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Motivational Singing: Domande penetranti

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Il percorso Motivational Singing chiude la sua introduzione con l’ultimo strumento disegnato da Daniel Goleman ne “Lo spirito creativo” ovvero la capacità e la volontà di farsi le domande penetranti.

Chi ha seguito i post precedenti sa che questo è l’ultimo step necessario per liberare la creatività che si nasconde dentro di noi. Se ti sei perso i precedenti post li puoi trovare qui di seguito:

Ma che cos’è Motivational Singing? A breve lo saprai! Sto ancora definendo i dettagli ma ti posso anticipare che è un percorso dedicato a chi non ha mai creduto nelle proprie capacità canore, è dedicato a chi è sempre in lotta con la propria voce. E’ un momento per ragionare sulla propria voce e su cosa ci si aspetta da essa. E’ un percorso che fa per te se sei stressato o arrabbiato, se senti il groppo in gola mentre parli o canti. E’ il percorso che prende la negatività e la trasforma in positività, la positività che userai per arrivare al top in compagnia della tua voce. Motivational Singing è il percorso che ti fa bene se sei arrivato in un punto della tua evoluzione canora in cui ogni traguardo ti sembra impossibile, un punto in cui per qualche strano motivo ti senti bloccato. Il percorso partirà a giugno e sarà un percorso fruibile online, comodamente dal tuo smartphone o dal pc. Se pensi che questo percorso potrebbe fare al caso tuo iscriviti alla waiting list qui, ti manderò una mail quando si apriranno le porte.

Torniamo al nostro quarto strumento per sviluppare la creatività. Si tratta appunto di porsi delle domande in modo costruttivo, analizzando come foste degli scienziati. Porsi delle domande è sempre una buona pratica in qualsiasi settore compreso quello canoro.

L’unica vera domanda stupida è quella che non ti poni. (Paul MacCready)

Quante volte siamo lì a farci le famose “seghe mentali” a farci delle domande del tipo “e se avessi fatto così e se avessi fatto cosà?”. Partiamo dal punto che sul latte versato non si piange. Credimi ci sono passata anch’io e ho scritto pagine e pagine di diari chiedendomi cosa non funzionasse ma ad oggi, con qualche ruga in più, posso dirti che non c’è nulla che non funziona. A volte le cose vanno bene ma riusciamo ad incasinarle lo stesso. Questo avviene anche nel canto quando per esempio facciamo una performance che è andata bene e riusciamo a trovare solo difetti.

Può capitare di sbagliare! Può capitare di steccare una nota! Può capitare, ma tranquillo, non è la fine del mondo! Uno può essere stanco, può essere giù di morale, le ragioni possono essere molteplici. Quindi se qualcosa è andato storto non è né colpa tua e né degli altri. Noi umani abbiamo la capacità di ingigantire i fatti. E’ nel nostro DNA. A volte lo facciamo per avere la comprensione/compassione da parte degli altri, altre volte per fare vedere invece che siamo dei fighi da paura e quindi giù ad ingigantire le storie dei nostri viaggi, delle nostre avventure.

C’è un ma! Verso di noi non abbiamo mai pietà! Se sbagliamo qualcosa, soprattutto se siamo molto emotivi, continuiamo a pensare a quello sbaglio ininterrottamente.

La verità è che per migliorare è necessario sbagliare! Per migliorare è necessario porsi delle domande. E’ necessario porsi le domande giuste, domande più profonde. E’ come farsi un’autointervista che ci permette di continuare la ricerca del suono che desideriamo. La stessa ricerca del suono ad esempio è creatività che rimane viva. Devi farti delle domande come un bambino,  senza aver paura di farle e poi provare a sperimentare e a vedere “cosa succede se?”.  E qui ti lascio con la frase di Thomas Edison:

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.

Ti riporto qui anche un paio di esempi di personaggi suggeriti da Goleman che se non si fossero fatti le domande in cerca di creatività e curiosità oggi non sarebbero chi sono:

“Perché non togliamo il registratore , l’autoparlante e la funzione di registrazione e proviamo a collegarlo a delle cuffie? (Masaru Ibuka, presidente onorario della Sony e inventore del Walkman)

“Perché non può esserci un servizio postale affidabile che funzioni di notte?” (Fred Smith, fondatore della Federal Express).

Ecco visto? Certo che questi personaggi in un certo senso ispirano. Ci devono davvero ispirare perché anche noi dobbiamo rimetterci a fare delle domande. Quando qualche allievo mi dice: “Devo farti una domanda stupida…” lo blocco e gli ricordo che “non ci sono domande stupide”.

Non sai cosa puoi fare con la tua voce se non te lo domandi, se non sperimenti. Non puoi sapere cosa succede se provi a fare una nota altissima. Ti consiglio di non limitare le domande! Mai!

Sperimenta, chiediti come “sarebbe se”… e non come “sarebbe stato”. Magari sei già una persona che sa fare domande… ma ricordati che devi fare quelle giuste per la tua crescita canora!

Ecco qui qualche esempio di domande “sane e costruttive” che puoi farti:

  • E’ vero ho sbagliato in quel punto della canzone. Come mai ho sbagliato? Ero distratto? Ero teso? All’inizio della canzone ero già terrorizzato da quel passaggio?
  • La mia voce tremava. Avevo paura di cantare oppure non ho respirato bene? Perché non ho respirato bene? Perché avevo paura?
  • In alcuni punti ho sbagliato delle note. Come mai? Sentivo bene la base? Gli altri membri del gruppo hanno suonato correttamente o mi sono lasciato trascinare da un errore che ho sentito?

Prova a farti queste domande e approfondisci meglio la conoscenza della tua voce. Fammi sapere, sei uno sperimentatore o sei un conservatore? Scrivimi nei commenti e raccontami! Ricordati che ti aspetto sulla waiting list di Motivational Singing se hai letto fino qui credo che questo percorso possa interessarti davvero! Iscriviti qui.

Credo anche che queste cose potrebbero interessarti! Se ti va dagli un’occhiata:

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Motivational

Motivational Singing: Osservazione precisa

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Dopo aver analizzato durante questi mesi la fede nella propria voce e l’assenza di censura, andiamo avanti con il prossimo dei quattro strumenti per sviluppare la propria creatività.

Se ti sei perso il post relativo alla fede nella propria voce lo trovi qui e invece il blog post relativo all’assenza di censura lo trovi qui.

Si parla sempre de “Lo spirito creativo” di Daniel Goleman. Questo libro devo dire che mi ha ispirata parecchio, soprattutto perché i suoi esempi chiari sono applicabili al canto come non mai.

Il terzo strumento per sviluppare la creatività è quindi l’osservazione precisa. Goleman ci dice:

Osservare in modo preciso significa guardare il mondo con la meraviglia e con la curiosità di un bambino e con la precisione di uno scienziato. Significa interessarsi a ogni cosa intorno a noi con una ritrovata consapevolezza.

Più chiaro di così! Questa consapevolezza è da ricercare anche quando studi canto. Ad esempio ti toccherà fare dei vocalizzi che a volte ti faranno sentire ridicolo e la prima cosa che si fa è concentrarci su come potremmo apparire all’esterno, oppure su come la nostra voce sia brutta in quel momento. Ed è proprio lì che sbagliamo!

Devi riuscire a riportare la tua attenzione alle sensazioni che provi mentre fai l’esercizio. Attento non parlo di “emozioni” parlo di sensazioni tattili, ovvero il tuoi muscoli come si contraggono? Il diaframma sta lavorando bene? Hai respirato correttamente? La postura della tua bocca com’era? Tutto questo tira fuori lo scienziato che è in te e che comincia ad analizzare la voce come deve!

Tuttavia hai anche il bambino che è in te da tirar fuori e allora nel momento in cui devi fare un esercizio e sai che c’è il vicino di casa che magari è lì fuori che si bagna il giardino, tu non puoi limitarti e trattenere la voce, un bambino non lo farebbe. Un bambino canterebbe forte e giocherebbe con la voce scoprendo le diverse sfumature che può fare.

A chi studia canto consiglio sempre anche di ascoltare le voci dei cartoni animati. Nei cartoni animati c’è un quadro di mille colori e sfumature che la voce può prendere ed è davvero interessante.

Se inizierai a prestare attenzione a cose che prima non avevi mai considerato, ti stupirai di quanti particolari e quante cose potrai fare con la tua voce. Credimi con l’osservazione precisa è come se avessi una telecamera puntata su di te ed è utilissimo quando si devono risolvere i problemi, ad esempio su note alte o troppo basse. L’attenzione verso la postura, la posizione della bocca, la respirazione, l’emissione vocale è fondamentale per imparare prima a gestire i problemi, accorgersene e risolverli al volo!

Fammi sapere, tu sei attento a quello che fai quando canti o ti giudichi immediatamente senza darti la possibilità di ascoltare bene quello che stai facendo? Scrivimi nei commenti e raccontami!

Credo anche che queste cose potrebbero interessarti! Se ti va dagli un’occhiata:

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Motivational

Motivational Singing: Assenza di censura

In uno dei passati articoli abbiamo visto uno dei punti per sviluppare la propria creatività. Si trattava della fede nella creatività che ho modificato in fede nella propria voce (eh quante volte la perdiamo!)

Se ti sei perso l’articolo puoi leggerlo qui!

Proprio ieri parlavo con una ragazza (cantante, musicista ed illustratrice) che mi ha detto che molte volte è stata in lotta con la propria voce. Capire dove si vuole arrivare e cosa si pretende dalla propria voce è sempre difficile, l’importante è ricordarsi che la propria voce unica e bisogna apprezzarla per quello che è , con le sue caratteristiche e le sue sfumature. Forse pretendiamo troppo? O forse la vorremmo diversa in base ai cliché della nostra cultura musicale?

Se registri la voce di un bambino di quattro o cinque anni, il bambino sentendosi si riconosce e la sua voce gli piace, così come quando vuole sbraitare dentro al microfono, facendo il sorrisino di uno che si vergogna. Ma si riconosce. A nove/dieci anni se il bambino sente la sua voce registrata la sente strana. Dai dodici in su la sua voce gli fa proprio “schifo”. Molto probabilmente perché ha maturato certi gusti e certe preferenze musicali e avere la voce come l’idolo del momento sarebbe il top mentre tutto il resto non è sufficientemente accettabile.

Questo succede anche agli adulti finché si stufano e decidono di sperimentare e allora si divertono come pazzi a provare a fare dei suoni che non hanno mai fatto prima. Acuti, vocine da cartone animato e di tutto un po’. Alcuni ci riescono e altri no a causa della loro auto-censura.

La censura è in pratica la nostra capacità di (scusate il francesismo) romperci le palle mentre stiamo facendo un’attività. E’ il cattivo metodo di autosabotarsi mentre stiamo cantando. E’ quella vocina che ad un certo punto arriva nella testa e ti sta già dicendo che stai sbagliando il finale della canzone. Già però se a metà della canzone stai già pensando al finale che sbaglierai, stai dando poca importanza a quello che fai e quindi stai già sbagliando.

Daniel Goleman nel suo libro “Lo Spirito Creativo” afferma che “La voce della censura assume forme diverse. Quella interiore è in genere la più scoraggiante, ma c’è anche quella espressa dagli altri, che comprende giudizi culturali fra cui le regole dell’etichetta tese a scoraggiare comportamenti sociali “non convenzionali“. E direi che con questa frase ha vinto tutto.

La voce che sta nella testa può essere anche più cattiva. Ti può dire che non sei all’altezza, che non sei adeguato, che non ce la puoi fare, di lasciare perdere e così via. Le strade che puoi percorrere sono due o lasci perdere quello che fai, con tanta sofferenza perché magari era un’attività che amavi (e più adori fare una cosa più il senso di inadeguatezza si fa sentire) oppure prendi la situazione in mano e la tratti in modo costruttivo, ignorando la vocina cattiva.

Non è una cosa assolutamente facile. Nessuno ha mai detto che sia facile combattere contro le famose “seghe mentali”. Nel momento in cui ti senti insicuro lei torna sempre alla carica quindi devi essere in grado di saperti difendere. Prova a concentrarti su qualcos’altro.

Provo a darti qualche piccolo suggerimento. Mentre canti pensa di essere in un luogo che ti fa stare bene. Pensa al tuo posto felice, pensa a qualcosa di bello, pensa a qualche evento che è accaduto e che ti fa stare bene. Cerca di concentrarti su quello che ti fa stare bene. Se cantare ti fa stare bene non c’è motivo che la vocina si faccia avanti.

Raccogli ogni vocina cattiva e immagina di buttarla fuori dalla porta. Tu non la vuoi mentre canti. Vero?

Con alcuni miei allievi che avevano questo problema è un gioco che facevo sovente (non importa l’età). Se vedevo che ogni loro sillaba era giudicata e stragiudicata gli dicevo di prendere il loro cervello e di buttarlo fuori dalla porta, con tanto di gesto e di calcio nel sedere al cervello. Un piccolo gesto che però alleggeriva la situazione.

Non è facile tenere la vocina cattiva lontano, ma se si è liberi da ogni censura, se impariamo a non vergognarci a cantare qualsiasi sillaba o dittongo che sia, tutto sarà più facile.

Chiediti: “Cosa penso mentre canto?”, “Mi sto godendo il momento?”, “Sto facendo bene quello che ho imparato?”.

Quando fai gli esercizi non giudicare la tua voce, ma giudica l’esercizio nel complesso. Immagina di avere una telecamera puntata su di te, ma non per fare show; una telecamera per imparare, una telecamera che è in grado di ascoltare le sensazioni e valutare i movimenti del diaframma, del viso. Una telecamera che ti aiuti in modo costruttivo.

Se hai bisogno di una mano a sconfiggere la tua vocina interiore nel canto, per te che stai leggendo questo post ho una sorpresa. Qualche lezione on line con me e ti darò degli strumenti per sconfiggere questa vocina, clicca qui!

Se senti la vocina criticona che arriva, cacciala, ignorala, noi non la vogliamo. Tu non la vuoi! Non censurare la tua creatività!

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Cultura Musicale, Freelance Mom, Motivational, Tecnica Vocale

Calendario del cantante 2019

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Da brava Befana non potevo non consegnarvi un bellissimo regalino proprio oggi! Se siete stati bravi allora potete scaricarvi il calendario del cantante! Un piccolo amico con qualche consiglio e un gruppo di “Stonati” per confrontarsi!

Sono iscritta ad un sacco di newsletter che trattano di vari argomenti dalla crescita personale alla costruzione di siti internet. Mi piace sempre essere informata su tutto, o quasi. Durante questo periodo natalizio, ho ricevuto parecchie e-mail con il calendario dell’avvento e un calendario in puro stile countdown in attesa di partire con un strepitoso 2019, quindi, mi sono detta ma perché non fare un calendario per il cantante? Qui siamo in tanti e secondo me è un modo utile anche per darsi delle regole per fare gli esercizi perché sovente la domanda è questa: “Ma quante volte alla settimana li devo fare questi vocalizzi?”.

Dipende. Dipende da tante cose. Dipende dal fatto che sei una persona ricettiva e sperimentatrice oppure se magari sei più razionale e allora fai fatica a sperimentare con la tua voce. Dipende se le informazioni che l’insegnante o che ti ho passato sono state trasmesse nella stessa lingua che parli anche tu. Se c’è intesa. Dipende se hai avuto paura a chiedere. Ricordati che non esistono domande stupide, l’unica domanda stupida è quella che non ti poni. Dipende veramente da un sacco di cose!

Proviamo quindi a darci qualche regola con questo calendario del cantante per il mese di gennaio. Ispirandomi un po’ ai calendari di sfide che ho visto nel mese di dicembre e al bullet journal è venuto fuori questa meraviglia di cui vado fiera perché stata realizzata direttamente dalle mie manine con tutta la passione del mondo.

Come funziona:

  • Il calendario è in PDF quindi lo potete stampare tutte le volte che vorrete.
  • Ogni settimana vi aspettano consigli per tenere in forma la vostra voce. (Mi immagino in un futuro il calendario del cantante in stile Frate Indovino, con le ricette che fanno bene alla voce)
  • Se vuoi postare il tuo lavoro così da discuterne tutti insieme, o fare domande sul gruppo di Facebook Stonati per Caso, una sorta di classe aperta a tutti, con l’hashtag #singingcalendar (mi raccomando metti l’hashtag se no non ti vedo)!
  • Se hai domande sul lavoro svolto e hai bisogno di chiarimenti scrivimi: info@maracecconato.com
  • Se questo mese ti è piaciuto da matti allora puoi iscriverti alla newsletter così non ti perderai i prossimi mesi! Ovviamente tutto questo è gratuito! Iscriviti qui!

Ma vediamolo nel dettaglio:

Ci sono alcuni piccoli consigli per ogni giorno. Il calendario è per i principianti ma anche per chi è già attivo come cantante. La legenda indica:

  • La stella: che si riferisce ad eventi, webinar o workshop in arrivo.
  • Il punto esclamativo: che ci ricorda di qualcosa da fare o di qualcosa d’importante.
  • Il cuore: che si riferisce all’allenamento. Ci ricorda che dobbiamo prendere del tempo per noi e lavorare per la nostra voce. Per il momento ho caricato due momenti di allenamento vocale, perché so che è difficilissimo trovare il tempo tra il lavoro, la casa, gli impegni e i figli eventuali.
  • La tazza: che ci ricorda di prenderci cura della nostra voce attraverso le abitudini quotidiane (nei prossimi mesi inserirò anche alcune ricette a prova di voce).
  • La nota musicale: si riferisce alla cultura musicale, alle performance e alle prove tecniche vocali (in questa sezione prossimamente inserirò anche qualche sfida canora da fare in perfetta armonia e tranquillità, non siamo un talent show, siamo insieme per divertirci con la voce).

Spero che questo calendario sia utile a tutti e che sia un buon amico da guardare quando magari uno si sente giù e crede di non poter diventare un bravo cantante. Ti aspetto sul gruppo di Facebook Stonati per Caso.

Scarica il calendario dal link qui sotto e buon divertimento!

 

Credo che questo percorso ti possa interessare! Se ti va dagli un’occhiata:

Leggi anche: “Perché ci vuole coraggio…”

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Motivational

Motivational Singing: Fede nella propria voce

title: Motivational Singing

Un giorno parlavo con una mamma che mi diceva che lei avrebbe sempre voluto cantare ma aveva accantonato questo suo sogno per lungo tempo. I motivi per cui accantoniamo una nostra passione sono i più svariati tra cui il tempo, la paura, l’insicurezza. Proprio queste ultime due, paura ed insicurezza, sono quegli elementi che ci bloccano, anche solo quando proviamo un esercizio di canto. Tutte le accezioni negative del tipo: “Non ci riesco!”, “Non ce la farò mai”, sono tutti pensieri che portano a fallire quello che stiamo facendo.

Leggendo “Lo Spirito Creativo” di Daniel Goleman, ho trovato degli spunti molto interessanti applicabili anche al canto e al nostro essere mentre ci dedichiamo a questa attività. Goleman ci da quattro strumenti per sviluppare la nostra creatività e il canto ha veramente bisogno di creatività e di sperimentazione per poter provare suoni che non hai emesso prima ci vuole davvero fantasia.

In pratica, Goleman, individua quattro strumenti, molto potenti, che ci permettono quindi di sviluppare la creatività. Vediamoli:

  • La fede nella creatività;
  • L’assenza di censura
  • L’osservazione precisa
  • Le domande penetranti.

Oggi vediamo la fede nella creatività ma la trasformiamo in fede nella nostra voce. Tante ma tantissime persone partono con le lezioni di canto moderno sul piede di guerra contro la loro voce. Poverina, che avrà mai fatto? La fede deve essere ragionevole, nel senso è giusto dire: “Ok, sono venuto a lezione perché devo imparare ad educare la voce” ma vi assicuro che anche il lato opposto, ovvero colui che invece è troppo convinto di avere una voce perfetta, che ha una vera propria adorazione per la propria voce, è il male assoluto.

Quello con la voce “perfetta”  non ci interessa oggi, vediamo invece perché invece un po’ di fede nella nostra voce dovremmo averla. Prima di tutti è un potentissimo mezzo di comunicazione, la usiamo per parlare, cantare, ridere, piangere, gridare. La usiamo per tutto. Ci permette di trasmettere i nostri stati d’animo senza doverci pensare. E’ una cosa così naturale che nemmeno ci facciamo più caso, anche se a ben vedere quando un bambino inizia dire le prime parole siamo attentissimi! …Poi ci dimentichiamo! L’altro punto fondamentale è che la nostra voce è unica! Non ne esiste un’altra uguale, può essere simile, vedi gli imitatori che riescono a rendere simile la loro voce ad altre, simile… non uguale. La tua voce è unica, il tuo timbro è unico perché la scatola che la contiene (il tuo corpo) è unico.  E allora perché ogni tanto la prendiamo in odio?

Se già ti stai facendo mille castelli e mille “paturnie” in testa è perché davvero ci tieni. Noi che amiamo cantare, amiamo esprimerci attraverso il canto ma dato che la voce ce l’hanno tutti è il primo elemento che viene criticato musicalmente parlando e a volte anche senza la parola “musicalmente”. Es. cantante professionista canta e Peppino, che ha sempre cantato sotto la doccia, critica la tecnica vocale senza saperne niente.

Queste critiche fanno male, altroché se fanno male. Ci buttano giù tanto che quando apriamo la bocca la volta successiva abbiamo sempre il tarlo di Peppino (per non chiamarlo in altri modi) che è lì presente, finché non ce ne liberiamo.

Stesso tarlo ovvero pensiero costante, quando cantiamo una canzone e ci fissiamo su una nota, magari proprio quella nota alta che non riusciamo a raggiungere o magari quell’attacco difficile. E allora parti a cantare la canzone pensando continuamente al minuto X dove incontrerai l’ostacolo. Fermati!!! Se stai già pensando all’ostacolo vuol dire che stai già cantando male tutta la parte prima perché non gli stai prestando la giusta attenzione. 

E’ difficilissimo liberarsi di questi pensieri, ma si può .  Ci dobbiamo focalizzare su altri pensieri, altri punti di forza.  Oggi parliamo di “fede nella voce”.  La nostra voce è un amica su cui dobbiamo far affidamento senza doverci pensare, ci di dobbiamo fidare. Il nostro cervello, invece è un po’ più dispettoso.

Seguendo quello che ci propone Golemam in merito alla fede nella creatività, ecco qui le risorse interiori che abbiamo a disposizione e che ci dimentichiamo di avere:

  • Intuito: lasciarsi guidare dall’intuito, se quella canzone non viene perfettamente come quella del cantante originale, forse dovresti provare a metterci del tuo. Quella canzone è stata scritta per quel cantante e non per te. Prova a lasciarti guidare dal tuo intuito, magari ti arriva un lampo di genio che ti permette di creare una cover migliore della canzone originale.
  • Volontà: se non c’è volontà, puoi chiudere baracca e burattini perché senza la volontà di mettersi a fare gli esercizi e di volersi migliorare non si va da nessuna parte. Senza la volontà non si è in grado di sormontare in grado di sormontare i piccoli problemi e gli ostacoli che potremmo incontrare nello studio del canto.
  • Gioia: ricevere piacere dall’attività che stai facendo e godersi la ricompensa, che applicata al canto potrebbe essere intesa, godersi ogni respiro e la melodia che ne viene fuori, rilassandosi ed essere felici perché abbiamo un voce con cui poterci esprimere.
  • Coraggio: è la prima delle risorse che ci permette di superare la paura e le critiche che tentano di fermarci. Travolgile con il coraggio, prenditi i tuoi rischi senza vergogna. I geni creativi sono tutte persone che non si sono “autocensurate”… (adesso ci arrivo!).
  • Comprensione: è quella “che ci permette di collaborare con gli altri e apprezzare i loro sforzi”, dice Goleman,  ma non solo anche i propri sforzi, aggiungerei. Quante volte i nostri cliché culturali (di bellezza vocale) ci hanno fatto odiare la nostra voce  e nonostante l’esercizio vocale, che non era uscito malaccio, abbiamo dimenticato di “celebrare” il nostro piccolo traguardo raggiunto? Se siamo in grado di comprendere gli errori e trovare una soluzione per risolverli, la comprensione è quella che ci permette di zittire la voce dell’autocensura che scoraggia l’assunzione del rischio.  No, no, non ci sono scuse! 🙂 Basta scuse!

Prendiamo queste risorse e applichiamole alla prossima canzone che canterai. Invece di pensare al punto difficile o alle critiche di Peppino, che continuerà a cantare sotto la doccia, chiediti:

  1.  Sto sperimentando abbastanza su questa canzone? Cosa posso fare per migliorarla o modificarla? (risvegliamo l’intuito e la volontà).
  2. Sono felice mentre sto cantando? Come mi sento mentre sto cantando? (risvegliamo la gioia).
  3. Adesso prendo e mi metto a cantare ovunque io sia… supermercato, scuola, lavoro… Non ti nascondere! (risvegliamo il coraggio).
  4. Mi sto lasciando andare veramente? Sono un tutt’uno con la musica? (risvegliamo la comprensione)

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Cultura Musicale, Motivational

10-10-10 e Lode – percorso gratuito 2019

Un percorso gratuito tutto per te che si chiama 10-10-10elode. Il corso è online ed è della durata di 10 giorni per raggiungere un bel 10 e lode con la propria canzone preferita. Desidero offrirti la possibilità di migliorare la tua canzone attraverso alcuni trucchi e segreti dei cantanti.

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WOOOOOOW!

Che cos’è questo programma?

E’ un fantastico percorso GRATUITO ed iscrivendoti riceverai ogni giorno per dieci giorni una mail nella tua casella di posta con un un link ad un video e un’attività da svolgere per migliorare la performance della tua canzone. Assolutamente no spam! Io odio la spam!

Per chi?

Dedicato a chi è principiante o a chi ha già un po’ di esperienza ma vuole approfondire.

Che cosa faremo?

Ogni partecipante sceglierà la sua canzone preferita e cercheremo in dieci giorni di renderla migliore sia a livello canoro che a livello di performance imparando qualche segreto del mestiere che aiuta sempre.

Dove?

Ovviamente Online… 🙂 Puoi farlo con i tuoi tempi e scrivermi se hai dubbi a info@maracecconato.com.

Puoi condividere le tue esperienze attraverso il gruppo di Facebook Stonati per Caso oppure su Instagram attraverso l’hashtag #101010elode. Ogni giorno risponderò alla community per dare indicazioni, consigli e rispondere alle domande.

Quando?

Ora…. per sempre! Quando vuoi puoi iniziare! Se non ricevi una mail e hai un account Gmail ti chiedo di controllare nella cartella Promozioni o Social, anche se ho fatto di tutto in modo che non finisca in quelle cartella. Se hai un altro tipo di account controlla anche sotto la cartella Spam. Per essere sicuro di ricevere sempre le mie email aggiungi: info@maracecconato.com ai tuoi indirizzi.

Quanto costa?

Assolutamente niente! Il percorso è gratuito!

Se pensi che questo percorso possa interessare a qualche tua amica o qualche tuo amico, condividilo con loro, oppure buttatevi insieme in questa avventura.

 

http://eepurl.com/dEBiXX

 

Qualche dubbio o domanda? Scrivimi a info@maracecconato.com

 

Motivational

Ascoltare storie di una vita

Il Sig. Angelo è ospite in una casa di riposo dove svolgo settimanalmente attività musicale. L’ultima volta, durante l’incontro, metto in ascolto il Valzer Corinto. Mentre Elide, che non può stare ferma al suono di questo valzer, balla scatenata facendosi accompagnare dal girello (pochi lo sanno ma lei era ballerina e ha vinto parecchie bandiere nella sua vita), Angelo, seduto sulla sedia a rotelle, inizia ad accennare un movimento con le mani. Lo guardo attentamente, non l’aveva mai fatto prima. Ogni tanto quando sentiva una canzone della sua gioventù scoppiava in lacrime. Talmente forte era l’emozione che non trovavo parole per consolarlo e il silenzio mi sembrava l’unica risorsa!

Alla fine del brano gli chiedo: “Angelo ma ho visto che muovevi le mani come suonassi una fisarmonica… la suonavi?”. Lui mi risponde con voce spezzata: “Si ma ora sono vecchio!” e scoppia in lacrime.

Angelo è nato nel 1923, di cose ne ha viste tante, di storie da raccontare ne ha tantissime e ogni tanto mi faccio raccontare qualcosa. Lo faccio con tutti i miei “nonnini”. Ti raccontano del viaggio di nozze, del lavoro che facevano, di quello che hanno vissuto. Per loro raccontare è importante per non dimenticare chi sono stati e chi sono.

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“Angelo, ma suonavi in un orchestra?” e lui: “Sì, suonavo nelle sale da ballo ma a volte anche per gli amici!”. E allora gli faccio una domanda. Sapevo che ogni tanto i musicisti in passato li mettevano a suonare seduti sul tavolo perché così la musica si sentiva meglio e tutti potevano ballare, e lui: “Sì sì, mi mettevano sul tavolo e io suonavo… ma ora sono vecchio”.

“Angelo, non sei vecchio, sei solo nato prima e hai tante storie da raccontare!”

Lui mi sorride…
 
 

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Ultimi giorni del 2017!

In questi giorni siamo tutti alle prese a fare i conti delle cose che sono andate bene e male nel 2017 e di come vorremmo migliorare il nostro 2018.

Da parte mia posso dire che il 2017 è stato veramente un anno ricco di emozioni, sia a livello personale che artistico. Non è stato un anno facile. Assolutamente no. Ci sono stati periodi neri, problemi di salute, incertezze sul futuro ma ho dimenticato tutto, o quasi, grazie alla nascita di Giacomo. Ora le difficoltà sono altre ma la gioia è immensa. Di sicuro quello che mi aspetto dal 2018 è un anno pieno di soddisfazioni! Dopo un anno difficile ce le meritiamo un po’ tutti!

Intanto vi ricordo che a gennaio si parte con Un’ora d’aria, il workshop di mamme e di musica. Se desiderate maggiori informazioni scaricate il pdf “Un’ora d’aria” cliccando qui.

un'ora d'aria banner facebook

Come dicevo nel precedente articolo, i posti sono limitati quindi chi fosse interessato dovrebbe gentilmente farmelo sapere attraverso il seguente form. Vai al form!

Il primo incontro è gratuito e si terrà  mercoledì 17 gennaio 2018. Per maggiori dettagli vedi il calendario con gli orari. Vai al calendario!

 
Bene! Non mi resta che augurarvi un felice anno nuovo, pieno di amore, salute e denaro!
Auguri!!
CeK

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Auguri e nuovi progetti per il 2018

E ormai siamo vicino al Natale! Ho aspettato un po’ per scrivere il post perché in questi giorni scommetto che vi hanno intasato la casella di posta di offerte, black cosi e ultima chiamata per acquistare l’ultimo corso o gadget tecnologico e tanti tanti auguri di Natale!

Ho aspettato un po’ perché ho dato priorità al mio Giacomo e ho dovuto abituarmi ai nuovi ritmi… compresi quelli notturni, nonché trovare il “buon momento” per scrivere e per creare che guarda caso non corrisponde mai al “buon momento” di Giacomo.  Ma durante le sue mini – nanne ho preso le vecchie carta e penna e ho iniziato a tirare le fila dei progetti per il 2018.

Il progetto che inizierò subito a gennaio è un progetto dedicato alle mamme che hanno bisogno di “un’ora d’aria” per staccare un po’ la spina. Infatti il progetto si chiamerà “Un’ora d’aria” proprio perché in quell’ora la mamma si deve rilassare e non pensare alle faccende quotidiane che la preoccupano. L’idea per il nome del progetto mi è stata ispirata da una cara allieva anni fa che durante la lezione di canto mi disse: “Finalmente ci voleva proprio, avevo bisogno di un’ora d’aria!” riferendosi alle due figlie.

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Come funziona? E’ un progetto per staccare la spina e liberare la mente attraverso il canto e la musica. Non sono richieste particolari esperienze e capacità nel canto, solo la voglia di interagire con altre mamme, in un ambiente sereno, senza parlare di pannolini, pappe e scuola.

Un incontro diverso dove l’importante è riuscire a liberare le emozioni attraverso la voce prendendo conscienza di sé. Il progetto si sviluppa in 5 incontri nei quali affronteremo alcune delle diverse tematiche legate alla voce attraverso esercizi pratici e divertenti.

Il primo incontro è gratuito e lo potete prenotare al seguente link: Compila il form!

Attenzione perché il laboratorio funzioni ho messo un limite massimo di sei persone. Per eventuali ulteriori interessati creeremo un nuovo gruppo.

Per ulteriori informazioni e dettagli in merito al laboratorio contattatemi: mara.cecconato@gmail.com

E allora cosa aspetti? Pensa anche a te mamma e fatti un bel regalo… prenditi…

“Un’ora d’aria”

A tutti voi auguri per un felice e sereno Natale!

 

Motivational

Un saluto veloce… e buon week-end…

Ciao a tutti,

come avete potuto notare ho subito un rallentamento nel far uscire gli articoli sul blog. Tutto ciò dovuto al terrorismo psicologico che mi hanno fatto dall’ospedale! Per fortuna stiamo bene, il bimbo non si è ancora deciso ad uscire e devo dire la verità sono stanchissima!

Mi avevano spaventato dicendomi le dimensioni del bimbo erano quelle di un vitello e che sarebbe stato necessaria un induzione del parto ma all’ultima visita di giovedì hanno ritrattato e mi hanno rimandata a casa dicendomi di aspettare, poiché la crescita si è normalizzata… probabilmente perché mangio di meno… (certo, questo nei loro sogni :D).

Vi scriverò presto un articolo sul “Nono mese di gravidanza e canto”… ci sono delle cose molto interessanti… ancora una volta per me è cambiato tutto!

Intanto sono aperte le scommesse per la data di nascita! 😀 Secondo voi?

🙂 Vi faccio un salutino veloce e vi auguro un buon week-end!!!

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