Motivational

Motivational Singing: Fede nella propria voce

title: Motivational Singing

Un giorno parlavo con una mamma che mi diceva che lei avrebbe sempre voluto cantare ma aveva accantonato questo suo sogno per lungo tempo. I motivi per cui accantoniamo una nostra passione sono i più svariati tra cui il tempo, la paura, l’insicurezza. Proprio queste ultime due, paura ed insicurezza, sono quegli elementi che ci bloccano, anche solo quando proviamo un esercizio di canto. Tutte le accezioni negative del tipo: “Non ci riesco!”, “Non ce la farò mai”, sono tutti pensieri che portano a fallire quello che stiamo facendo.

Leggendo “Lo Spirito Creativo” di Daniel Goleman, ho trovato degli spunti molto interessanti applicabili anche al canto e al nostro essere mentre ci dedichiamo a questa attività. Goleman ci da quattro strumenti per sviluppare la nostra creatività e il canto ha veramente bisogno di creatività e di sperimentazione per poter provare suoni che non hai emesso prima ci vuole davvero fantasia.

In pratica, Goleman, individua quattro strumenti, molto potenti, che ci permettono quindi di sviluppare la creatività. Vediamoli:

  • La fede nella creatività;
  • L’assenza di censura
  • L’osservazione precisa
  • Le domande penetranti.

Oggi vediamo la fede nella creatività ma la trasformiamo in fede nella nostra voce. Tante ma tantissime persone partono con le lezioni di canto moderno sul piede di guerra contro la loro voce. Poverina, che avrà mai fatto? La fede deve essere ragionevole, nel senso è giusto dire: “Ok, sono venuto a lezione perché devo imparare ad educare la voce” ma vi assicuro che anche il lato opposto, ovvero colui che invece è troppo convinto di avere una voce perfetta, che ha una vera propria adorazione per la propria voce, è il male assoluto.

Quello con la voce “perfetta”  non ci interessa oggi, vediamo invece perché invece un po’ di fede nella nostra voce dovremmo averla. Prima di tutti è un potentissimo mezzo di comunicazione, la usiamo per parlare, cantare, ridere, piangere, gridare. La usiamo per tutto. Ci permette di trasmettere i nostri stati d’animo senza doverci pensare. E’ una cosa così naturale che nemmeno ci facciamo più caso, anche se a ben vedere quando un bambino inizia dire le prime parole siamo attentissimi! …Poi ci dimentichiamo! L’altro punto fondamentale è che la nostra voce è unica! Non ne esiste un’altra uguale, può essere simile, vedi gli imitatori che riescono a rendere simile la loro voce ad altre, simile… non uguale. La tua voce è unica, il tuo timbro è unico perché la scatola che la contiene (il tuo corpo) è unico.  E allora perché ogni tanto la prendiamo in odio?

Se già ti stai facendo mille castelli e mille “paturnie” in testa è perché davvero ci tieni. Noi che amiamo cantare, amiamo esprimerci attraverso il canto ma dato che la voce ce l’hanno tutti è il primo elemento che viene criticato musicalmente parlando e a volte anche senza la parola “musicalmente”. Es. cantante professionista canta e Peppino, che ha sempre cantato sotto la doccia, critica la tecnica vocale senza saperne niente.

Queste critiche fanno male, altroché se fanno male. Ci buttano giù tanto che quando apriamo la bocca la volta successiva abbiamo sempre il tarlo di Peppino (per non chiamarlo in altri modi) che è lì presente, finché non ce ne liberiamo.

Stesso tarlo ovvero pensiero costante, quando cantiamo una canzone e ci fissiamo su una nota, magari proprio quella nota alta che non riusciamo a raggiungere o magari quell’attacco difficile. E allora parti a cantare la canzone pensando continuamente al minuto X dove incontrerai l’ostacolo. Fermati!!! Se stai già pensando all’ostacolo vuol dire che stai già cantando male tutta la parte prima perché non gli stai prestando la giusta attenzione. 

E’ difficilissimo liberarsi di questi pensieri, ma si può .  Ci dobbiamo focalizzare su altri pensieri, altri punti di forza.  Oggi parliamo di “fede nella voce”.  La nostra voce è un amica su cui dobbiamo far affidamento senza doverci pensare, ci di dobbiamo fidare. Il nostro cervello, invece è un po’ più dispettoso.

Seguendo quello che ci propone Golemam in merito alla fede nella creatività, ecco qui le risorse interiori che abbiamo a disposizione e che ci dimentichiamo di avere:

  • Intuito: lasciarsi guidare dall’intuito, se quella canzone non viene perfettamente come quella del cantante originale, forse dovresti provare a metterci del tuo. Quella canzone è stata scritta per quel cantante e non per te. Prova a lasciarti guidare dal tuo intuito, magari ti arriva un lampo di genio che ti permette di creare una cover migliore della canzone originale.
  • Volontà: se non c’è volontà, puoi chiudere baracca e burattini perché senza la volontà di mettersi a fare gli esercizi e di volersi migliorare non si va da nessuna parte. Senza la volontà non si è in grado di sormontare in grado di sormontare i piccoli problemi e gli ostacoli che potremmo incontrare nello studio del canto.
  • Gioia: ricevere piacere dall’attività che stai facendo e godersi la ricompensa, che applicata al canto potrebbe essere intesa, godersi ogni respiro e la melodia che ne viene fuori, rilassandosi ed essere felici perché abbiamo un voce con cui poterci esprimere.
  • Coraggio: è la prima delle risorse che ci permette di superare la paura e le critiche che tentano di fermarci. Travolgile con il coraggio, prenditi i tuoi rischi senza vergogna. I geni creativi sono tutte persone che non si sono “autocensurate”… (adesso ci arrivo!).
  • Comprensione: è quella “che ci permette di collaborare con gli altri e apprezzare i loro sforzi”, dice Goleman,  ma non solo anche i propri sforzi, aggiungerei. Quante volte i nostri cliché culturali (di bellezza vocale) ci hanno fatto odiare la nostra voce  e nonostante l’esercizio vocale, che non era uscito malaccio, abbiamo dimenticato di “celebrare” il nostro piccolo traguardo raggiunto? Se siamo in grado di comprendere gli errori e trovare una soluzione per risolverli, la comprensione è quella che ci permette di zittire la voce dell’autocensura che scoraggia l’assunzione del rischio.  No, no, non ci sono scuse! 🙂 Basta scuse!

Prendiamo queste risorse e applichiamole alla prossima canzone che canterai. Invece di pensare al punto difficile o alle critiche di Peppino, che continuerà a cantare sotto la doccia, chiediti:

  1.  Sto sperimentando abbastanza su questa canzone? Cosa posso fare per migliorarla o modificarla? (risvegliamo l’intuito e la volontà).
  2. Sono felice mentre sto cantando? Come mi sento mentre sto cantando? (risvegliamo la gioia).
  3. Adesso prendo e mi metto a cantare ovunque io sia… supermercato, scuola, lavoro… Non ti nascondere! (risvegliamo il coraggio).
  4. Mi sto lasciando andare veramente? Sono un tutt’uno con la musica? (risvegliamo la comprensione)

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