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Tecnica Vocale

Voce: Classificazione delle voci maschili

A grande richiesta dopo l’articolo della classificazione delle voci femminili, eccomi con la classificazione delle voci maschili.

Se ti sei perso l’articolo sulla classificazione delle voci femminili lo puoi leggere qui!

Iniziamo subito! Magari ti sarà già capitato di sentire delle parole come “tenore”, “basso” o “baritono”. Bene, queste sono le denominazioni con cui vengono classificate, nell’ambito della musica classica o corale le voci maschili.

Voglio ricordarti appunto che questa classificazione è una classificazione che nella musica leggera (cioè tutto quello che non è classico, dal rock al pop, dal jazz al blues e così via) è un po’ da prendere con le pinze perché in realtà, noi fortunelli della musica leggera utilizziamo il microfono che ci permette di catturare anche quelle note che sono troppo alte o troppo basse da cantare con una certa intensità.

Anche le voci maschili, quindi, vengono classificate in base al range vocale, ovvero dalla nota più bassa a quella più alta che il cantante riesce a produrre con una certa intensità.

  • Tenore
  • Baritono
  • Basso

I tenori sono i cantanti che raggiungono le note più acute mentre i bassi, come dice la parola stessa, raggiungono le note più gravi.

Questa classificazione ovviamente si basa sulla conformazione fisica e sulla struttura della laringe. Generalmente chi ha la laringe stretta e corde vocali corte emette con facilità note più acute, viceversa chi ha la laringe larga con corde lunghe avrà facilità ad emettere note gravi.

Attenzione! Non è detto che se sei tenore non potrai mai cantare le note gravi e viceversa, anzi lo potrai fare, con la consapevolezza che il tuo range vocale però è un altro. Generalmente diciamo che per un tenore saranno più confortevoli le note acute mentre al basso le note gravi, ma ciò non significa che non possano fare queste note. Questa classificazione si basa sul range standard scelto dal compositore per assegnare le parti al cantante, in cui il compositore sa che la voce scelta avrà un determinato impatto e una determinata efficacia.

Ma come si fa a stabilire il proprio range vocale?

Per stabilire il proprio range vocale è necessario fare una prova sulla nota più bassa e sulla nota più acuta che si riesce a raggiungere. Il mio consiglio è di non provarci se sei un principiante.

Mamma mia quanto sono cattiva. No, non sono cattiva! E’ che se non sai usare bene il diaframma e una respirazione corretta succede che per raggiungere la nota alta spingi, così come per quella bassa e sarebbe un risultato “fake“. La bella notizia invece è che se inizi ad utilizzare una buona respirazione potresti anche andare oltre alla nota che ti sei prefissato…ovviamente tutto nei limiti del range che mamma Natura ti ha donato!

Quindi allenati bene, facendo esercizi mirati che ti aiutino a prendere consapevolezza della tua respirazione e delle potenzialità della voce senza dover spingere per arrivare a determinate note e di sicuro riuscirai a capire quali sono gli estremi del tuo range vocale. Se ti serve un aiuto sugli esercizi da fare per migliorare la tua performance puoi unirti al gruppo Facebook Stonati per caso. Siamo fighissimi! 🙂

Vediamo nel dettaglio i range vocali delle voci maschili.

IL RANGE VOCALE: TENORE

Il tenore è il re delle note acute maschili.

L’estensione del tenore va generalmente tra do2 al do4. Il do4 è quello che viene definito il famoso do di petto Ovviamente questa è l’estensione standard da repertorio e non l’estensione effettiva del cantante, perché questo dipende da Madre Natura. Diciamo che se vuoi fare il tenore queste note le devi avere!

IL RANGE VOCALE: BARITONO

Il baritono è una delle voci a mio parere più interessanti. E’ una voce a metà tra un tenore e un basso.

L’estensione del baritono va generalmente da la1 al sol3. Esistono diversi tipi di baritono che danno colore alle opere, ad esempio il baritono leggero o baritono chiaro presente ne “L’Orfeo”, oppure il baritono lirico o cantabile presente ne “La Bohème”. Altri tipi di baritono sono ad esempio il baritono lirico spinto o lirico-drammatico che ritroviamo in “Macbeth” o il baritono drammatico del “Nabucco”.

Nella musica leggera esistono moltissimi cantanti definiti baritoni, ovviamente supportati da un buon microfono, ma che vanno forte sulle note di questo range. Un esempio Serj Tankian,ex cantente dei System of a Down, definito baritono, ma ti assicuro che riesce a spaziare dal falsetto al growl senza difficoltà.

IL RANGE VOCALE: BASSO

Il basso è la voce più grave tra le voci maschili. Eh già, e chi l’avrebbe mai detto? I bassi sono rarissimi, tanto che quando ne senti uno te ne accorgi eccome!

Mi ricordo anni fa che in una fantastica osteria montana c’era una tavolata di uomini che si sono messi ad intonare alcuni canti e di queste trenta voci una mi è rimasta molto impressa. La voce di questo uomo così bassa che faceva la seconda voce a tutta la tavolata e da solo ce la faceva a sostenerla. Inutile dire che sono andata a fargli i complimentoni.

L’estensione del basso generalmente da Fa1 a Fa3. Alcuni bassi riescono a scendere sotto il Fa1 pur mantenendo il Fa3.

Per oggi abbiamo finito, ma mi raccomando non ti fissare con queste classificazioni e dai alla tua voce il tempo di maturare in modo sereno. Non costringerti a raggiungere note altissime e bassissime, è come correre i 100 metri senza allenamento. Perderesti, a meno che tu non sia un alieno!

Ricordati sempre che se canti musica leggera questa suddivisione è relativa perché come dicevo prima il microfono è un grandissimo aiuto per poter utilizzare tutto il range vocale.

Si dice che Madre Natura ci abbia donato 3 ottave e mezzo di estensione quindi non ti preoccupare c’è speranza!

Se vuoi leggi anche: “Respirazione diaframmatica: Proviamoci!”

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Cultura Musicale

Giornata mondiale della voce

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Che bello! Oggi è la giornata mondiale della voce.

Ogni anno il 16 aprile si festeggia la giornata mondiale della voce e questo giorno è stato scelto appunto per sensibilizzarci sull’uso corretto della voce e alla sua importante funzione nella comunicazione.

E’ stata istituita nel 1999 e quindi oggi festeggia ben vent’anni, quindi doppi auguri!

Oggi vi lascio anche cinque mini regole di igiene vocale per avere sempre la voce al top:

  1. Evita di parlare troppo in fretta, prendi il fiato e i respiri. Ti ricordi quando la maestra ti faceva notare che c’era la punteggiatura quando leggevi, bene è la stessa cosa, prendi il fiato e muovi le labbra per agevolare l’uscita della voce. Molte volte quando sembra che borbottiamo è perché soffriamo di un po’ di pigrizia labiale, hai presente quando sei stanco che non ce la fai più e non riesci nemmeno a parlare? Oppure magari hai troppe cose da dire e i movimenti corretti che calcano le consonanti e le vocali si perdono nel vortice delle cose da dire.
  2. Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno per aiutare le corde vocali a rimanere idratate. E’ consigliabile che l’acqua sia a temperatura ambiente e non fredda da frigorifero ma soprattutto è necessario berla a piccoli sorsi per evitare di riempire lo stomaco e causare spiacevoli inconvenienti tipo… il ruttino. Eh sì, perché con l’acqua mandi giù anche un po’ d’aria. Quindi mi raccomando piccoli sorsi, acqua ad una temperatura accettabile e soprattutto piccoli sorsi senza esagerare.
  3. Abbasso il caffé e il tè o le bevande che contengono caffeina. Oooh le sento già le voci: “Oh no ma io il caffè!!! Come faccio senza?”. Eh lo so, lo so… anch’io soffro con te. Amo molto il caffè ma è appurato che favorisce la disidratazione e la diuresi. Quindi niente… dai ce la possiamo fare anche con un decaffeinato.
  4. Non urlare per farti sentire cercando di sovrastare il rumore. Lunedì mattina ero in una scuola elementare e con tutti gli studenti nella hall della scuola ti assicuro che non è stato per nulla facile attirare la loro attenzione. Servirebbe una tromba da stadio ogni tanto. In ogni caso una situazione del genere può capitare anche al ristorante con il fracasso delle stoviglie oppure il più classico il figlio che dal piano di sopra urla alla mamma e la mamma che urla in risposta dal piano di sotto. No! Per quanto sia stancante… piuttosto fate le scale, ma non urlate!
  5. Avere uno stile di vita sano. Questo consiglio si sposa veramente ad un sacco di cause e pensare che lo sappiamo che ci fa bene avere uno stile di vita sano ma a noi piace incasinarci e complicarci la vita. Magari sei un giovanissimo e magari digerisci anche le pietre in questo momento ma ti posso assicurare che dopo un po’ le pietre non le digerisci più. Il corpo in qualche modo ha delle necessità diverse man mano che va avanti e il metabolismo cambia, così vedi bambini che mangiano di tutto e di più e bruciano calorie giocando e poi vedi me che mangio una fetta biscottata e si va ad accomodare sul sedere. Proviamoci: niente fumo, moderare gli alcolici (che possono causare reflusso), pasti regolari  e anche un bel riposo adeguato.

Wow, certo che per volersi bene ce ne sono di cose da fare, ma c’è anche da dire che se trattiamo bene la nostra macchina essa ci ripagherà! I risultati li vedremo sulla macchina stessa e sulla nostra voce e quindi che dire… BUONA GIORNATA MONDIALE DELLA VOCE A TUTTI!!!

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Motivational

Motivational Singing: Domande penetranti

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Il percorso Motivational Singing chiude la sua introduzione con l’ultimo strumento disegnato da Daniel Goleman ne “Lo spirito creativo” ovvero la capacità e la volontà di farsi le domande penetranti.

Chi ha seguito i post precedenti sa che questo è l’ultimo step necessario per liberare la creatività che si nasconde dentro di noi. Se ti sei perso i precedenti post li puoi trovare qui di seguito:

Ma che cos’è Motivational Singing? A breve lo saprai! Sto ancora definendo i dettagli ma ti posso anticipare che è un percorso dedicato a chi non ha mai creduto nelle proprie capacità canore, è dedicato a chi è sempre in lotta con la propria voce. E’ un momento per ragionare sulla propria voce e su cosa ci si aspetta da essa. E’ un percorso che fa per te se sei stressato o arrabbiato, se senti il groppo in gola mentre parli o canti. E’ il percorso che prende la negatività e la trasforma in positività, la positività che userai per arrivare al top in compagnia della tua voce. Motivational Singing è il percorso che ti fa bene se sei arrivato in un punto della tua evoluzione canora in cui ogni traguardo ti sembra impossibile, un punto in cui per qualche strano motivo ti senti bloccato. Il percorso partirà a giugno e sarà un percorso fruibile online, comodamente dal tuo smartphone o dal pc. Se pensi che questo percorso potrebbe fare al caso tuo iscriviti alla waiting list qui, ti manderò una mail quando si apriranno le porte.

Torniamo al nostro quarto strumento per sviluppare la creatività. Si tratta appunto di porsi delle domande in modo costruttivo, analizzando come foste degli scienziati. Porsi delle domande è sempre una buona pratica in qualsiasi settore compreso quello canoro.

L’unica vera domanda stupida è quella che non ti poni. (Paul MacCready)

Quante volte siamo lì a farci le famose “seghe mentali” a farci delle domande del tipo “e se avessi fatto così e se avessi fatto cosà?”. Partiamo dal punto che sul latte versato non si piange. Credimi ci sono passata anch’io e ho scritto pagine e pagine di diari chiedendomi cosa non funzionasse ma ad oggi, con qualche ruga in più, posso dirti che non c’è nulla che non funziona. A volte le cose vanno bene ma riusciamo ad incasinarle lo stesso. Questo avviene anche nel canto quando per esempio facciamo una performance che è andata bene e riusciamo a trovare solo difetti.

Può capitare di sbagliare! Può capitare di steccare una nota! Può capitare, ma tranquillo, non è la fine del mondo! Uno può essere stanco, può essere giù di morale, le ragioni possono essere molteplici. Quindi se qualcosa è andato storto non è né colpa tua e né degli altri. Noi umani abbiamo la capacità di ingigantire i fatti. E’ nel nostro DNA. A volte lo facciamo per avere la comprensione/compassione da parte degli altri, altre volte per fare vedere invece che siamo dei fighi da paura e quindi giù ad ingigantire le storie dei nostri viaggi, delle nostre avventure.

C’è un ma! Verso di noi non abbiamo mai pietà! Se sbagliamo qualcosa, soprattutto se siamo molto emotivi, continuiamo a pensare a quello sbaglio ininterrottamente.

La verità è che per migliorare è necessario sbagliare! Per migliorare è necessario porsi delle domande. E’ necessario porsi le domande giuste, domande più profonde. E’ come farsi un’autointervista che ci permette di continuare la ricerca del suono che desideriamo. La stessa ricerca del suono ad esempio è creatività che rimane viva. Devi farti delle domande come un bambino,  senza aver paura di farle e poi provare a sperimentare e a vedere “cosa succede se?”.  E qui ti lascio con la frase di Thomas Edison:

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.

Ti riporto qui anche un paio di esempi di personaggi suggeriti da Goleman che se non si fossero fatti le domande in cerca di creatività e curiosità oggi non sarebbero chi sono:

“Perché non togliamo il registratore , l’autoparlante e la funzione di registrazione e proviamo a collegarlo a delle cuffie? (Masaru Ibuka, presidente onorario della Sony e inventore del Walkman)

“Perché non può esserci un servizio postale affidabile che funzioni di notte?” (Fred Smith, fondatore della Federal Express).

Ecco visto? Certo che questi personaggi in un certo senso ispirano. Ci devono davvero ispirare perché anche noi dobbiamo rimetterci a fare delle domande. Quando qualche allievo mi dice: “Devo farti una domanda stupida…” lo blocco e gli ricordo che “non ci sono domande stupide”.

Non sai cosa puoi fare con la tua voce se non te lo domandi, se non sperimenti. Non puoi sapere cosa succede se provi a fare una nota altissima. Ti consiglio di non limitare le domande! Mai!

Sperimenta, chiediti come “sarebbe se”… e non come “sarebbe stato”. Magari sei già una persona che sa fare domande… ma ricordati che devi fare quelle giuste per la tua crescita canora!

Ecco qui qualche esempio di domande “sane e costruttive” che puoi farti:

  • E’ vero ho sbagliato in quel punto della canzone. Come mai ho sbagliato? Ero distratto? Ero teso? All’inizio della canzone ero già terrorizzato da quel passaggio?
  • La mia voce tremava. Avevo paura di cantare oppure non ho respirato bene? Perché non ho respirato bene? Perché avevo paura?
  • In alcuni punti ho sbagliato delle note. Come mai? Sentivo bene la base? Gli altri membri del gruppo hanno suonato correttamente o mi sono lasciato trascinare da un errore che ho sentito?

Prova a farti queste domande e approfondisci meglio la conoscenza della tua voce. Fammi sapere, sei uno sperimentatore o sei un conservatore? Scrivimi nei commenti e raccontami! Ricordati che ti aspetto sulla waiting list di Motivational Singing se hai letto fino qui credo che questo percorso possa interessarti davvero! Iscriviti qui.

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Motivational

Motivational Singing: Osservazione precisa

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Dopo aver analizzato durante questi mesi la fede nella propria voce e l’assenza di censura, andiamo avanti con il prossimo dei quattro strumenti per sviluppare la propria creatività.

Se ti sei perso il post relativo alla fede nella propria voce lo trovi qui e invece il blog post relativo all’assenza di censura lo trovi qui.

Si parla sempre de “Lo spirito creativo” di Daniel Goleman. Questo libro devo dire che mi ha ispirata parecchio, soprattutto perché i suoi esempi chiari sono applicabili al canto come non mai.

Il terzo strumento per sviluppare la creatività è quindi l’osservazione precisa. Goleman ci dice:

Osservare in modo preciso significa guardare il mondo con la meraviglia e con la curiosità di un bambino e con la precisione di uno scienziato. Significa interessarsi a ogni cosa intorno a noi con una ritrovata consapevolezza.

Più chiaro di così! Questa consapevolezza è da ricercare anche quando studi canto. Ad esempio ti toccherà fare dei vocalizzi che a volte ti faranno sentire ridicolo e la prima cosa che si fa è concentrarci su come potremmo apparire all’esterno, oppure su come la nostra voce sia brutta in quel momento. Ed è proprio lì che sbagliamo!

Devi riuscire a riportare la tua attenzione alle sensazioni che provi mentre fai l’esercizio. Attento non parlo di “emozioni” parlo di sensazioni tattili, ovvero il tuoi muscoli come si contraggono? Il diaframma sta lavorando bene? Hai respirato correttamente? La postura della tua bocca com’era? Tutto questo tira fuori lo scienziato che è in te e che comincia ad analizzare la voce come deve!

Tuttavia hai anche il bambino che è in te da tirar fuori e allora nel momento in cui devi fare un esercizio e sai che c’è il vicino di casa che magari è lì fuori che si bagna il giardino, tu non puoi limitarti e trattenere la voce, un bambino non lo farebbe. Un bambino canterebbe forte e giocherebbe con la voce scoprendo le diverse sfumature che può fare.

A chi studia canto consiglio sempre anche di ascoltare le voci dei cartoni animati. Nei cartoni animati c’è un quadro di mille colori e sfumature che la voce può prendere ed è davvero interessante.

Se inizierai a prestare attenzione a cose che prima non avevi mai considerato, ti stupirai di quanti particolari e quante cose potrai fare con la tua voce. Credimi con l’osservazione precisa è come se avessi una telecamera puntata su di te ed è utilissimo quando si devono risolvere i problemi, ad esempio su note alte o troppo basse. L’attenzione verso la postura, la posizione della bocca, la respirazione, l’emissione vocale è fondamentale per imparare prima a gestire i problemi, accorgersene e risolverli al volo!

Fammi sapere, tu sei attento a quello che fai quando canti o ti giudichi immediatamente senza darti la possibilità di ascoltare bene quello che stai facendo? Scrivimi nei commenti e raccontami!

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Freelance Mom

Freelance Mom: Filastrocche di Carnevale per i tuoi bimbi

Rieccomi qui dopo una breve pausa. Le cose da fare sono talmente tante e per di più l’influenza non è stata così gentile con me, anzi mi ha proprio stesa.

Ma siccome voglio rientrare con qualcosa di divertente ho pensato ad un bel blog post dedicato al Carnevale. C’è chi non lo festeggia, chi odia mascherarsi, c’è invece chi non vede l’ora per preparare un bel po’ di “bugie” fritte nell’olio e magari con il ripieno di marmellata, c’è chi non sopporta ritrovarsi i coriandoli nelle mutante, c’è chi invece si veste da teppista e arriva a casa sporco di schiuma da barba. Il Carnevale è così!

Il mio più bel ricordo del Carnevale è assolutamente quando mi sono vestita da Fatina! Avevo anche la bacchetta magica e il cappello a punta con le stelline e indossavo un bellissimo abito azzurro! Credo che mio figlio mi odierà quando gli farò i costumi di Carnevale io, ma lo sapete sono una creativa e non posso mica andarlo a comprare… “Ma mamma io volevo vestirmi da Geko dei PJ Masks?” e io: “E va bè amore, ci vestiamo da Zorro quest’anno!”, “Ma mamma io non so nemmeno chi è questo Zorro!”.

A parte i miei dialoghi interiori di cui vi ho voluto rendere partecipi, oggi vediamo delle belle filastrocche per il Carnevale. Anzi mamme se volete mandarmi qualche disegno di Carnevale dei vostri bimbi lo aggiungo volentieri a piedi pagina per abbellire il blog. Saranno sicuramente stupendi!

Lo sapete amo tantissimo Rodari e quindi non potevano mancare:

Carnevale in filastrocca

Carnevale in filastrocca,
con la maschera sulla bocca,
con la maschera sugli occhi,
con le toppe sui ginocchi:
sono le toppe d’Arlecchino,
vestito di carta, poverino.
Pulcinella è grosso e bianco,
e Pierrot fa il saltimbanco.
Pantalon dei Bisognosi
“Colombina,” dice, “mi sposi?”
Gianduja lecca un cioccolatino
e non ne da niente a Meneghino,
mentre Gioppino col suo randello
mena botte a Stenterello.
Per fortuna il dottor Balanzone
gli fa una bella medicazione,
poi lo consola: “È Carnevale,
e ogni scherzo per oggi vale.”

Carnevale, ogni scherzo vale

Mi metterò una maschera
da Pulcinella
e dirò che ho inventato
la mozzarella.
Mi metterò una maschera
da Pantalone,
dirò che ogni mio sternuto
vale un milione.
Mi metterò una maschera
da pagliaccio,
per far credere a tutti
che il sole è di ghiaccio.
Mi metterò una maschera
da imperatore,
avrò un impero
per un paio d’ore:
per volere mio dovranno
levarsi la maschera
quelli che la portano
ogni giorno dell’anno…
E sarà il Carnevale
più divertente
veder la faccia vera
di tanta gente.

Hai già scaricato “Il Calendario del cantante”? Leggi qui!

E infine ci sta un bel “Girotondo delle mascherine” che ha però un altro autore a quanto pare anonimo! 🙂

Girotondo delle mascherine

Girotondo, girotondo,
noi giriamo tutto il mondo.

C’è Gianduja e Meneghino,
Pulcinella e Arlecchino.

C’è Brighella e Pantalone,
Meo Patacca e Balanzone,

Beppe Nappa siciliano,
Stenterello che è toscano…

Girotondo, girotondo,
noi viaggiam per tutto il mondo,

e con noi portiam la gioia
che è nemica della noia.

Leggete queste bellissime filastrocche ai vostri bambini! E come dicevo se volete mandarmi i loro disegni abbelliremo questa pagina!

Da come si vestiranno i vostri bimbi a Carnevale? E voi?

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Cultura Musicale

Celine Dion: un talento

Quest’anno tra le mie allieve ho tantissime ragazze delle medie e delle superiori! Sono molto felice perché con loro c’è uno scambio culturale musicale pazzesco. Loro mi insegnano le nuove canzoni di tendenza e io dall’alto della mia vecchiaia gli racconto e gli faccio sentire alcuni artisti a loro sconosciuti.

Questo articolo allora lo dedico a loro alle mie cantantissime!!!

Prima di Natale alla ricerca di canzoni natalizie da cantare, ho proposto loro alcuni brani interpretati da Celine Dion, nota cantante canadese dalla voce stupenda. Per tanti il nome Celine non vuol dire niente ma appena dico: “My heart will go on! La canzone del film Titanic?” (e comunque sì, Jack ci stava su quella porta galleggiante se solo Kate non si fosse spaparanzata come su una sdraio alle Maldive), dicevo, appena dico il nome del film tutte hanno il ricordo di averla già sentita.

Ma Celine era già una star mondiale prima con canzoni come “Power of Love” e “All by myself”.

I suoi show sono qualcosa di stupendo. Coinvolgono ballerini, comparse e ospiti musicisti. E lei come una dea sul palco canta anche note altissime senza apparente difficoltà. Guardatene qualcuno su YouTube, sono spettacolari!

C’è chi dice che negli anni è peggiorata o meno ma sta di fatto che i suoi lavori restano intramontabili.

Ma scopriamo qualcosa di più su di lei! Modella canadese, classe 1968, canta in francese, inglese, spagnolo e italiano. Eh sì, in italiano ha duettato sia con Luciano Pavarotti in “I Hate You Then I Love You” che con Andrea Bocelli in “The Prayer”.

Un’altra sua collaborazione in duetto assolutamente indimenticabile è quella con Peabo Bryson per la canzone del film Disney “La bella e la bestia”.

Per me, lei è stata una cantante che ha segnato molto il mio percorso canoro, che mi ha fatto veramente venire voglia di cantare, nonostante il mio timbro completamente diverso ogni tanto per sfogarmi le sue canzoni le canto a “squarciagola”, sempre volendosi bene, le canto anch’io!!!!

Celine da ragazzina saliva sul tavolo e cantava le canzoni di Barbara Streisand. Era il suo più grande idolo. Finché un giorno le capita proprio di duettare con Barbara con la canzone “Tell him”.

Alla fine me la becco pure nel libro di francese delle superiori. C’era un trafiletto molto interessante che raccontava la sua vita quotidiana da cantante con l’attenzione per l’alimentazione ma soprattutto la cura per la voce. Diceva appunto che per far riposare la voce a volte trascorre le giornate in silenzio. Un consiglio da dare anche a certe persone chiacchierone! Che ne dite?

Si sposa con René Angélil e purtroppo come altre donne vive la difficoltà di avere figli finché, grazie alla fecondazione in vitro nasce il suo primogenito a cui è dedicata la canzone “A New Day as Come”.

Dalla sua discografia sceglierei tre album in particolare. Trovo che siano veramente i più belli tra tutti:

E allora cosa aspettate andate a sentirvela! Buon ascolto!

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Motivational

Motivational Singing: Assenza di censura

In uno dei passati articoli abbiamo visto uno dei punti per sviluppare la propria creatività. Si trattava della fede nella creatività che ho modificato in fede nella propria voce (eh quante volte la perdiamo!)

Se ti sei perso l’articolo puoi leggerlo qui!

Proprio ieri parlavo con una ragazza (cantante, musicista ed illustratrice) che mi ha detto che molte volte è stata in lotta con la propria voce. Capire dove si vuole arrivare e cosa si pretende dalla propria voce è sempre difficile, l’importante è ricordarsi che la propria voce unica e bisogna apprezzarla per quello che è , con le sue caratteristiche e le sue sfumature. Forse pretendiamo troppo? O forse la vorremmo diversa in base ai cliché della nostra cultura musicale?

Se registri la voce di un bambino di quattro o cinque anni, il bambino sentendosi si riconosce e la sua voce gli piace, così come quando vuole sbraitare dentro al microfono, facendo il sorrisino di uno che si vergogna. Ma si riconosce. A nove/dieci anni se il bambino sente la sua voce registrata la sente strana. Dai dodici in su la sua voce gli fa proprio “schifo”. Molto probabilmente perché ha maturato certi gusti e certe preferenze musicali e avere la voce come l’idolo del momento sarebbe il top mentre tutto il resto non è sufficientemente accettabile.

Questo succede anche agli adulti finché si stufano e decidono di sperimentare e allora si divertono come pazzi a provare a fare dei suoni che non hanno mai fatto prima. Acuti, vocine da cartone animato e di tutto un po’. Alcuni ci riescono e altri no a causa della loro auto-censura.

La censura è in pratica la nostra capacità di (scusate il francesismo) romperci le palle mentre stiamo facendo un’attività. E’ il cattivo metodo di autosabotarsi mentre stiamo cantando. E’ quella vocina che ad un certo punto arriva nella testa e ti sta già dicendo che stai sbagliando il finale della canzone. Già però se a metà della canzone stai già pensando al finale che sbaglierai, stai dando poca importanza a quello che fai e quindi stai già sbagliando.

Daniel Goleman nel suo libro “Lo Spirito Creativo” afferma che “La voce della censura assume forme diverse. Quella interiore è in genere la più scoraggiante, ma c’è anche quella espressa dagli altri, che comprende giudizi culturali fra cui le regole dell’etichetta tese a scoraggiare comportamenti sociali “non convenzionali“. E direi che con questa frase ha vinto tutto.

La voce che sta nella testa può essere anche più cattiva. Ti può dire che non sei all’altezza, che non sei adeguato, che non ce la puoi fare, di lasciare perdere e così via. Le strade che puoi percorrere sono due o lasci perdere quello che fai, con tanta sofferenza perché magari era un’attività che amavi (e più adori fare una cosa più il senso di inadeguatezza si fa sentire) oppure prendi la situazione in mano e la tratti in modo costruttivo, ignorando la vocina cattiva.

Non è una cosa assolutamente facile. Nessuno ha mai detto che sia facile combattere contro le famose “seghe mentali”. Nel momento in cui ti senti insicuro lei torna sempre alla carica quindi devi essere in grado di saperti difendere. Prova a concentrarti su qualcos’altro.

Provo a darti qualche piccolo suggerimento. Mentre canti pensa di essere in un luogo che ti fa stare bene. Pensa al tuo posto felice, pensa a qualcosa di bello, pensa a qualche evento che è accaduto e che ti fa stare bene. Cerca di concentrarti su quello che ti fa stare bene. Se cantare ti fa stare bene non c’è motivo che la vocina si faccia avanti.

Raccogli ogni vocina cattiva e immagina di buttarla fuori dalla porta. Tu non la vuoi mentre canti. Vero?

Con alcuni miei allievi che avevano questo problema è un gioco che facevo sovente (non importa l’età). Se vedevo che ogni loro sillaba era giudicata e stragiudicata gli dicevo di prendere il loro cervello e di buttarlo fuori dalla porta, con tanto di gesto e di calcio nel sedere al cervello. Un piccolo gesto che però alleggeriva la situazione.

Non è facile tenere la vocina cattiva lontano, ma se si è liberi da ogni censura, se impariamo a non vergognarci a cantare qualsiasi sillaba o dittongo che sia, tutto sarà più facile.

Chiediti: “Cosa penso mentre canto?”, “Mi sto godendo il momento?”, “Sto facendo bene quello che ho imparato?”.

Quando fai gli esercizi non giudicare la tua voce, ma giudica l’esercizio nel complesso. Immagina di avere una telecamera puntata su di te, ma non per fare show; una telecamera per imparare, una telecamera che è in grado di ascoltare le sensazioni e valutare i movimenti del diaframma, del viso. Una telecamera che ti aiuti in modo costruttivo.

Se hai bisogno di una mano a sconfiggere la tua vocina interiore nel canto, per te che stai leggendo questo post ho una sorpresa. Qualche lezione on line con me e ti darò degli strumenti per sconfiggere questa vocina, clicca qui!

Se senti la vocina criticona che arriva, cacciala, ignorala, noi non la vogliamo. Tu non la vuoi! Non censurare la tua creatività!

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Tecnica Vocale

Tipologie di attacco vocale

A volte sentiamo voci meravigliose e ci chiediamo: “Ma un giorno riuscirò a cantare anch’io così?”. E sì che ci riuscirai! Prima di tutto la positività! Ci sono tanti punti che nel cantato non vanno sotto valutati e cantare bene non vuol dire sottovalutare ad esempio l’attacco vocale. Per cantare bene bisogna anche iniziare bene, e quindi attaccare bene. Se attacchi male tante volte è difficile successivamente mantenere la nota lunga.

Generalmente quando devo spiegare gli attacchi vocali parto dal presupposto che due di questi vengano fatti inconsciamente (a breve li vedremo) e che in realtà dobbiamo raggiungere quello che è l’attacco perfetto ovvero il Simultaneo.

Ma cosa vuol dire?

Attacco simultaneo è il momento in cui aria e suono si abbracciano ed escono contemporaneamente dalla bocca. L’armonia tra espirazione e suono è perfetta e l’aria si aggancia perfettamente al suono. Per capirlo però dobbiamo fare un passo indietro. Andiamo a vedere gli altri tipi di attacco.

Se ti dicessi che il 99% delle persone con cui ho lavorato, per cantare una “a” parte con l’attacco glottale, ci crederesti? L’attacco glottale è molto interessante perché in questo tipo di attacco le corde vocali bloccano l’aria per poi aprirsi improvvisamente per lasciala passare. E’ un colpetto di glottide presente anche in alcune parole della lingua inglese, per esempio quando pronunci “I am”. In fonetica si chiama “glottal stop” ed è indicato con questo simbolo /?/.

Vediamo che cos’è la glottide. Da wikipedia ecco qui: “La glottide è posta all’altezza della laringe che è l’organo preposto alla fonazione. È costituita per la maggior parte da uno scheletro di cartilagine diviso in tre sezioni: la cricoide, le aritenoide e la tiroide (quest’ultima presente solo nei mammiferi). Queste sezioni vengono articolate da legamenti e muscoli che hanno il compito di restringere e dilatare, tendere e rilasciare le corde vocali.”

Capito? Questo tipo di attacco vocale è molto usato in generi come il rock e l’R&B proprio per la sua durezza che rende incisiva e sottolinea alcuni versi dei testi della canzone, tanto che, proprio per la sua durezza, tende ad esserne sconsigliato l’uso eccessivo senza consapevolezza.

Attenzione questo non vuol dire che l’attacco glottale è totalmente sbagliato, ma vuol dire “Ti sei accorto che hai fatto un attacco glottale?” oppure “Hai cantato un attacco glottale volutamente?”. Quando facciamo un attacco glottale ce ne accorgiamo perché, detto in parole semplici, sentiamo il suono sparato fuori. In sostanza è come se uscisse prima il suono e poi con calma arriva l’aria. Provaci! Puoi provare anche utilizzando delle sillabe come “ga”, “gu” e sentirai proprio il movimento nella zona della laringe. Oppure se vuoi riprova con “I am” ma mi raccomando non all’italiana come siamo soliti fare mettendo l’ “h” davanti, perché se no diventa…. un attacco arioso.

L’attacco arioso, bello e dannoso come lo chiamo io per scherzare, è l’attacco in cui invece sento uscire prima l’aria e poi il suono. L’attacco arioso è il tipico attacco che viene usato dal 99% delle persone non appena gli si dice che stanno usando l’attacco glottale, provano a tirare fuori prima l’aria per poi tararsi sul simultaneo.

Sono passaggi a volte un po’ obbligati per sperimentare! In merito all’attacco arioso ti suggerisco di tenere a mente come esempio il cantato alla Marilyn Monroe. La sua voce soave e molto sensuale piena d’aria che però, ahimè, non è molto salutare. Attenzione se devi cantare una canzone romantica e metti degli attacchi ariosi per la tua interpretazione non ti succede niente, ma diciamo che parlare in modo arioso per tutto il tempo asciuga parecchio le corde vocali e la mancata lubrificazione potrebbe creare edemi alle corde stesse. In caso di voce ariosa da molto tempo e nel caso tu abbia la sensazione di groppo in gola come se le parole fossero bloccate, ti consiglio di rivolgerti ad un foniatra. Esistono degli esercizi per evitare che la voce sia ariosa (ad esempio esercizi basati sulla consonante “G”) ma tuttavia è sempre meglio valutare caso per caso.

Il mio suggerimento se sei all’inizio è di sperimentare e di pensare alla stampante delle etichette. Sì sì, non sto scherzando. Chi conosce la mia storia sa che ho un passato da responsabile IT e alcune cose mi sono rimaste e trovo che sono esempi che possano calzarsi perfettamente su quello che dobbiamo andare a fare con la voce. Se non l’hai mai vista più o meno segue il disegno qui sotto! La stampante delle etichette ha due ribbon (due rotoli di nastro) uno nero di inchiostro e l’altro delle etichette, questi due nastri si incontrano sulla fascia termica e ne esce l’etichetta completa. Questo è l’esempio perfetto di attacco simultaneo. Un ribbon potrebbe esser l’aria e l’altro ribbon potrebbe essere il suono e infine la fascia termica dove si incontrano la tua bocca.

E’ un esempio un po’ strano ma a volte l’immaginazione rende facili dei concetti che a parole potrebbero essere difficili tecnicamente da spiegare con paroloni e sinceramente più difficili da eseguire.

Ecco il riepilogo:

  • Attacco simultaneo: suono e aria insieme.
  • Attacco arioso: alla Marilyn Monroe, prima arriva l’aria e poi il suono.
  • Attacco glottale: con il colpo di glottide, prima arriva il suono e poi l’aria.

Se ti trovi in difficoltà con la voce e vuoi qualche dritta sul canto, puoi fare qualche lezione con me online! Per te che stai leggendo l’articolo, una proposta speciale! Qui!

Un’altra cosa importante. Questa bellissima distinzione tra le tipologie di attacco si sente tantissimo sulle vocali. Ricorda che italiano abbiamo sette vocali (coooosa? Sette ma non erano cinque?). E sì, sono sette perché si contano anche le “é” e “è” e anche le “ò” e “ó” con accenti acuti e gravi che hanno pronunce differenti. Comunque ci è andata bene perché in inglese le pronunce delle vocali sono ben quindici. Le vedremo prossimamente in uno dei prossimi articoli.
Ora ti lascio sperimentare, oggi abbiamo imparato tante cose, dagli attacchi vocali a come funziona una stampante delle etichette, perché nella vita…non si sa mai!

Prova ad allenarti con i vari tipi di attacco e vieni a trovarmi su Instagram e su Facebook per farmi sapere com’è andata. Se hai dubbi scrivimi, da una tua domanda può nascere un nuovo articolo o un video.

Se vuoi leggi anche: “Respirazione diaframmatica: Proviamoci!”

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Cultura Musicale, Freelance Mom, Motivational, Tecnica Vocale

Calendario del cantante 2019

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Da brava Befana non potevo non consegnarvi un bellissimo regalino proprio oggi! Se siete stati bravi allora potete scaricarvi il calendario del cantante! Un piccolo amico con qualche consiglio e un gruppo di “Stonati” per confrontarsi!

Sono iscritta ad un sacco di newsletter che trattano di vari argomenti dalla crescita personale alla costruzione di siti internet. Mi piace sempre essere informata su tutto, o quasi. Durante questo periodo natalizio, ho ricevuto parecchie e-mail con il calendario dell’avvento e un calendario in puro stile countdown in attesa di partire con un strepitoso 2019, quindi, mi sono detta ma perché non fare un calendario per il cantante? Qui siamo in tanti e secondo me è un modo utile anche per darsi delle regole per fare gli esercizi perché sovente la domanda è questa: “Ma quante volte alla settimana li devo fare questi vocalizzi?”.

Dipende. Dipende da tante cose. Dipende dal fatto che sei una persona ricettiva e sperimentatrice oppure se magari sei più razionale e allora fai fatica a sperimentare con la tua voce. Dipende se le informazioni che l’insegnante o che ti ho passato sono state trasmesse nella stessa lingua che parli anche tu. Se c’è intesa. Dipende se hai avuto paura a chiedere. Ricordati che non esistono domande stupide, l’unica domanda stupida è quella che non ti poni. Dipende veramente da un sacco di cose!

Proviamo quindi a darci qualche regola con questo calendario del cantante per il mese di gennaio. Ispirandomi un po’ ai calendari di sfide che ho visto nel mese di dicembre e al bullet journal è venuto fuori questa meraviglia di cui vado fiera perché stata realizzata direttamente dalle mie manine con tutta la passione del mondo.

Come funziona:

  • Il calendario è in PDF quindi lo potete stampare tutte le volte che vorrete.
  • Ogni settimana vi aspettano consigli per tenere in forma la vostra voce. (Mi immagino in un futuro il calendario del cantante in stile Frate Indovino, con le ricette che fanno bene alla voce)
  • Se vuoi postare il tuo lavoro così da discuterne tutti insieme, o fare domande sul gruppo di Facebook Stonati per Caso, una sorta di classe aperta a tutti, con l’hashtag #singingcalendar (mi raccomando metti l’hashtag se no non ti vedo)!
  • Se hai domande sul lavoro svolto e hai bisogno di chiarimenti scrivimi: info@maracecconato.com
  • Se questo mese ti è piaciuto da matti allora puoi iscriverti alla newsletter così non ti perderai i prossimi mesi! Ovviamente tutto questo è gratuito! Iscriviti qui!

Ma vediamolo nel dettaglio:

Ci sono alcuni piccoli consigli per ogni giorno. Il calendario è per i principianti ma anche per chi è già attivo come cantante. La legenda indica:

  • La stella: che si riferisce ad eventi, webinar o workshop in arrivo.
  • Il punto esclamativo: che ci ricorda di qualcosa da fare o di qualcosa d’importante.
  • Il cuore: che si riferisce all’allenamento. Ci ricorda che dobbiamo prendere del tempo per noi e lavorare per la nostra voce. Per il momento ho caricato due momenti di allenamento vocale, perché so che è difficilissimo trovare il tempo tra il lavoro, la casa, gli impegni e i figli eventuali.
  • La tazza: che ci ricorda di prenderci cura della nostra voce attraverso le abitudini quotidiane (nei prossimi mesi inserirò anche alcune ricette a prova di voce).
  • La nota musicale: si riferisce alla cultura musicale, alle performance e alle prove tecniche vocali (in questa sezione prossimamente inserirò anche qualche sfida canora da fare in perfetta armonia e tranquillità, non siamo un talent show, siamo insieme per divertirci con la voce).

Spero che questo calendario sia utile a tutti e che sia un buon amico da guardare quando magari uno si sente giù e crede di non poter diventare un bravo cantante. Ti aspetto sul gruppo di Facebook Stonati per Caso.

Scarica il calendario dal link qui sotto e buon divertimento!

 

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Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Freelance Mom

Freelance Mom: Sotto l'albero di Natale

Arriva il periodo più bello dell’anno e i nostri cuccioli sono in attesa di Babbo Natale! Beh il mio e ancora piccolo ma so già che si divertirà a scartare i regali.

Per noi mamme lavoratrici può anche essere un periodo stressante perché tra casa, lavoro e bimbi devi anche trovare il tempo per andare a fare i regali e soprattutto avere le idee chiare su ciò che vuoi regalare. Non parliamone se hai scelto di fare la cena o il pranzo a casa! E allora tante volte siamo costrette a scegliere la via rapida:  internet.

Anche noi ci siamo messi davanti al computer e abbiamo pensato a cosa potesse piacere al nostro bimbo. Siccome ha proprio una predilezione per bacchette e batteria, tanto che quando lo porto in studio mi scappa nella sala prove e lo trovo sempre dietro le pelli, quest’anno abbiamo deciso di prendergli una scatolata di percussioni.

Le percussioni sono uno dei primi strumenti musicali che il bambino prova a suonare. Di solito quando devono scegliere i bambini ti dicono che vogliono provare subito la batteria o “la chitarra rock”. Nella scuola primaria, per esempio vengono effettuati dei laboratori in cui il bambino interagisce con le percussioni su una musichetta piuttosto che con la body percussion. Mi ricordo un meraviglioso laboratorio che feci con i bambini delle classi prima e seconda primaria e avevamo lavorato sia sulla body percussion, usando mani, piedi e petto, sia con le percussioni in particolare legnetti e triangolo. Se vi farebbe piacere un articolo in merito fatemi sapere! Ci sono tante cose belle che si possono fare con la musica e i bambini!

Apriamo la scatola! 

Se vuoi puoi anche vedere il video cliccando sull’immagine qui sotto 🙂 Se invece preferisci leggere, continua con l’articolo…

Guarda il video su YouTube

Dopo aver svuotato la scatola ecco la lista degli strumenti musicali acquistati dal negozio tedesco on line, Thomann.
Giacomo (13 mesi) ha proprio una predilezione per le percussioni e quale regalo poteva essere se non questo. So già che alcune di queste percussioni saranno utilizzate come armi (e ne parlo proprio ora dopo aver ricevuto ieri sera un bel giocattolo di plastica sulla testa…che dolore!).
Vediamo cosa c’è!
Il bastone della pioggia. Il bellissimo bastone della pioggia con il suo suono rilassante. E’ lungo 50 cm e con 4-6 cm di diametro perché ha il legno doppio sul fondo. Costo: 12,90 €
• I legnetti. Verranno utilizzati anche nella scuola dell’infanzia e nelle elementari. E’ uno strumento duraturo. Un bell’investimento e soprattutto si possono fare un sacco di giochi ritmici. Sono marchiati dalla casa tedesca e in confezione da due. Costo: 2,00 €
• Mini Shaker. Bello carino, per manine piccole credo che se lo rosicchierà un po’ sul bordo ma è veramente carino. Sempre marchiato dalla casa tedesca. Costo: 3,04 €
• Ovetti. Belli colorati, piacciono sempre un sacco ai bambini e ci faccio anche il gioco della frittata quando cadono per terra. Oppure se abbiamo un tamburo li mettiamo dentro e li facciamo “soffriggere” rigirandoli con i legnetti. Con la fantasia si può fare di tutto. Costo: 1,59 €
• Wood Hand Castanet. La manina dal nome impronunciabile. Bello, super sigillato. Costo: 14,40 €
• Le maracas. Probabilmente verranno utilizzate come clave ma, promesso, farò molta attenzione. Sono marchiate dalla casa tedesca. Le abbiamo prese medie (dello stesso tipo). Costo: 6,40 € cad.
• Glockenspiel. Un nome assolutamente difficilissimo, ma lo strumento è carino. E’ una sorta di xilofono, dotato anche di un libricino e di bacchettine. Sembra intonato ma lo sapremo bene quando l’averemo tolto dalla scatola. Costo: 24,90 € (mi sono accorta ora di non aver indicato il prezzo nel video! Perdonatemi sono una mamma svampita, ero presa dalla bellezza di questo strumento).
Spero che l’articolo e il video siano stati utili per trovare degli spunti per i vostri regali futuri.
Avvicinate i bambini alla musica non ve ne pentirete mai!

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