condizioni?

Credo che il concetto di “verità” si sposi bene con il concetto di “semplicità”.

Spulciando sul web ho trovato questa fantastica poesia di Alda Merini che è decisamente associabile all’artista vero che non scende a compromessi. L’artista che fa, produce e crea in nome dell’arte e non solo per il gusto di raggiungere gloria e fama. La poesia si intitola “Semplicità”.

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.

Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.

Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

Alda Merini

Noi cantanti siamo così. Usare la voce e cantare è come mettersi a nudo di fronte agli altri. Il timore di non essere accettati dagli altri ci spinge a crearci un mondo fittizio, dove si finge di essere superstar per il solo scopo di aver più credibilità. Questa finta credibilità, si crede, serva per non essere fraintesi, per non finire alla mercé di chi ha più potere e di chi ci può far salire fino alle stelle o scendere fino alle stalle e in quest’epoca tutta fatta di talent un po’ si cerca questa possibilità.

Conoscere propri limiti è importantissimo. Nel post della scorsa settimana dicevo che “i limiti sono solo nella nostra testa”. E continuo ad essere d’accordo con questa frase ma i propri limiti, e in questo caso parlo di limiti fisiologici dell’estensione vocale, è necessario conoscerli. Come fai a dire “ho un estensione ridotta” se non hai mai provato con la tecnica giusta ad arrivare oltre? Se oggi non riesci a fare una canzone, non è detto che domani non ci riuscirai.

Vai alla ricerca della tua semplicità, diventa un cantante semplice:

  • parti dalle cose di tutti i giorni (senti il fresco sul viso in una mattinata fredda senza lamentarti, focalizza la tua attenzione su tutte le sensazioni).
  • applica questa attenzione profonda anche al canto, senti ogni parola che esce dalla tua bocca e prova piacere per come il suono si mescola all’aria
  • focalizza l’attenzione su ogni respiro e ogni movimento del tuo corpo… sei vivo. Apprezza ogni piccolo gesto semplice e meravigliati come un bambino si meraviglia davanti alle bolle di sapone.

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Tecnica Vocale

Parti semplice! Studiare canto in modo pratico e semplice

Prime lezioni di canto ed ecco che nonostante l’adrenalina, iniziamo a pensare che non ce la faremo mai. Iniziamo a pensare che “tutta quella roba lì” di tecnica, movimenti e monitoraggio da fare, non è una cosa per noi. Troppa “roba” da fare tutta insieme.. ma come si fa?

Il cervello inizia a pensare: inspiro, gonfio la pancia e poi… cos’è che devo fare? Ah già, spostando di 45° l’asse terrestre, faccio uscire il fonema “Na”. Intanto in tutto questo pensare, hai già perso il momento buono a causa di una bella e lunga apnea fatta di crucci.

All’inizio, è vero, bisogna rimanere concentrati. Le lezioni richiedono fatica ed impegno ma mi raccomando, non perdere mai di vista il vero obiettivo, ovvero, il recupero di un modo naturale di cantare per permetterti di cantare senza farti male e il recupero della respirazione diaframmatica che già ci apparteneva alla nascita.

Sono tante nozioni tutte insieme e in verità bisognerebbe togliere il troppo e lasciare spazio alla “naturalezza”, aggiungendo nozioni un passo alla volta. Certo da dire è facile, da fare un po’ meno ma hai dei grandissimi alleati che ti possono aiutare a semplificare il procedimento, imparando la tecnica in modo più facile e creativo.

Prima di tutto se frequenti delle lezioni di canto affidati al tuo maestro e assicurati che abbia compreso i tuoi obiettivi e che il suo linguaggio sia a te comprensibile. Personalmente adoro i medici che riescono a staccarsi dai termini tecnici e riescono a spiegare il tutto con parole semplici a chi li ascolta. Se c’è un problema di comunicazione, di sicuro, questo non aiuta l’apprendimento.

Ecco altre cose che puoi fare per partire in modo semplice e pratico nella tua avventura verso il mondo del canto:

  • Allontanare il pensiero che imparare a cantare è difficile. Sfrutta quest’occasione come una grande possibilità per dedicarti a qualcosa di bello e rilassante che ti permetta di crescere a livello personale e di conoscenza.
  • Rendere tutto più fluido nel tuo modo di respirare: ad esempio invece di preoccuparti nell’inspirazione prova a sentire il profumo del tuo piatto preferito e assaporalo e poi dimmi che è successo… sicuramente anche il diaframma ha lavorato correttamente. Piccola avvertenza: se è ora di pranzo questo trucchetto potrebbe causare la classica “acquolina in bocca”, sgradevole per chi deve cantare.
  • Hai presente quell’immagine del cavallo legato ad una sedia di plastica che se ne sta immobile quando in realtà potrebbe fuggire via in qualsiasi momento? Ricordati che i limiti sono nella nostra mente. Datti una possibilità e con molta semplicità accetta ogni piccolo traguardo, senza giudicarti se hai sbagliato.

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Tecnica Vocale

Solidità: Rafforzare i concetti appresi

Perchè una ripassatina ogni tanto non fa male!

Ripetere, ripetere e ripetere…

Hai presente quando ti trovi a fare gli esercizi di canto e ti sembra di farli in modo meccanico? In realtà tu sei lì, fai quasi tutto o meglio in automatico perché le regole le sai, le hai tritate e ritritate. E’ proprio in quel momento, se ti rendi conto di essere diventato un automa canoro che ti devi fermare e iniziare a ripassare!

Ciò non vuol dire che ti sei dimenticato tutto improvvisamente ma ti stai perdendo il meglio. Hai perso il contatto con le sensazioni dell’aria che ti attraversa e si lega al suono e probabilmente mentre stai facendo gli esercizi stai anche pensando che devi andare a comprare il pane. Se la tua testa è da un’altra parte hai perso il mindset per poter cantare e goderti anche il piacere del canto.

Un refresh dell’argomento, non solo per quanto riguarda il canto ma in qualsiasi ambito, è quello che ti aiuta a rafforzare i concetti appresi e a farti capire che in fondo non li avevi dimenticati, erano solo finiti in fondo al cassetto della memoria.

Un esempio concreto di questo comportamento è quando studi a memoria una canzone in un altra lingua anche scritta da noi. La cantiamo talmente tanto, la cantiamo talmente in automatico che dopo un po’ la prima cosa che se ne va è la pronuncia corretta, subito dopo le sillabe scandite, per dimenticare addirittura delle parole intere.

Ogni 3 o 6 mesi a seconda dell’argomento puoi fare un refresh. Ti renderai conto di capire meglio alcuni concetti, ti renderai conto che una volta “riacchiappate” le parole delle canzoni non le perderai tu (magari ne perderai altre ma non quelle che hai rafforzato). Fare un refresh ti aiuterà a non dimenticare le tecniche di respirazione, l’impostazione vocale che hai imparato.

Prova a rivedere gli appunti delle lezioni di canto o rivedi qualche video che ti aveva particolarmente ispirato. Ripeti con parole tue quei concetti e trova modi semplici di esprimerti, come se dovessi spiegare questi concetti ad un bambino.

Rivivi l’emozione che ti aveva fatto stare bene la prima volta e rivivi quel momento come se fosse la prima volta.

Il nostro amato cervello ha bisogno di fissare i concetti importanti perché nel mondo di internet siamo martellati ogni giorno da tante informazioni, che davvero a fine serata è difficile dire quante e quali informazioni abbiamo visto e torniamo alla ricerca di link per spiegare i fatti ai nostri interlocutori. Noi siamo più di questo!

Prova ad applicare i “refresh” dei tuoi concetti importanti! Personalmente lo faccio anche per i momenti della mia vita importanti e che non vorrei mai dimenticare. Metto musica in sottofondo e penso a tutti i momenti speciali della mia vita!

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Motivational, Tecnica Vocale

Credere nel proprio potenziale vocale

Finché non ci credi… non vedi…

Accogli tutti i complimenti con un sorriso…

Lo facevo sempre… Tutte le volte che una persona mi faceva un complimento, facevo la modesta: “Ma no, dai… non esagerare!”. Mi avevano insegnato ad essere umile e sono una persona umile. Non mi avevano spiegato però, che anche se sei umile, i commenti e complimenti positivi li devi accogliere a braccia aperte, perché quando respingiamo un complimento dedicato alla nostra voce e al nostro cantare, ecco, in quell’esatto momento, stiamo sminuendo le nostre capacità.

Con l’esperienza posso dirti che ora ogni complimento che ricevo, lo accolgo a braccia aperte e mi sembra di regalare un abbraccio alla persona che mi fa questo complimento. Rispondo sempre un sincero e sonoro “grazie” con un bel sorriso sul viso.

Quando ci nascondiamo dietro un “Ma no, dai… non esagerare!” in realtà siamo noi che non siamo convinti delle nostre capacità. Non a caso, infatti, la persona più difficile da convincere che il nostro potenziale vocale c’è ed è enorme, siamo noi stessi.

Non credere nella propria capacità vocale può significare che:

  • Non abbiamo ancora compreso davvero a fondo tutto quello che possiamo fare con la nostra voce.
  • Stiamo vivendo in un continuo stato di confronto con gli altri.

Se non abbiamo ancora compreso davvero a fondo quello che possiamo fare con la voce, il mio consiglio è quello di continuare a studiare e sperimentare e osservare ogni traguardo (anche quelli piccoli, che sono importantissimi) come una piccola conquista verso la comprensione di tutti i “superpoteri” della tua voce.

Se invece stiamo vivendo in un continuo stato di confronto con gli altri, quello che ti consiglio è:

  • cerca di capire con chi ti metti a confronto. E’ un cantante che ha più esperienza? Da quanti anni canta? E tu?
  • cerca di capire perché non credi nella tua voce. Perché non credo nella mia voce? Che cos’hanno gli altri in più di me?

Rispondi alle domande in modo sincero e vedrai che le risposte saranno lì di fronte ai tuoi occhi.

Il più grande consiglio che ti posso lasciare oggi è di non cercare di fare confronti con gli altri. Ognuno riesce ad esprimersi al meglio con la propria voce ed è proprio lì, in questo incontro, che trova se stesso. Decidi che da domani svilupperai e andrai alla ricerca di ciò che la tua voce tiene ancora nascosto.

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Tecnica Vocale

Resistenza vocale: come migliorarla

Concerti, tour, sessioni di registrazione e questa voce…non si stanca mai?

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Il cantante… in fin dei conti è un’atleta!

“Hai la voce stanca!” mi dissero. Era vero, avevo la voce stanca e iniziai a darmi tutte le colpe di non essere una buona cantante. Pensai di essere “un’incapace” e che la strada che avevo scelto per me era tutta sbagliata. Poi feci un passo indietro. Ragionai su tutte le volte che la fatica aveva preso il sopravvento e tutto mi fu chiaro!

Non si può suonare in sala prove con persone che hanno problemi alle loro orecchie e tendono ad alzarsi perché non si sentono. Non si può suonare con batteristi che la batteria la pestano, non la suonano, la pestano. Allora il chitarrista non si sente e alza, il bassista era “basso” e non si sentiva, il tastierista va a suonare su ottave assurde con suoni ancora più assurdi e in questo potpourri di “rumore”, il cantante… urla…

“Ma Mara mia!”- mi dissi – ” Se il chitarrista rompe una corda della chitarra, la cambia, se il batterista rompe una bacchetta la cambia, TU SE “ROMPI” UNA CORDA VOCALE… NON LA PUOI CAMBIARE!

Da quel momento sono diventata più rigorosa. Urlare non è salutare per un cantante e se ti trovi in questa situazione ti consiglio di parlarne con i tuoi musicisti. Se non comprendono… beh, la scelta è tua…

Non sono concertista o turnista, ma la voce la uso per le sessioni di registrazione, che a volte sono piuttosto lunghe, per la cantoterapia e per le lezioni di canto moderno e ho trovato che queste regole sono davvero preziose.

  1. Stile di vita sano: una routine chiara, orari regolari anche se leggermente flessibili, niente fumo e un po’ di attività fisica (sono l’antisport per eccellenza e se ce la faccio io, ti assicuro che è possibile per tutti).
  2. Alimentazione sana: ricca di frutta e verdura e un po’ meno dolci (che fa bene anche alla glicemia), proteine a sufficienza e carboidrati buoni nelle giuste quantità. Per chi ha problemi di reflusso gastroesofageo e possibile diabete consiglio l’incontro con un dietista o un nutrizionista. La disciplina diventa poi indispensabile.
  3. Esercizi di respirazione costo-diaframmatica in modo da non dimenticare la nostra naturale predisposizione a questa respirazione piuttosto che alla respirazione clavicolare. Lo stress e i traumi possono anche essere causa di blocchi del diaframma, che, di nuovo, con disciplina e allenamento, può essere riabilitato. Tutta la struttura muscolare che ti serve nel canto deve essere allenata!
  4. Buona padronanza dello strumento. Anche la tua voce deve essere allenata. Basta poco, 10-15 minuti al giorno fatti bene. Oggi siamo fortunati, con internet ci sono un’infinità di vocalizzi che puoi trovare su Youtube o su Spotify. Imparare a capire a cosa serve ogni esercizio è il passo successivo che ti farà scegliere gli esercizi adatti al tuo stile e alla tua voce, o alla canzone che devi fare!

Ma parliamo di concerti da due ore circa. Come agevolare la tua resistenza vocale? Un piccolo trucco che viene attuato da alcune band è “l’onda”, ovvero per agevolare il cantante, la scaletta viene impostata con i brani più facili all’inizio e alla fine, lasciando nella parte centrale i brani più difficili che possono essere eseguiti quando la voce è ben calda e pronta.

Il riscaldamento della voce è inversamente proporzionale alla lunghezza dell’esibizione. Mi spiego meglio:

  • se devi cantare un brano, il tuo riscaldamento deve essere più lungo perché quando vai sul palco la tua voce deve essere pronta;
  • se devi cantare un repertorio per due ore e hai seguito la creazione della scaletta con le canzoni ad onda, il riscaldamento può essere più corto perché i primi brani ti aiuteranno a scaldare completamente la tua voce che arriverà al top laddove deve.

E ora raccontami, quali sono le tue tecniche per migliorare la tua resistenza vocale?

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