Tecnica Vocale

Voce: Classificazione delle voci maschili

A grande richiesta dopo l’articolo della classificazione delle voci femminili, eccomi con la classificazione delle voci maschili.

Se ti sei perso l’articolo sulla classificazione delle voci femminili lo puoi leggere qui!

Iniziamo subito! Magari ti sarà già capitato di sentire delle parole come “tenore”, “basso” o “baritono”. Bene, queste sono le denominazioni con cui vengono classificate, nell’ambito della musica classica o corale le voci maschili.

Voglio ricordarti appunto che questa classificazione è una classificazione che nella musica leggera (cioè tutto quello che non è classico, dal rock al pop, dal jazz al blues e così via) è un po’ da prendere con le pinze perché in realtà, noi fortunelli della musica leggera utilizziamo il microfono che ci permette di catturare anche quelle note che sono troppo alte o troppo basse da cantare con una certa intensità.

Anche le voci maschili, quindi, vengono classificate in base al range vocale, ovvero dalla nota più bassa a quella più alta che il cantante riesce a produrre con una certa intensità.

  • Tenore
  • Baritono
  • Basso

I tenori sono i cantanti che raggiungono le note più acute mentre i bassi, come dice la parola stessa, raggiungono le note più gravi.

Questa classificazione ovviamente si basa sulla conformazione fisica e sulla struttura della laringe. Generalmente chi ha la laringe stretta e corde vocali corte emette con facilità note più acute, viceversa chi ha la laringe larga con corde lunghe avrà facilità ad emettere note gravi.

Attenzione! Non è detto che se sei tenore non potrai mai cantare le note gravi e viceversa, anzi lo potrai fare, con la consapevolezza che il tuo range vocale però è un altro. Generalmente diciamo che per un tenore saranno più confortevoli le note acute mentre al basso le note gravi, ma ciò non significa che non possano fare queste note. Questa classificazione si basa sul range standard scelto dal compositore per assegnare le parti al cantante, in cui il compositore sa che la voce scelta avrà un determinato impatto e una determinata efficacia.

Ma come si fa a stabilire il proprio range vocale?

Per stabilire il proprio range vocale è necessario fare una prova sulla nota più bassa e sulla nota più acuta che si riesce a raggiungere. Il mio consiglio è di non provarci se sei un principiante.

Mamma mia quanto sono cattiva. No, non sono cattiva! E’ che se non sai usare bene il diaframma e una respirazione corretta succede che per raggiungere la nota alta spingi, così come per quella bassa e sarebbe un risultato “fake“. La bella notizia invece è che se inizi ad utilizzare una buona respirazione potresti anche andare oltre alla nota che ti sei prefissato…ovviamente tutto nei limiti del range che mamma Natura ti ha donato!

Quindi allenati bene, facendo esercizi mirati che ti aiutino a prendere consapevolezza della tua respirazione e delle potenzialità della voce senza dover spingere per arrivare a determinate note e di sicuro riuscirai a capire quali sono gli estremi del tuo range vocale. Se ti serve un aiuto sugli esercizi da fare per migliorare la tua performance puoi unirti al gruppo Facebook Stonati per caso. Siamo fighissimi! 🙂

Vediamo nel dettaglio i range vocali delle voci maschili.

IL RANGE VOCALE: TENORE

Il tenore è il re delle note acute maschili.

L’estensione del tenore va generalmente tra do2 al do4. Il do4 è quello che viene definito il famoso do di petto Ovviamente questa è l’estensione standard da repertorio e non l’estensione effettiva del cantante, perché questo dipende da Madre Natura. Diciamo che se vuoi fare il tenore queste note le devi avere!

IL RANGE VOCALE: BARITONO

Il baritono è una delle voci a mio parere più interessanti. E’ una voce a metà tra un tenore e un basso.

L’estensione del baritono va generalmente da la1 al sol3. Esistono diversi tipi di baritono che danno colore alle opere, ad esempio il baritono leggero o baritono chiaro presente ne “L’Orfeo”, oppure il baritono lirico o cantabile presente ne “La Bohème”. Altri tipi di baritono sono ad esempio il baritono lirico spinto o lirico-drammatico che ritroviamo in “Macbeth” o il baritono drammatico del “Nabucco”.

Nella musica leggera esistono moltissimi cantanti definiti baritoni, ovviamente supportati da un buon microfono, ma che vanno forte sulle note di questo range. Un esempio Serj Tankian,ex cantente dei System of a Down, definito baritono, ma ti assicuro che riesce a spaziare dal falsetto al growl senza difficoltà.

IL RANGE VOCALE: BASSO

Il basso è la voce più grave tra le voci maschili. Eh già, e chi l’avrebbe mai detto? I bassi sono rarissimi, tanto che quando ne senti uno te ne accorgi eccome!

Mi ricordo anni fa che in una fantastica osteria montana c’era una tavolata di uomini che si sono messi ad intonare alcuni canti e di queste trenta voci una mi è rimasta molto impressa. La voce di questo uomo così bassa che faceva la seconda voce a tutta la tavolata e da solo ce la faceva a sostenerla. Inutile dire che sono andata a fargli i complimentoni.

L’estensione del basso generalmente da Fa1 a Fa3. Alcuni bassi riescono a scendere sotto il Fa1 pur mantenendo il Fa3.

Per oggi abbiamo finito, ma mi raccomando non ti fissare con queste classificazioni e dai alla tua voce il tempo di maturare in modo sereno. Non costringerti a raggiungere note altissime e bassissime, è come correre i 100 metri senza allenamento. Perderesti, a meno che tu non sia un alieno!

Ricordati sempre che se canti musica leggera questa suddivisione è relativa perché come dicevo prima il microfono è un grandissimo aiuto per poter utilizzare tutto il range vocale.

Si dice che Madre Natura ci abbia donato 3 ottave e mezzo di estensione quindi non ti preoccupare c’è speranza!

Se vuoi leggi anche: “Respirazione diaframmatica: Proviamoci!”

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Cultura Musicale

Giornata mondiale della voce

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Che bello! Oggi è la giornata mondiale della voce.

Ogni anno il 16 aprile si festeggia la giornata mondiale della voce e questo giorno è stato scelto appunto per sensibilizzarci sull’uso corretto della voce e alla sua importante funzione nella comunicazione.

E’ stata istituita nel 1999 e quindi oggi festeggia ben vent’anni, quindi doppi auguri!

Oggi vi lascio anche cinque mini regole di igiene vocale per avere sempre la voce al top:

  1. Evita di parlare troppo in fretta, prendi il fiato e i respiri. Ti ricordi quando la maestra ti faceva notare che c’era la punteggiatura quando leggevi, bene è la stessa cosa, prendi il fiato e muovi le labbra per agevolare l’uscita della voce. Molte volte quando sembra che borbottiamo è perché soffriamo di un po’ di pigrizia labiale, hai presente quando sei stanco che non ce la fai più e non riesci nemmeno a parlare? Oppure magari hai troppe cose da dire e i movimenti corretti che calcano le consonanti e le vocali si perdono nel vortice delle cose da dire.
  2. Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno per aiutare le corde vocali a rimanere idratate. E’ consigliabile che l’acqua sia a temperatura ambiente e non fredda da frigorifero ma soprattutto è necessario berla a piccoli sorsi per evitare di riempire lo stomaco e causare spiacevoli inconvenienti tipo… il ruttino. Eh sì, perché con l’acqua mandi giù anche un po’ d’aria. Quindi mi raccomando piccoli sorsi, acqua ad una temperatura accettabile e soprattutto piccoli sorsi senza esagerare.
  3. Abbasso il caffé e il tè o le bevande che contengono caffeina. Oooh le sento già le voci: “Oh no ma io il caffè!!! Come faccio senza?”. Eh lo so, lo so… anch’io soffro con te. Amo molto il caffè ma è appurato che favorisce la disidratazione e la diuresi. Quindi niente… dai ce la possiamo fare anche con un decaffeinato.
  4. Non urlare per farti sentire cercando di sovrastare il rumore. Lunedì mattina ero in una scuola elementare e con tutti gli studenti nella hall della scuola ti assicuro che non è stato per nulla facile attirare la loro attenzione. Servirebbe una tromba da stadio ogni tanto. In ogni caso una situazione del genere può capitare anche al ristorante con il fracasso delle stoviglie oppure il più classico il figlio che dal piano di sopra urla alla mamma e la mamma che urla in risposta dal piano di sotto. No! Per quanto sia stancante… piuttosto fate le scale, ma non urlate!
  5. Avere uno stile di vita sano. Questo consiglio si sposa veramente ad un sacco di cause e pensare che lo sappiamo che ci fa bene avere uno stile di vita sano ma a noi piace incasinarci e complicarci la vita. Magari sei un giovanissimo e magari digerisci anche le pietre in questo momento ma ti posso assicurare che dopo un po’ le pietre non le digerisci più. Il corpo in qualche modo ha delle necessità diverse man mano che va avanti e il metabolismo cambia, così vedi bambini che mangiano di tutto e di più e bruciano calorie giocando e poi vedi me che mangio una fetta biscottata e si va ad accomodare sul sedere. Proviamoci: niente fumo, moderare gli alcolici (che possono causare reflusso), pasti regolari  e anche un bel riposo adeguato.

Wow, certo che per volersi bene ce ne sono di cose da fare, ma c’è anche da dire che se trattiamo bene la nostra macchina essa ci ripagherà! I risultati li vedremo sulla macchina stessa e sulla nostra voce e quindi che dire… BUONA GIORNATA MONDIALE DELLA VOCE A TUTTI!!!

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Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Cultura Musicale

10 canzoni di Natale bellissime!

Siamo nel pieno del periodo natalizio. Ovunque luci, alberi, cappellini rossi e tra i mercatini di artigianato anche il sottofondo musicale che non può mancare, se no che festa è?

Giacomo, il mio bimbo, ha la passione per una canzone di Natale, di cui credo che almeno un milione di visualizzazioni del video, siano nostre! 🙂 Vi svelerò a breve di quale canzone si tratta!

“Se nel mondo vuoi portare la magia del Natale, più forte che puoi devi cantare” – Elf (il film)

Le canzoni di Natale creano un’atmosfera magica e fanno venire il buon umore. Se tutti fossimo di buon umore sai che pacchia e che bel vivere! Anche alle persone un po’ acide… una bella cura di canzoni di Natale.

Ecco qui, quindi, una lista di 10 canzoni che non devono mancare nella playlist di Natale:

  • Jingle Bells Rock:  Eccola qui la canzone incriminata! Il milione di visualizzazioni su Youtube è nostro. Bravo Giacomino! Scritta da Joseph Carleton Beal e James Ross Boothe, interpretata da molti ma ben conosciuta per la versione del 1957 di Bobby Helms (tra l’altro vi consiglio di ascoltare anche i suoi album sono molto carini).
  • Last Christmas: Una bella canzone d’amore natalizia, che è un classicone. Era il dicembre 1984, capelli cotonati sia per lei che per lui e i Wham con la voce di George Michael ci regalavano questa meraviglia.
  • Let It Snow:  con le parole di Sammy Cahn e la musica di Jule Styne, nel luglio (veramente luglio?) del 1945 nasce questa canzone, che ci ricordiamo soprattutto con la stupenda voce di Dean Martin.
  • Rockin’ around the Christmas Tree:  questa canzone per noi degli anni 80 è nota per un famoso film… di Natale, ovvero “Mamma ho perso l’aereo” (titolo originale “Home Alone”). La canzone è stata scritta da Johnny Marks e interpretata da Brenda Lee nel 1958.
  • Run Run Rudolph: inizia come Johnny B. Goode anche se non lo è! Ma l’artista è sempre lui, il mitico Chuck Berry. Scritta da nuovamente da Johnny Marks con Marvin Brodie e uscita per la prima volta nel 1958. La canzone è un dialogo tra i bambini e Babbo Natale in merito ai giocattoli!
  • It’s the most wonderful time of the year: interpretata dalla bellissima voce di Andy Williams, i compositori Edward Pola e George Wyle ci regalavano questo capolavoro nel 1963. La canzone fu inserita nell’album di esordio di Andy Williams ma non fu promossa come singolo. Tuttavia fu utilizzata talmente tanto per il cinema e per la pubblicità che la canzone ha raggiunto ormai una notorietà impossibile da cancellare.
  • White Christmas: è stata scritta  di Irving Berlin (compositore di brani come “Cheek to Cheek”) ed interpretata da Bing Cosby. La canzone è famosissima ed è stata tradotta in molte lingue. Anche noi in Italia abbiamo la nostra versione  dal titolo… “Bianco Natale”.
  • Rudolph the Red Nosed Reindeer: scritta da Johnny Marks (no, dai, non ci credo è proprio un creatore di capolavori natalizi). Ispirata dalla favola di Robert Lewis May, che racconta la storia della nona renna di Babbo Natale che salva il Natale grazie al suo naso rosso che si illumina, la canzone è uscita nel 1949 ed interpretata dall’attore e cantante Gene Autry.
  • All I want for Christmas is you: quante e quante di vi hanno cantato, urlato e sbraitato questa canzone? Interpretata da Mariah Carey e scritta a quattro mani con Walter Afanasieff, la canzone è uscita a Novembre 1994. E’ stata successivamente anche da altri astisti di cui sicuramente è da ricordare la versione di Michael Bublé.
  • The magic of Christmas Day: questa canzone fa parte del “lato b” dell’album “These Are Special Time” di Céline Dion uscito nel 1998. La canzone un po’ meno conosciuta rispetto alle altre ma è  sicuramente una perla sia per la musica che per l’interpretazione.  Da cantare a squarciagola!

Bene, spero che abbiate trovato qualcosa di carino nelle canzoni che vi  ho proposto ma soprattutto se avete consigli su canzoni di Natale siete i benvenuti e scrivetele nei commenti. La cultura musicale…natalizia… è molto importante!

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Motivational

Motivational Singing: Fede nella propria voce

title: Motivational Singing

Un giorno parlavo con una mamma che mi diceva che lei avrebbe sempre voluto cantare ma aveva accantonato questo suo sogno per lungo tempo. I motivi per cui accantoniamo una nostra passione sono i più svariati tra cui il tempo, la paura, l’insicurezza. Proprio queste ultime due, paura ed insicurezza, sono quegli elementi che ci bloccano, anche solo quando proviamo un esercizio di canto. Tutte le accezioni negative del tipo: “Non ci riesco!”, “Non ce la farò mai”, sono tutti pensieri che portano a fallire quello che stiamo facendo.

Leggendo “Lo Spirito Creativo” di Daniel Goleman, ho trovato degli spunti molto interessanti applicabili anche al canto e al nostro essere mentre ci dedichiamo a questa attività. Goleman ci da quattro strumenti per sviluppare la nostra creatività e il canto ha veramente bisogno di creatività e di sperimentazione per poter provare suoni che non hai emesso prima ci vuole davvero fantasia.

In pratica, Goleman, individua quattro strumenti, molto potenti, che ci permettono quindi di sviluppare la creatività. Vediamoli:

  • La fede nella creatività;
  • L’assenza di censura
  • L’osservazione precisa
  • Le domande penetranti.

Oggi vediamo la fede nella creatività ma la trasformiamo in fede nella nostra voce. Tante ma tantissime persone partono con le lezioni di canto moderno sul piede di guerra contro la loro voce. Poverina, che avrà mai fatto? La fede deve essere ragionevole, nel senso è giusto dire: “Ok, sono venuto a lezione perché devo imparare ad educare la voce” ma vi assicuro che anche il lato opposto, ovvero colui che invece è troppo convinto di avere una voce perfetta, che ha una vera propria adorazione per la propria voce, è il male assoluto.

Quello con la voce “perfetta”  non ci interessa oggi, vediamo invece perché invece un po’ di fede nella nostra voce dovremmo averla. Prima di tutti è un potentissimo mezzo di comunicazione, la usiamo per parlare, cantare, ridere, piangere, gridare. La usiamo per tutto. Ci permette di trasmettere i nostri stati d’animo senza doverci pensare. E’ una cosa così naturale che nemmeno ci facciamo più caso, anche se a ben vedere quando un bambino inizia dire le prime parole siamo attentissimi! …Poi ci dimentichiamo! L’altro punto fondamentale è che la nostra voce è unica! Non ne esiste un’altra uguale, può essere simile, vedi gli imitatori che riescono a rendere simile la loro voce ad altre, simile… non uguale. La tua voce è unica, il tuo timbro è unico perché la scatola che la contiene (il tuo corpo) è unico.  E allora perché ogni tanto la prendiamo in odio?

Se già ti stai facendo mille castelli e mille “paturnie” in testa è perché davvero ci tieni. Noi che amiamo cantare, amiamo esprimerci attraverso il canto ma dato che la voce ce l’hanno tutti è il primo elemento che viene criticato musicalmente parlando e a volte anche senza la parola “musicalmente”. Es. cantante professionista canta e Peppino, che ha sempre cantato sotto la doccia, critica la tecnica vocale senza saperne niente.

Queste critiche fanno male, altroché se fanno male. Ci buttano giù tanto che quando apriamo la bocca la volta successiva abbiamo sempre il tarlo di Peppino (per non chiamarlo in altri modi) che è lì presente, finché non ce ne liberiamo.

Stesso tarlo ovvero pensiero costante, quando cantiamo una canzone e ci fissiamo su una nota, magari proprio quella nota alta che non riusciamo a raggiungere o magari quell’attacco difficile. E allora parti a cantare la canzone pensando continuamente al minuto X dove incontrerai l’ostacolo. Fermati!!! Se stai già pensando all’ostacolo vuol dire che stai già cantando male tutta la parte prima perché non gli stai prestando la giusta attenzione. 

E’ difficilissimo liberarsi di questi pensieri, ma si può .  Ci dobbiamo focalizzare su altri pensieri, altri punti di forza.  Oggi parliamo di “fede nella voce”.  La nostra voce è un amica su cui dobbiamo far affidamento senza doverci pensare, ci di dobbiamo fidare. Il nostro cervello, invece è un po’ più dispettoso.

Seguendo quello che ci propone Golemam in merito alla fede nella creatività, ecco qui le risorse interiori che abbiamo a disposizione e che ci dimentichiamo di avere:

  • Intuito: lasciarsi guidare dall’intuito, se quella canzone non viene perfettamente come quella del cantante originale, forse dovresti provare a metterci del tuo. Quella canzone è stata scritta per quel cantante e non per te. Prova a lasciarti guidare dal tuo intuito, magari ti arriva un lampo di genio che ti permette di creare una cover migliore della canzone originale.
  • Volontà: se non c’è volontà, puoi chiudere baracca e burattini perché senza la volontà di mettersi a fare gli esercizi e di volersi migliorare non si va da nessuna parte. Senza la volontà non si è in grado di sormontare in grado di sormontare i piccoli problemi e gli ostacoli che potremmo incontrare nello studio del canto.
  • Gioia: ricevere piacere dall’attività che stai facendo e godersi la ricompensa, che applicata al canto potrebbe essere intesa, godersi ogni respiro e la melodia che ne viene fuori, rilassandosi ed essere felici perché abbiamo un voce con cui poterci esprimere.
  • Coraggio: è la prima delle risorse che ci permette di superare la paura e le critiche che tentano di fermarci. Travolgile con il coraggio, prenditi i tuoi rischi senza vergogna. I geni creativi sono tutte persone che non si sono “autocensurate”… (adesso ci arrivo!).
  • Comprensione: è quella “che ci permette di collaborare con gli altri e apprezzare i loro sforzi”, dice Goleman,  ma non solo anche i propri sforzi, aggiungerei. Quante volte i nostri cliché culturali (di bellezza vocale) ci hanno fatto odiare la nostra voce  e nonostante l’esercizio vocale, che non era uscito malaccio, abbiamo dimenticato di “celebrare” il nostro piccolo traguardo raggiunto? Se siamo in grado di comprendere gli errori e trovare una soluzione per risolverli, la comprensione è quella che ci permette di zittire la voce dell’autocensura che scoraggia l’assunzione del rischio.  No, no, non ci sono scuse! 🙂 Basta scuse!

Prendiamo queste risorse e applichiamole alla prossima canzone che canterai. Invece di pensare al punto difficile o alle critiche di Peppino, che continuerà a cantare sotto la doccia, chiediti:

  1.  Sto sperimentando abbastanza su questa canzone? Cosa posso fare per migliorarla o modificarla? (risvegliamo l’intuito e la volontà).
  2. Sono felice mentre sto cantando? Come mi sento mentre sto cantando? (risvegliamo la gioia).
  3. Adesso prendo e mi metto a cantare ovunque io sia… supermercato, scuola, lavoro… Non ti nascondere! (risvegliamo il coraggio).
  4. Mi sto lasciando andare veramente? Sono un tutt’uno con la musica? (risvegliamo la comprensione)

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Cultura Musicale

La libreria musicale: riflessioni e ricordi

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Ricordo che nella mia vita ho avuto i miei vari periodi musicali. Attualmente canto rock e blues ma la mia “formazione canora” l’ho fatta su altri generi. Non c’era internet al tempo quindi ascoltavi quello che potevi dalla radio tenendoti pronto a registrare sulla cassetta nel mangianastri. Quando trovavi il tuo artista preferito e premevi REC era un po’ come aver vinto alla lotteria! Ci facevamo delle compilation intere che ascoltavamo con il walkman. Le batterie non bastavano mai e la voce del cantante si trasformava in quella di un demone dell’inferno… Il nastro rallentava e niente, fine. Non esistevano Power bank. Le batterie erano le classiche stilo. Non potevamo permetterci di comprare i dischi. Le musicassette costavano sui 20.000 lire e poi con l’avvento dei Compact disc e dell’euro i prezzi della musica sono lievitati.

Oggi in famiglia acquistiamo ancora CD. Mio marito ne ha proprio il culto. Abbiamo una libreria musicale, un mobile pieno di CD che il nostro bimbo punta sempre. Alcuni li abbiamo dovuti spostare. Se si butta un occhio alla nostra libreria è facile pensare che siamo dei pazzi…. ma a noi la musica piace! Passiamo dall’heavy metal alle canzoni popolari, dal blues al rock, dal jazz al rockabilly.

Al giorno d’oggi non si ha più tempo di ascoltare! La musica si sente! Si sente solo! Non diamo tanta importanza all’artista, non diamo importanza al fondello che si  è fatto per creare quella musica. Non sappiamo cosa c’è dietro la produzione di una canzone.

Alcuni dicono “La musica è di tutti”. Per me non è proprio così. La musica è fruita da tutti ma non è tua. E’ dell’artista che disperato perché la ragazza l’ha lasciato, ha scritto un brano per sfogare il suo dolore. E’ del musicista che ha messo il suo cuore nelle note che si susseguono l’una con l’altra. E’ dell’artista che si è fatto ore e ore di sala prove per trovare il giusto sound, che è stato vigile in tutte le fasi della produzione della sua canzone o del suo album. E’ quello che ha dato fiducia al suo progetto e ha tirato fuori il “grano” (cit. Montemagno) per pagare SIAE, grafiche e duplicatore per il suo CD.

Abbiamo una grande fortuna oggi. Internet ci permette di ascoltare tutto. Talmente tante informazioni che per gli artisti catturare quei dieci secondi della tua attenzione è come riuscire finalmente a dire “Ehi, aspetta ho qualcosa da dire!”.

A tutti gli artisti in ascolto, non abbiate timore. Il vostro ascoltatore è dall’altro capo. La concorrenza è tanta, i disturbatori pure ma coraggio e pazienza sono le armi migliori per far ascoltare la vostra musica. Non abbattetevi dietro ad un commento sgradevole, i leoni da tastiera sono tanti e quando li prendi dal vivo sono agnellini o pecorelle. Non piangetevi addosso se qualcosa va storto, rimboccatevi le maniche e fate vedere che voi qualcosa da dire lo avete.


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Dico queste cose perché sono passati tanti anni o meglio, ho tanti anni sulle spalle e quello che dico sempre alle giovani ragazze a lezione è che non è necessario diventare famosi per fare questo lavoro. Ci sono musicisti e cantanti che fanno questo di professione e non incassano i cachet di altri artisti molto più famosi, ma comunque fanno questo di mestiere. Turnisti, session musicians e session singers… ce n’è per tutti i gusti. Certo un po’ di fama non fa schifo ma questo perché ti permette di avere più valore sul mercato e puoi alzare l’asticella del cachet. La sola fama non ti aiuta a pagare le bollette.

Personalmente non diventerò molto famosa ma passata una certa 😀 non è poi così importante perché capisci che quello che ami fare lo stai già facendo e che hai rivoluzionato la tua vita per arrivarci. Quindi comunque vada… si può! Non diventerò ricca per i concerti, non diventerò ricca per le vendite degli album (che tra l’altro se volete ascoltare oltre i dieci secondi eccolo qui “Revenge of Souls”), non diventerò ricca  ma finché avrò voce continuerò a cantare!

E tu? Hai trovato il tuo coraggio?

 

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Tecnica Vocale

Voce: classificazione delle voci femminili

“Mi ricordo la prima lezione di canto, anni or sono, in cui convinta di essere un soprano scoprii di essere un contralto. Così mi disse l’insegnate al tempo. Ci rimasi un po’ male perché per me le note acute erano belle e rispecchiavano il mio idolo di allora (Celine Dion) su cui mi ero allenata parecchio. Con il tempo e la nuova consapevolezza ho scoperto cosa potevo fare con quello che madre Natura mi aveva donato!”
Mara, 2010 – VLog

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Ma cosa significano queste parole? Soprano? Contralto?

Siccome nel mondo classifichiamo e cataloghiamo tutto, anche le voci vengono classificate in sottogruppi che corrispondono a determinati range vocali (ovvero dalla nota più bassa a quella più alta che una voce può emettere).

Vediamo come vengono classificate le voci femminili:

  • Soprano
  • Mezzo soprano
  • Contralto

I soprani sono quelli che raggiungono le note più acute mentre i contralti si dedicano alle note gravi.

Ovviamente siamo tutte diverse e infatti la voce che è univoca per ogni individuo dipende dalla conformazione fisica e della laringe. Chi ha la laringe stretta e le corde vocali corte generalmente ha la voce acuta. Chi invece ha la laringe larga con corde vocali lunghe avrà la voce più grave.

Attenzione! Non è detto che se sei soprano non potrai mai cantare le note gravi e viceversa, anzi lo potrai fare, con la consapevolezza che il tuo range vocale però è un altro. Generalmente diciamo che ad un soprano saranno più confortevoli le note acute mentre al contralto le note gravi, ma ciò non significa che non possano fare queste note.

LA RIVELAZIONE

La rivelazione è che nella musica leggera (che comprende tutto quello che non è classico) questa distinzione tra le voci poco importa. Questo perché nel canto lirico esistono repertori per ogni classificazione ed è per questo che è necessario sapere a quale classificazione si appartiene, appunto perché il metodo di canto non richiede microfoni ed amplificazione ed è quindi necessario che tutte le note possano essere udite.

Noi fortunelli del microfono non abbiamo questo problema, anzi, a volte possiamo osare e spingerci a fare una nota ai limiti del nostro range vocale (quindi più sottile e poco udibile) grazie all’amplificazione tecnologica. Della serie … tanto esce!

Per stabilire il proprio range vocale è necessario fare una prova sulla nota più bassa e sulla nota più acuta che si riesce a raggiungere. Il mio consiglio è di non provarci se siete principianti. Mamma mia quanto sono cattiva. No, non sono cattiva! E’ che se non sai usare bene il diaframma e una respirazione corretta succede che per raggiungere la nota alta spingi, così come per quella bassa e sarebbe un risultato “fake“. La bella notizia invece è che se inizi ad utilizzare una buona respirazione potresti anche andare oltre alla nota che ti sei prefissato…ovviamente tutto nei limiti del range che mamma Natura ti ha donato!

Vediamo allora come sono questi range vocali delle voci femminili.


Ehi! Lo sai che cos’è 10-10-10eLode?

Il percorso gratuito di 10 giorni con altre 9 persone come te che vogliono scoprire i trucchi e i segreti dei cantanti!

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IL RANGE VOCALE: SOPRANO

Il soprano e le note acute… aaaaah! C’è una bella barzelletta da orchestra, a me fa sempre ridere.

"Qual è la differenza tra un soprano e un piranha?... il rossetto!"

A parte gli scherzi, ecco qui di seguito il range vocale del soprano e se qualcuno ve lo chiedo si dice “soprano” e non “soprana” 🙂

L’estensione del soprano va generalmente da do3 al do5. Questo è da intendersi come estensione che viene utilizzata nel repertorio, non estensione effettiva della voce che come detto prima può variare da persona a persona. Il mondo è bello perché è vario! 🙂

IL RANGE VOCALE: MEZZO SOPRANO

Il mezzo soprano se ne sta buonino lì in mezzo. Ci sono tantissime artiste che sono dei mezzosoprano e in diversi generi musicali.
L’estensione del mezzo soprano va generalmente da la2 al si♭4. Questo è da intendersi come estensione che viene utilizzata nel repertorio, che a volte può andare anche oltre il si♭4. In ogni caso non è da intendersi come estensione effettiva della voce, ma come note comode del cantante.

IL RANGE VOCALE: CONTRALTO

E’ la voce con il range più basso per quanto riguarda le voci femminili. Piccola curiosità: veniva utilizzata in passato al posto del contraltista che in pratica era l’uomo castrato (ohibò), definito anche cantante evirato,  che cantava nello stesso registro.

L’estensione del contralto va generalmente da fa2 al sol4. E’ una voce molto rara e l’estensione indicata dal repertorio è riduttiva perché i contralti possono estendersi sia verso le note alte del pentagramma, così come in quelle basse.
Ecco, ora sai come vengono classificate le voci femminili. Se hai dubbi o qualcosa da chiedere o qualcosa da aggiungere, scrivi nei commenti! 🙂

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Cultura Musicale, Motivational

10-10-10 e Lode – percorso gratuito 2019

Un percorso gratuito tutto per te che si chiama 10-10-10elode. Il corso è online ed è della durata di 10 giorni per raggiungere un bel 10 e lode con la propria canzone preferita. Desidero offrirti la possibilità di migliorare la tua canzone attraverso alcuni trucchi e segreti dei cantanti.

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WOOOOOOW!

Che cos’è questo programma?

E’ un fantastico percorso GRATUITO ed iscrivendoti riceverai ogni giorno per dieci giorni una mail nella tua casella di posta con un un link ad un video e un’attività da svolgere per migliorare la performance della tua canzone. Assolutamente no spam! Io odio la spam!

Per chi?

Dedicato a chi è principiante o a chi ha già un po’ di esperienza ma vuole approfondire.

Che cosa faremo?

Ogni partecipante sceglierà la sua canzone preferita e cercheremo in dieci giorni di renderla migliore sia a livello canoro che a livello di performance imparando qualche segreto del mestiere che aiuta sempre.

Dove?

Ovviamente Online… 🙂 Puoi farlo con i tuoi tempi e scrivermi se hai dubbi a info@maracecconato.com.

Puoi condividere le tue esperienze attraverso il gruppo di Facebook Stonati per Caso oppure su Instagram attraverso l’hashtag #101010elode. Ogni giorno risponderò alla community per dare indicazioni, consigli e rispondere alle domande.

Quando?

Ora…. per sempre! Quando vuoi puoi iniziare! Se non ricevi una mail e hai un account Gmail ti chiedo di controllare nella cartella Promozioni o Social, anche se ho fatto di tutto in modo che non finisca in quelle cartella. Se hai un altro tipo di account controlla anche sotto la cartella Spam. Per essere sicuro di ricevere sempre le mie email aggiungi: info@maracecconato.com ai tuoi indirizzi.

Quanto costa?

Assolutamente niente! Il percorso è gratuito!

Se pensi che questo percorso possa interessare a qualche tua amica o qualche tuo amico, condividilo con loro, oppure buttatevi insieme in questa avventura.

 

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Qualche dubbio o domanda? Scrivimi a info@maracecconato.com

 

Freelance Mom

Un'ora d'aria …impressioni

Il progetto “Un’ora d’aria” dedicato alle mamme che vogliono prendersi una pausa dalla quotidianità e rilassarsi attraverso la voce e la musica mi sta regalando grandi soddisfazioni.

Con il gruppo abbiamo lavorato attraverso dei giochi vocali, abbiamo provato a cantare in coro superando l’imbarazzo e abbiamo addirittura registrato un pezzo di una canzone.

So che ormai è associata al Natale, anche se leggendo tra le righe del testo vuol dire ben altro ma ci siam cantate “Così celeste” di Zucchero Fornaciari. Una canzone che bene o male tutte conoscevano. Abbiamo fatto su questa dei giochi di rimbalzo tra i versi e le parole, in cui ognuna si trovava a dover essere solista per quel momentino rapido e indolore e alla fine vi posso assicurare che il risultato è stato spettacolare.

Abbiamo registrato e qui vi lascio il prodotto di quello che abbiamo fatto in soli tre incontri.

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Direi meraviglioso così com’è meraviglioso l’affiatamento del gruppo che ogni volta non sa cosa aspettarsi dall’incontro.

Un grazie di cuore a Anna, Elena e Rosi! Mitiche!

 

Motivational

Ultimi giorni del 2017!

In questi giorni siamo tutti alle prese a fare i conti delle cose che sono andate bene e male nel 2017 e di come vorremmo migliorare il nostro 2018.

Da parte mia posso dire che il 2017 è stato veramente un anno ricco di emozioni, sia a livello personale che artistico. Non è stato un anno facile. Assolutamente no. Ci sono stati periodi neri, problemi di salute, incertezze sul futuro ma ho dimenticato tutto, o quasi, grazie alla nascita di Giacomo. Ora le difficoltà sono altre ma la gioia è immensa. Di sicuro quello che mi aspetto dal 2018 è un anno pieno di soddisfazioni! Dopo un anno difficile ce le meritiamo un po’ tutti!

Intanto vi ricordo che a gennaio si parte con Un’ora d’aria, il workshop di mamme e di musica. Se desiderate maggiori informazioni scaricate il pdf “Un’ora d’aria” cliccando qui.

un'ora d'aria banner facebook

Come dicevo nel precedente articolo, i posti sono limitati quindi chi fosse interessato dovrebbe gentilmente farmelo sapere attraverso il seguente form. Vai al form!

Il primo incontro è gratuito e si terrà  mercoledì 17 gennaio 2018. Per maggiori dettagli vedi il calendario con gli orari. Vai al calendario!

 
Bene! Non mi resta che augurarvi un felice anno nuovo, pieno di amore, salute e denaro!
Auguri!!
CeK

Motivational

Auguri e nuovi progetti per il 2018

E ormai siamo vicino al Natale! Ho aspettato un po’ per scrivere il post perché in questi giorni scommetto che vi hanno intasato la casella di posta di offerte, black cosi e ultima chiamata per acquistare l’ultimo corso o gadget tecnologico e tanti tanti auguri di Natale!

Ho aspettato un po’ perché ho dato priorità al mio Giacomo e ho dovuto abituarmi ai nuovi ritmi… compresi quelli notturni, nonché trovare il “buon momento” per scrivere e per creare che guarda caso non corrisponde mai al “buon momento” di Giacomo.  Ma durante le sue mini – nanne ho preso le vecchie carta e penna e ho iniziato a tirare le fila dei progetti per il 2018.

Il progetto che inizierò subito a gennaio è un progetto dedicato alle mamme che hanno bisogno di “un’ora d’aria” per staccare un po’ la spina. Infatti il progetto si chiamerà “Un’ora d’aria” proprio perché in quell’ora la mamma si deve rilassare e non pensare alle faccende quotidiane che la preoccupano. L’idea per il nome del progetto mi è stata ispirata da una cara allieva anni fa che durante la lezione di canto mi disse: “Finalmente ci voleva proprio, avevo bisogno di un’ora d’aria!” riferendosi alle due figlie.

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Come funziona? E’ un progetto per staccare la spina e liberare la mente attraverso il canto e la musica. Non sono richieste particolari esperienze e capacità nel canto, solo la voglia di interagire con altre mamme, in un ambiente sereno, senza parlare di pannolini, pappe e scuola.

Un incontro diverso dove l’importante è riuscire a liberare le emozioni attraverso la voce prendendo conscienza di sé. Il progetto si sviluppa in 5 incontri nei quali affronteremo alcune delle diverse tematiche legate alla voce attraverso esercizi pratici e divertenti.

Il primo incontro è gratuito e lo potete prenotare al seguente link: Compila il form!

Attenzione perché il laboratorio funzioni ho messo un limite massimo di sei persone. Per eventuali ulteriori interessati creeremo un nuovo gruppo.

Per ulteriori informazioni e dettagli in merito al laboratorio contattatemi: mara.cecconato@gmail.com

E allora cosa aspetti? Pensa anche a te mamma e fatti un bel regalo… prenditi…

“Un’ora d’aria”

A tutti voi auguri per un felice e sereno Natale!