Tecnica Vocale

Respirazione diaframmatica: proviamoci!

Quando parliamo non pensiamo quasi mai a come respiriamo. Quando dormiamo, avvolti dalle braccia di Orfeo, non pensiamo a come respiriamo. Eppure il nostro corpo è una macchina perfetta. Sa quando deve mangiare, quando deve dormire, sa quando deve respirare.

Con la frenesia della vita quotidiana chi ci pensa più a respirare?

Eppure è fondamentale! Soprattutto per i cantanti. Magari hai già sentito parlare di un certo muscolo chiamato diaframma?

Ma chi lo usa il diaframma? Che cos’è? E come si fa ad utilizzare la respirazione diaframmatica?

La bella notizia è che quando siamo nati respiravamo correttamente con il nostro diaframma (guardate un neonato appena ne avrete occasione, vedrete la pancia che si alza ed abbassa in modo armonioso), la cattiva notizia è che ci siamo dimenticati!

Durante il periodo delle elementari avevamo troppe cose da dire e ci dimenticavamo addirittura di respirare, tanto da arrivare a fine frase senza fiato. Troppe cose da dire, troppe emozioni che ci hanno portato a respirare come i tacchini. Sì, sì come i tacchini! Lo chiamo il respiro del dottore. Quando il dottore ci chiede di fare un bel respiro e ci gonfiamo come dei tacchini, alzando le spalle e il petto.

Ecco la respirazione a tacchino nel canto non funziona, bisognerebbe far intervenire il diaframma, utilizzando quella che, come detto poco fa, si chiama respirazione diaframmatica!

Ma dov’è sto diaframma? Io non ce l’ho!

Fortunatamente c’è. Ce l’abbiamo tutti. Basta prendere qualsiasi manuale di anatomia per vedere la posizione corretta del diaframma e accendere anche ai ricordi di scuola perché è quasi certo che alle medie, avrai fatto senz’altro scienze e avrai studiato l’apparato respiratorio, quindi sai che abbiamo due polmoni. Se invece i ricordi delle medie sono offuscati perché non ti piaceva studiare, beh allora è un occasione per recuperare! 

Bene, al di sotto di questi polmoni c’è il diaframma, un muscolo che separa la cavità addominale da quella toracica. Mi piace pensarlo come una spugna che si abbassa quando prendo l’aria (quindi prendo l’aria, i polmoni si riempiono e si abbassa il diaframma) e si risolleva quando butto fuori l’aria.

Detto in modo più elegante: in fase di inspirazione il diaframma si abbassa, in fase espirazione si alza. Accompagna in sostanza il movimento dei polmoni.

Per sentire che il nostro diaframma al lavoro, ti consiglio di mettere le mani in questo modo: 

Ecco un’illustrazione realizzata dalle mie manine per farti capire meglio come sentire il diaframma…

Nella figura di sinistra, viene appoggiata una mano sul fianco e l’altra sul ventre, in fase di inspirazione sentirò la pancia che si sporge in avanti e un movimento laterale sulla mano appoggiata al fianco. In fase di espirazione sentirò la pancia che rientra. Questo è un ottimo modo per controllare se effettivamente stiamo utilizzando il diaframma.

Nella figura di destra, vengono appoggiate entrambe le mani sui fianchi e in fase di inspirazione sentirò un movimento laterale su entrambi. In fase di espirazione sento che il movimento mi riporta in posizione rilassata. Questa è un ottima posizione per evitare di alzare le spalle. Te ne accorgi subito se stai respirando come il tacchino!

Quale sia la migliore posizione per te devi stabilirlo tu! 🙂 Ho allievi che utilizzano una piuttosto che l’altra durante gli esercizi perché si sentono più sicuri e hanno una migliore percezione! Il mio consiglio è quello in ogni caso di provarle entrambe e sentire quella che per te funziona meglio, ricordandoti di buttare sempre fuori l’aria con la bocca (espirazione)… dopotutto quando canti butti fuori parole dalla bocca o no? 🙂

Man mano inizierete a farci caso che il vostro diaframma lavora per voi…

Povero diaframma. In realtà lui fa già del suo meglio. Quando dormite? Lui lavora.

Quando siete rilassati sul divano a guardare un film? Fateci caso, lui lavora. Sentirete la pancia che va su e giù.

Quando cantiamo? Dovrebbe andare ma all’inizio potrebbe scontrarsi con i mille pensieri e castelli che ci fa il nostro cervello. Nel nostro stato di veglia, interveniamo troppo, con pensieri ed intenzioni, tanto da “bloccare” il flusso naturale della respirazione. Pensateci bene, durante gli esercizi avete fatto molta attenzione al diaframma e in testa vi stavate dicendo “Adesso faccio così, adesso faccio cosà!” Vero? 🙂  E’ assolutamente normale, gli esercizi servono a farlo ripartire… il passo successivo è non intervenire e lasciarsi andare affinché la respirazione faccia il suo corso.

Riprendere ad usare il diaframma, lo dico sempre, è un po’ come andare in bicicletta, impari, non ci vai per trent’anni e quando risali vai un po’ storto ma poi riprendi il funzionamento come un tempo.

Se ti trovi in difficoltà con il tuo diaframma o vuoi qualche dritta sulla tua voce e sul canto, puoi fare qualche lezione con me online! Per te che stai leggendo l’articolo, una proposta speciale! Qui!

Ultima cosa importante. Nel canto, la fase di inspirazione è veloce, dovete essere pronti a cantare, prendere aria in questo caso è diverso da quando si pratica yoga o pilates, in cui abbiamo il tempo di inspirare lentamente. Qui dobbiamo prendere un bel respiro per cantare le parole della nostra canzone, quindi si deduce che il rilascio del flusso d’aria lo controlliamo per una parte noi. Evvai!

Vi accorgerete man mano di quanto si può inspirare velocemente (senza alzare le spalle e utilizzando la respirazione diaframmatica) per poi rilasciare l’aria poco per volta. Vuoi provare? Inspira utilizzando la respirazione diaframmatica e poi soffia come se avessi un filo d’aria che esce dalla tua bocca e conta i secondi che ci impieghi a finire l’aria. Se sei arrivato a 3 secondi è un po’ pochino, forse hai soffiato con troppa decisione oppure hai usato la respirazione in modo non corretto. Se invece sei sui 5-6 si può migliorare. Se sei verso i 10 secondi vai che è ottimo, per essere le prime volte hai già fatto un gran lavoro.

Questo è il primo articolo che riguarda la respirazione, ne arriveranno senz’altro molti altri perché alla base di una buona voce c’è una buona respirazione, quindi state sintonizzati! 🙂

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