Cultura Musicale

Celine Dion: un talento

Quest’anno tra le mie allieve ho tantissime ragazze delle medie e delle superiori! Sono molto felice perché con loro c’è uno scambio culturale musicale pazzesco. Loro mi insegnano le nuove canzoni di tendenza e io dall’alto della mia vecchiaia gli racconto e gli faccio sentire alcuni artisti a loro sconosciuti.

Questo articolo allora lo dedico a loro alle mie cantantissime!!!

Prima di Natale alla ricerca di canzoni natalizie da cantare, ho proposto loro alcuni brani interpretati da Celine Dion, nota cantante canadese dalla voce stupenda. Per tanti il nome Celine non vuol dire niente ma appena dico: “My heart will go on! La canzone del film Titanic?” (e comunque sì, Jack ci stava su quella porta galleggiante se solo Kate non si fosse spaparanzata come su una sdraio alle Maldive), dicevo, appena dico il nome del film tutte hanno il ricordo di averla già sentita.

Ma Celine era già una star mondiale prima con canzoni come “Power of Love” e “All by myself”.

I suoi show sono qualcosa di stupendo. Coinvolgono ballerini, comparse e ospiti musicisti. E lei come una dea sul palco canta anche note altissime senza apparente difficoltà. Guardatene qualcuno su YouTube, sono spettacolari!

C’è chi dice che negli anni è peggiorata o meno ma sta di fatto che i suoi lavori restano intramontabili.

Ma scopriamo qualcosa di più su di lei! Modella canadese, classe 1968, canta in francese, inglese, spagnolo e italiano. Eh sì, in italiano ha duettato sia con Luciano Pavarotti in “I Hate You Then I Love You” che con Andrea Bocelli in “The Prayer”.

Un’altra sua collaborazione in duetto assolutamente indimenticabile è quella con Peabo Bryson per la canzone del film Disney “La bella e la bestia”.

Per me, lei è stata una cantante che ha segnato molto il mio percorso canoro, che mi ha fatto veramente venire voglia di cantare, nonostante il mio timbro completamente diverso ogni tanto per sfogarmi le sue canzoni le canto a “squarciagola”, sempre volendosi bene, le canto anch’io!!!!

Celine da ragazzina saliva sul tavolo e cantava le canzoni di Barbara Streisand. Era il suo più grande idolo. Finché un giorno le capita proprio di duettare con Barbara con la canzone “Tell him”.

Alla fine me la becco pure nel libro di francese delle superiori. C’era un trafiletto molto interessante che raccontava la sua vita quotidiana da cantante con l’attenzione per l’alimentazione ma soprattutto la cura per la voce. Diceva appunto che per far riposare la voce a volte trascorre le giornate in silenzio. Un consiglio da dare anche a certe persone chiacchierone! Che ne dite?

Si sposa con René Angélil e purtroppo come altre donne vive la difficoltà di avere figli finché, grazie alla fecondazione in vitro nasce il suo primogenito a cui è dedicata la canzone “A New Day as Come”.

Dalla sua discografia sceglierei tre album in particolare. Trovo che siano veramente i più belli tra tutti:

E allora cosa aspettate andate a sentirvela! Buon ascolto!

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Cultura Musicale

La libreria musicale: riflessioni e ricordi

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Ricordo che nella mia vita ho avuto i miei vari periodi musicali. Attualmente canto rock e blues ma la mia “formazione canora” l’ho fatta su altri generi. Non c’era internet al tempo quindi ascoltavi quello che potevi dalla radio tenendoti pronto a registrare sulla cassetta nel mangianastri. Quando trovavi il tuo artista preferito e premevi REC era un po’ come aver vinto alla lotteria! Ci facevamo delle compilation intere che ascoltavamo con il walkman. Le batterie non bastavano mai e la voce del cantante si trasformava in quella di un demone dell’inferno… Il nastro rallentava e niente, fine. Non esistevano Power bank. Le batterie erano le classiche stilo. Non potevamo permetterci di comprare i dischi. Le musicassette costavano sui 20.000 lire e poi con l’avvento dei Compact disc e dell’euro i prezzi della musica sono lievitati.

Oggi in famiglia acquistiamo ancora CD. Mio marito ne ha proprio il culto. Abbiamo una libreria musicale, un mobile pieno di CD che il nostro bimbo punta sempre. Alcuni li abbiamo dovuti spostare. Se si butta un occhio alla nostra libreria è facile pensare che siamo dei pazzi…. ma a noi la musica piace! Passiamo dall’heavy metal alle canzoni popolari, dal blues al rock, dal jazz al rockabilly.

Al giorno d’oggi non si ha più tempo di ascoltare! La musica si sente! Si sente solo! Non diamo tanta importanza all’artista, non diamo importanza al fondello che si  è fatto per creare quella musica. Non sappiamo cosa c’è dietro la produzione di una canzone.

Alcuni dicono “La musica è di tutti”. Per me non è proprio così. La musica è fruita da tutti ma non è tua. E’ dell’artista che disperato perché la ragazza l’ha lasciato, ha scritto un brano per sfogare il suo dolore. E’ del musicista che ha messo il suo cuore nelle note che si susseguono l’una con l’altra. E’ dell’artista che si è fatto ore e ore di sala prove per trovare il giusto sound, che è stato vigile in tutte le fasi della produzione della sua canzone o del suo album. E’ quello che ha dato fiducia al suo progetto e ha tirato fuori il “grano” (cit. Montemagno) per pagare SIAE, grafiche e duplicatore per il suo CD.

Abbiamo una grande fortuna oggi. Internet ci permette di ascoltare tutto. Talmente tante informazioni che per gli artisti catturare quei dieci secondi della tua attenzione è come riuscire finalmente a dire “Ehi, aspetta ho qualcosa da dire!”.

A tutti gli artisti in ascolto, non abbiate timore. Il vostro ascoltatore è dall’altro capo. La concorrenza è tanta, i disturbatori pure ma coraggio e pazienza sono le armi migliori per far ascoltare la vostra musica. Non abbattetevi dietro ad un commento sgradevole, i leoni da tastiera sono tanti e quando li prendi dal vivo sono agnellini o pecorelle. Non piangetevi addosso se qualcosa va storto, rimboccatevi le maniche e fate vedere che voi qualcosa da dire lo avete.


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Dico queste cose perché sono passati tanti anni o meglio, ho tanti anni sulle spalle e quello che dico sempre alle giovani ragazze a lezione è che non è necessario diventare famosi per fare questo lavoro. Ci sono musicisti e cantanti che fanno questo di professione e non incassano i cachet di altri artisti molto più famosi, ma comunque fanno questo di mestiere. Turnisti, session musicians e session singers… ce n’è per tutti i gusti. Certo un po’ di fama non fa schifo ma questo perché ti permette di avere più valore sul mercato e puoi alzare l’asticella del cachet. La sola fama non ti aiuta a pagare le bollette.

Personalmente non diventerò molto famosa ma passata una certa 😀 non è poi così importante perché capisci che quello che ami fare lo stai già facendo e che hai rivoluzionato la tua vita per arrivarci. Quindi comunque vada… si può! Non diventerò ricca per i concerti, non diventerò ricca per le vendite degli album (che tra l’altro se volete ascoltare oltre i dieci secondi eccolo qui “Revenge of Souls”), non diventerò ricca  ma finché avrò voce continuerò a cantare!

E tu? Hai trovato il tuo coraggio?

 

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