Tecnica Vocale

Non te la stai tirando sul palco!

Quali sono i movimenti da non fare sul palco!

Di scene strane, bizzarre e fuori dall’ordinario sul palcoscenico se ne vedono tante. Alcuni sono statici, terrorizzati, altri si muovono tarantolati. Altri non alzano mai la testa dal leggio, non guardano il pubblico e nemmeno i compagni della band. Altri fanno movimenti armoniosi, altri sono fuori tempo.

Dalla mia esperienza ti posso raccontare che appartenevo alla categoria del “sono fuori tempo e guardo il leggio”. Ho lavorato sul tempo con esercizi mirati sono riuscita a staccarmi da questo difetto. Imparare a suonare la viola e il violino mi ha permesso di suonare con altre persone e tutto ciò mi ha aiutato a sviluppare meglio il senso del ritmo. Mi sono accorta che precedentemente non ascoltavo il tempo della canzone nel suo complesso ma mi focalizzavo su uno strumento alla volta. Ecco perché andavo fuori tempo, magari seguivo tutte le note della chitarra e boooom!

Aver costruito anche un ottimo rapporto con il mio corpo mentre canto è stato utilissimo perché mi sono sentita più libera di esprimermi, fidandomi delle orecchie che avevo già allenato con l’ear training.

Il leggio, ora, lo utilizzo soltanto in concerti soft e intimi con il duo ma per i concerti con la band al completo, mi affido alla memoria. Ovviamente dopo aver studiato!

Su un palco o mentre canti, ci sono movimenti giusti e movimenti, che invece, ti rendono più difficile questa attività. Ad esempio, mettiti in piedi, prova a cantare una “A” e dondola un braccio. Hai sentito che onde ha fatto la tua “A”? Il controllo dei movimenti giusti ti permette di gestire al meglio la tua voce.

Vediamo ora quali sono i “movimenti no”, da evitare per aiutarti a mantenere il controllo della voce:

  • Dondolare avanti e indietro: se dondoli avanti indietro la tua voce, con o senza microfono, ha l’effetto di un’onda. La voce che riesci a portare i avanti verso il pubblico, in qualche modo torna indietro e viene portata via dal tuo movimento.
  • Scivolata di potenza: così chiamata nel film “Tenacious D” da Jack Black, la consiglio solo per chi ha le ginocchia buone. E’ un effetto scenico molto forte ma considera anche le dimensioni del palco.
  • Headbanging: figo, bellissimo, ma se avete già una certa età come me, ricordatevi della cervicale del giorno dopo.
  • Collo e braccia rigide: ogni rigidità del tuo corpo non ti permette di cantare in modo libero, la tensione si sente anche nella voce.
  • Lancio del microfono: Noooooo. E’ un comportamento che proprio non sopporto. Non riesco a vedere quelli che usano il cavo del microfono come un lazo. Ho un grande rispetto per l’attrezzatura e la sua manutenzione, in più, “giocando con il cavo in questo modo” il rischio che ti scappi di mano e faccia male a qualcuno è altissimo.

Ci sono movimenti utili mascherati da movimenti da show. Ti consiglio di guardare i live dei Big per capire cosa fanno e osservali con un occhio più approfondito, in modo da capire chi fa movimenti che aiutano la performance e chi no.

Ci vediamo venerdì alle 14.00 e parleremo invece dei movimenti giusti da fare. Ci vediamo sul gruppo Facebook Stonati per Caso. Se non sei ancora dei nostri … ci devi essere!

Tecnica Vocale

Le migliori canzoni sono semplici

Supponiamo che hai imparato di tutto e di più! Hai un range vocale da paura! Sai fare voce di testa, voce di petto, voci distorte e sovracuti. Stai scrivendo una canzone con la tua band … ma davvero vuoi mettere tutto ciò che sai fare in una canzone?

E’ un errore da evitare come la peste! Purtroppo molti cantanti, per dimostrare che sanno fare tutto, cascano in questo errore. Anche se la “storia” dietro la canzone lo richiede, il consiglio migliore è restare semplici. Canta il necessario, affinché la canzone sia completa.

Tu immagina di dover ascoltare un cantante che, bravissimo, sa fare i sovracuti, bravo eh… ma immagina di ascoltarlo per due ore: BOOOOOM! No, non credo di poter resistere. La testa mi scoppierebbe!

Tutto ciò che si impara nel canto non deve essere sfoggiato così come se fosse un gioiello ma va tirato fuori al momento opportuno, nella canzone opportuna. Sono tecniche che abbiamo appreso e che servono da abbellimento alla linea vocale. Più ne impariamo più abbiamo la possibilità di essere creativi senza limiti, considerando che se la canzone di per sé è già musicalmente ricca, non è necessario riempirla ulteriormente a livello canoro. Dove, invece, la parte musicale resta lineare, tipo nel rap, solitamente suggerisco a chi fa le lezioni con me di aggiungere qualcosina per renderla più melodica (soprattutto per chi non è rapper) e questo permette loro di avere una canzone più vicina al proprio stile. Non a caso, a volte il rapper viene affiancato da una voce che canta la parte melodica.

Come capire se hai messo troppo materiale vocale in una canzone? Ecco alcuni consigli pratici per scoprirlo:

  • Registrati e riascolta: sempre un’ottima pratica per capire dove si sta andando;
  • Chiedi ad un amico che non capisca molto di musica una sua opinione: ti prego però, non diteglielo “non capisce nulla di musica”, non vorrei causare la fine di un’amicizia. In realtà puoi chiedere anche a qualcuno che ha gusti musicali molto lontani dai tuoi. E’ molto utile avere il parere di chi è fuori da quel campo, raccogliendo i commenti.
  • Chiedi ad un amico che capisce molto di musica: accogli tutte le critiche, positive e negative e lavoraci su con una nuova creatività.
  • Modifica e ripeti: una volta che hai pareri, lavora nuovamente sulla canzone con una nuova energia.

Ne parliamo come sempre con nuovi approfondimentim venerdì alle 14.00 nel gruppo Facebook STONATI PER CASO! Se non sei ancora dei nostri, cosa stai aspettando?

Tecnica Vocale

Il cantante semplice…una rarità!

10.000 like sulla pagina di Facebook e poi commentano tua madre e tua sorella…

Questa è la nuova era che distingue i furbastri che pagano per avere un seguito e da chi è semplice e vero con pochi fan ma reali. Tutti bramano successo e fama, magari raggiunti attraverso ciò che si ama fare…ma a che condizioni?

Credo che il concetto di “verità” si sposi bene con il concetto di “semplicità”.

Spulciando sul web ho trovato questa fantastica poesia di Alda Merini che è decisamente associabile all’artista vero che non scende a compromessi. L’artista che fa, produce e crea in nome dell’arte e non solo per il gusto di raggiungere gloria e fama. La poesia si intitola “Semplicità”.

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.

Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.

Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

Alda Merini

Noi cantanti siamo così. Usare la voce e cantare è come mettersi a nudo di fronte agli altri. Il timore di non essere accettati dagli altri ci spinge a crearci un mondo fittizio, dove si finge di essere superstar per il solo scopo di aver più credibilità. Questa finta credibilità, si crede, serva per non essere fraintesi, per non finire alla mercé di chi ha più potere e di chi ci può far salire fino alle stelle o scendere fino alle stalle e in quest’epoca tutta fatta di talent un po’ si cerca questa possibilità.

Conoscere propri limiti è importantissimo. Nel post della scorsa settimana dicevo che “i limiti sono solo nella nostra testa”. E continuo ad essere d’accordo con questa frase ma i propri limiti, e in questo caso parlo di limiti fisiologici dell’estensione vocale, è necessario conoscerli. Come fai a dire “ho un estensione ridotta” se non hai mai provato con la tecnica giusta ad arrivare oltre? Se oggi non riesci a fare una canzone, non è detto che domani non ci riuscirai.

Vai alla ricerca della tua semplicità, diventa un cantante semplice:

  • parti dalle cose di tutti i giorni (senti il fresco sul viso in una mattinata fredda senza lamentarti, focalizza la tua attenzione su tutte le sensazioni).
  • applica questa attenzione profonda anche al canto, senti ogni parola che esce dalla tua bocca e prova piacere per come il suono si mescola all’aria
  • focalizza l’attenzione su ogni respiro e ogni movimento del tuo corpo… sei vivo. Apprezza ogni piccolo gesto semplice e meravigliati come un bambino si meraviglia davanti alle bolle di sapone.

Se vuoi approfondire l’argomento, ci vediamo venerdì alle 14.00 nel gruppo Facebook STONATI PER CASO! Se non sei ancora dei nostri, cosa stai aspettando?

Tecnica Vocale

Parti semplice! Studiare canto in modo pratico e semplice

Prime lezioni di canto ed ecco che nonostante l’adrenalina, iniziamo a pensare che non ce la faremo mai. Iniziamo a pensare che “tutta quella roba lì” di tecnica, movimenti e monitoraggio da fare, non è una cosa per noi. Troppa “roba” da fare tutta insieme.. ma come si fa?

Il cervello inizia a pensare: inspiro, gonfio la pancia e poi… cos’è che devo fare? Ah già, spostando di 45° l’asse terrestre, faccio uscire il fonema “Na”. Intanto in tutto questo pensare, hai già perso il momento buono a causa di una bella e lunga apnea fatta di crucci.

All’inizio, è vero, bisogna rimanere concentrati. Le lezioni richiedono fatica ed impegno ma mi raccomando, non perdere mai di vista il vero obiettivo, ovvero, il recupero di un modo naturale di cantare per permetterti di cantare senza farti male e il recupero della respirazione diaframmatica che già ci apparteneva alla nascita.

Sono tante nozioni tutte insieme e in verità bisognerebbe togliere il troppo e lasciare spazio alla “naturalezza”, aggiungendo nozioni un passo alla volta. Certo da dire è facile, da fare un po’ meno ma hai dei grandissimi alleati che ti possono aiutare a semplificare il procedimento, imparando la tecnica in modo più facile e creativo.

Prima di tutto se frequenti delle lezioni di canto affidati al tuo maestro e assicurati che abbia compreso i tuoi obiettivi e che il suo linguaggio sia a te comprensibile. Personalmente adoro i medici che riescono a staccarsi dai termini tecnici e riescono a spiegare il tutto con parole semplici a chi li ascolta. Se c’è un problema di comunicazione, di sicuro, questo non aiuta l’apprendimento.

Ecco altre cose che puoi fare per partire in modo semplice e pratico nella tua avventura verso il mondo del canto:

  • Allontanare il pensiero che imparare a cantare è difficile. Sfrutta quest’occasione come una grande possibilità per dedicarti a qualcosa di bello e rilassante che ti permetta di crescere a livello personale e di conoscenza.
  • Rendere tutto più fluido nel tuo modo di respirare: ad esempio invece di preoccuparti nell’inspirazione prova a sentire il profumo del tuo piatto preferito e assaporalo e poi dimmi che è successo… sicuramente anche il diaframma ha lavorato correttamente. Piccola avvertenza: se è ora di pranzo questo trucchetto potrebbe causare la classica “acquolina in bocca”, sgradevole per chi deve cantare.
  • Hai presente quell’immagine del cavallo legato ad una sedia di plastica che se ne sta immobile quando in realtà potrebbe fuggire via in qualsiasi momento? Ricordati che i limiti sono nella nostra mente. Datti una possibilità e con molta semplicità accetta ogni piccolo traguardo, senza giudicarti se hai sbagliato.

Se vuoi approfondire l’argomento con qualche trucchetto in più, ci vediamo venerdì alle 14.00 nel gruppo Facebook STONATI PER CASO! Se non sei ancora dei nostri, cosa stai aspettando?

Tecnica Vocale

Solidità: Rafforzare i concetti appresi

Perchè una ripassatina ogni tanto non fa male!

Ripetere, ripetere e ripetere…

Hai presente quando ti trovi a fare gli esercizi di canto e ti sembra di farli in modo meccanico? In realtà tu sei lì, fai quasi tutto o meglio in automatico perché le regole le sai, le hai tritate e ritritate. E’ proprio in quel momento, se ti rendi conto di essere diventato un automa canoro che ti devi fermare e iniziare a ripassare!

Ciò non vuol dire che ti sei dimenticato tutto improvvisamente ma ti stai perdendo il meglio. Hai perso il contatto con le sensazioni dell’aria che ti attraversa e si lega al suono e probabilmente mentre stai facendo gli esercizi stai anche pensando che devi andare a comprare il pane. Se la tua testa è da un’altra parte hai perso il mindset per poter cantare e goderti anche il piacere del canto.

Un refresh dell’argomento, non solo per quanto riguarda il canto ma in qualsiasi ambito, è quello che ti aiuta a rafforzare i concetti appresi e a farti capire che in fondo non li avevi dimenticati, erano solo finiti in fondo al cassetto della memoria.

Un esempio concreto di questo comportamento è quando studi a memoria una canzone in un altra lingua anche scritta da noi. La cantiamo talmente tanto, la cantiamo talmente in automatico che dopo un po’ la prima cosa che se ne va è la pronuncia corretta, subito dopo le sillabe scandite, per dimenticare addirittura delle parole intere.

Ogni 3 o 6 mesi a seconda dell’argomento puoi fare un refresh. Ti renderai conto di capire meglio alcuni concetti, ti renderai conto che una volta “riacchiappate” le parole delle canzoni non le perderai tu (magari ne perderai altre ma non quelle che hai rafforzato). Fare un refresh ti aiuterà a non dimenticare le tecniche di respirazione, l’impostazione vocale che hai imparato.

Prova a rivedere gli appunti delle lezioni di canto o rivedi qualche video che ti aveva particolarmente ispirato. Ripeti con parole tue quei concetti e trova modi semplici di esprimerti, come se dovessi spiegare questi concetti ad un bambino.

Rivivi l’emozione che ti aveva fatto stare bene la prima volta e rivivi quel momento come se fosse la prima volta.

Il nostro amato cervello ha bisogno di fissare i concetti importanti perché nel mondo di internet siamo martellati ogni giorno da tante informazioni, che davvero a fine serata è difficile dire quante e quali informazioni abbiamo visto e torniamo alla ricerca di link per spiegare i fatti ai nostri interlocutori. Noi siamo più di questo!

Prova ad applicare i “refresh” dei tuoi concetti importanti! Personalmente lo faccio anche per i momenti della mia vita importanti e che non vorrei mai dimenticare. Metto musica in sottofondo e penso a tutti i momenti speciali della mia vita!

Vuoi approfondire questo argomento? Ci vediamo venerdì alle 14.00 sul gruppo Facebook Stonati per Caso. Se non sei ancora dei nostri … ci devi essere!

Motivational, Tecnica Vocale

Credere nel proprio potenziale vocale

Finché non ci credi… non vedi…

Accogli tutti i complimenti con un sorriso…

Lo facevo sempre… Tutte le volte che una persona mi faceva un complimento, facevo la modesta: “Ma no, dai… non esagerare!”. Mi avevano insegnato ad essere umile e sono una persona umile. Non mi avevano spiegato però, che anche se sei umile, i commenti e complimenti positivi li devi accogliere a braccia aperte, perché quando respingiamo un complimento dedicato alla nostra voce e al nostro cantare, ecco, in quell’esatto momento, stiamo sminuendo le nostre capacità.

Con l’esperienza posso dirti che ora ogni complimento che ricevo, lo accolgo a braccia aperte e mi sembra di regalare un abbraccio alla persona che mi fa questo complimento. Rispondo sempre un sincero e sonoro “grazie” con un bel sorriso sul viso.

Quando ci nascondiamo dietro un “Ma no, dai… non esagerare!” in realtà siamo noi che non siamo convinti delle nostre capacità. Non a caso, infatti, la persona più difficile da convincere che il nostro potenziale vocale c’è ed è enorme, siamo noi stessi.

Non credere nella propria capacità vocale può significare che:

  • Non abbiamo ancora compreso davvero a fondo tutto quello che possiamo fare con la nostra voce.
  • Stiamo vivendo in un continuo stato di confronto con gli altri.

Se non abbiamo ancora compreso davvero a fondo quello che possiamo fare con la voce, il mio consiglio è quello di continuare a studiare e sperimentare e osservare ogni traguardo (anche quelli piccoli, che sono importantissimi) come una piccola conquista verso la comprensione di tutti i “superpoteri” della tua voce.

Se invece stiamo vivendo in un continuo stato di confronto con gli altri, quello che ti consiglio è:

  • cerca di capire con chi ti metti a confronto. E’ un cantante che ha più esperienza? Da quanti anni canta? E tu?
  • cerca di capire perché non credi nella tua voce. Perché non credo nella mia voce? Che cos’hanno gli altri in più di me?

Rispondi alle domande in modo sincero e vedrai che le risposte saranno lì di fronte ai tuoi occhi.

Il più grande consiglio che ti posso lasciare oggi è di non cercare di fare confronti con gli altri. Ognuno riesce ad esprimersi al meglio con la propria voce ed è proprio lì, in questo incontro, che trova se stesso. Decidi che da domani svilupperai e andrai alla ricerca di ciò che la tua voce tiene ancora nascosto.

Vuoi approfondire questo argomento? Ci vediamo venerdì alle 14.00 sul gruppo Facebook Stonati per Caso. Se non sei ancora dei nostri … ci devi essere!

Tecnica Vocale

Resistenza vocale: come migliorarla

Concerti, tour, sessioni di registrazione e questa voce…non si stanca mai?

https://it.freepik.com/foto-gratuito/close-up-della-donna-in-esecuzione-con-sfondo-unfocused_1052391.htm
Il cantante… in fin dei conti è un’atleta!

“Hai la voce stanca!” mi dissero. Era vero, avevo la voce stanca e iniziai a darmi tutte le colpe di non essere una buona cantante. Pensai di essere “un’incapace” e che la strada che avevo scelto per me era tutta sbagliata. Poi feci un passo indietro. Ragionai su tutte le volte che la fatica aveva preso il sopravvento e tutto mi fu chiaro!

Non si può suonare in sala prove con persone che hanno problemi alle loro orecchie e tendono ad alzarsi perché non si sentono. Non si può suonare con batteristi che la batteria la pestano, non la suonano, la pestano. Allora il chitarrista non si sente e alza, il bassista era “basso” e non si sentiva, il tastierista va a suonare su ottave assurde con suoni ancora più assurdi e in questo potpourri di “rumore”, il cantante… urla…

“Ma Mara mia!”- mi dissi – ” Se il chitarrista rompe una corda della chitarra, la cambia, se il batterista rompe una bacchetta la cambia, TU SE “ROMPI” UNA CORDA VOCALE… NON LA PUOI CAMBIARE!

Da quel momento sono diventata più rigorosa. Urlare non è salutare per un cantante e se ti trovi in questa situazione ti consiglio di parlarne con i tuoi musicisti. Se non comprendono… beh, la scelta è tua…

Non sono concertista o turnista, ma la voce la uso per le sessioni di registrazione, che a volte sono piuttosto lunghe, per la cantoterapia e per le lezioni di canto moderno e ho trovato che queste regole sono davvero preziose.

  1. Stile di vita sano: una routine chiara, orari regolari anche se leggermente flessibili, niente fumo e un po’ di attività fisica (sono l’antisport per eccellenza e se ce la faccio io, ti assicuro che è possibile per tutti).
  2. Alimentazione sana: ricca di frutta e verdura e un po’ meno dolci (che fa bene anche alla glicemia), proteine a sufficienza e carboidrati buoni nelle giuste quantità. Per chi ha problemi di reflusso gastroesofageo e possibile diabete consiglio l’incontro con un dietista o un nutrizionista. La disciplina diventa poi indispensabile.
  3. Esercizi di respirazione costo-diaframmatica in modo da non dimenticare la nostra naturale predisposizione a questa respirazione piuttosto che alla respirazione clavicolare. Lo stress e i traumi possono anche essere causa di blocchi del diaframma, che, di nuovo, con disciplina e allenamento, può essere riabilitato. Tutta la struttura muscolare che ti serve nel canto deve essere allenata!
  4. Buona padronanza dello strumento. Anche la tua voce deve essere allenata. Basta poco, 10-15 minuti al giorno fatti bene. Oggi siamo fortunati, con internet ci sono un’infinità di vocalizzi che puoi trovare su Youtube o su Spotify. Imparare a capire a cosa serve ogni esercizio è il passo successivo che ti farà scegliere gli esercizi adatti al tuo stile e alla tua voce, o alla canzone che devi fare!

Ma parliamo di concerti da due ore circa. Come agevolare la tua resistenza vocale? Un piccolo trucco che viene attuato da alcune band è “l’onda”, ovvero per agevolare il cantante, la scaletta viene impostata con i brani più facili all’inizio e alla fine, lasciando nella parte centrale i brani più difficili che possono essere eseguiti quando la voce è ben calda e pronta.

Il riscaldamento della voce è inversamente proporzionale alla lunghezza dell’esibizione. Mi spiego meglio:

  • se devi cantare un brano, il tuo riscaldamento deve essere più lungo perché quando vai sul palco la tua voce deve essere pronta;
  • se devi cantare un repertorio per due ore e hai seguito la creazione della scaletta con le canzoni ad onda, il riscaldamento può essere più corto perché i primi brani ti aiuteranno a scaldare completamente la tua voce che arriverà al top laddove deve.

E ora raccontami, quali sono le tue tecniche per migliorare la tua resistenza vocale?

Vuoi approfondire questo argomento? Ci vediamo venerdì alle 14.00 sul gruppo Facebook Stonati per Caso. Se non sei ancora dei nostri … ci devi essere!

Motivational

Forza, rialzati!

Come rialzarsi dopo un periodo di “rottura” con la propria voce.

La relazione con la nostra voce è come una storia d’amore…

“Eh ma la mia voce fa schifo!”, “Ma la mia voce non ci arriva a quella nota”, “La mia voce non mi piace”… ti suona familiare?

Inizio questo 2020 con questo blog-post che tratta un argomento spinoso, ovvero i periodi di “rottura” con la propria voce.

Non parlo di una “rottura” in senso fisico, dovuta ad un malanno o ad una patologia che deve essere curata a livello medico. Parlo di una rottura mentale, sentimentale ed emozionale con la propria voce.

Hai presente quei fidanzati che si lasciano e si riprendono e poi si lasciano di nuovo ma si amano e tornano insieme? Con la voce è una storia d’amore infinita. Chi riesce a trovare l’equilibrio poi vive la sua storia d’amore con la voce in serenità, chi purtroppo non ci riesce si trova in lotta con essa, in un rapporto di amore ed odio che non sa spiegare.

Perché a volte “litighiamo” con la nostra voce? Perché essa potrebbe non rispondere ai canoni canori che avevamo in mente e quando ci sentiamo registrati o quando non riusciamo a cantare la canzone del nostro cantante preferito, finiamo in un abisso di tristezza come se la nostra voce non valesse niente. Un’altra causa scatenante potrebbe essere stato il giudizio di qualcuno che credevamo amico e che ha tirato un bel portone in faccia alla nostra voce e noi ne abbiamo preso le distanze, abbandonandola a se stessa. Ed è proprio questa mancanza di fiducia o questo allontanamento che in fondo, ci fa soffrire.

Cosa puoi fare se sei in rottura con la tua voce? Sicuramente cambiare il mindset perché stai affrontando il tuo percorso canoro nel modo sbagliato. Stai pretendendo tantissimo dalla tua “compagna” senza offrirle nulla in cambio. L’amore non è solo un ricevere ma anche un dare! Prova a fare un passo indietro e guarda come hai trattato la male la tua voce, arrabbiandoti con lei, mancandole di rispetto sia a livello mentale che fisiologico. Prova farle un complimento ogni tanto e a darle una pacca sulla spalla.

La tua voce è unica in tutto il pianeta, ma che dico? In tutto l’universo!

Frasi segnanti … durante lezioni di canto importanti…

Riavvicinati alla tua voce in modo cauto, cerca di capire perché non sei soddisfatto. Cerca di fare le tue prove canore vedendo ciò che accade con gli occhi di uno scienziato che non si lascia sfuggire i minimi particolari e scopri le piccole sfumature della tua voce, quelle che non avevi ancora notato perché troppo preoccupato a pensare: “Oh no, la mia voce è brutta!”.

Per capire quanto è profondo questo rapporto di amore ed odio con la propria voce, ho alcuni consigli per te e che puoi usare per rialzarti e creare il rapporto d’amore con essa che hai sempre desiderato:

  1. Imparare ad accettare la tua voce e la sua natura. Sperimenta su canzoni di generi diversi, anche se non sono del tuo genere preferito. Canta le canzoni delle pubblicità anche se sembrano sciocche o imita i personaggi dei cartoni animati e prova a pensare a come si creano questi suoni all’interno della tua bocca.
  2. Journaling: niente di complicato eh! E’ solo un quaderno dedicato alla tua voce. Hai presente quei bei diari dove scrivevi del tuo/a amato/a e tutti i pensieri e i sospiri? Creane uno per la tua voce per segnare i tuoi momenti belli in cui hai cantato e ti sei sentito bene, i momenti in cui invece magari ti sei ammalato e il raffreddore non ti ha permesso di cantare come avresti voluto (visto che non è colpa della voce?), annota gli alimenti che hai mangiato e che ti hanno dato problemi nella performance, annota anche il tuo range vocale e tutte le volte in cui hai amato cantare!
  3. Partecipa a workshop con altre persone, troverai altri cantanti che si trovano nella tua stessa situazione di amore e odio con la propria voce. Il confronto amichevole e costruttivo è sempre positivo.
  4. Fai un complimento alla tua voce ed accettala. Quando riuscirai ad accettarla, riuscirai a vedere tutte le sfumature che non avevi potuto vedere prima perché annebbiato dai tuoi gusti, dai cliché canori che hai in mente e dal pretendere senza offrire.
  5. Rialzati. Fatti tutti questi passi, vedrai che tutto il modo di percepire la tua voce e il tuo cantato cambierà radicalmente e finalmente ti potrai godere la tua storia d’amore con la tua amata voce.

E ora, raccontamelo tu? Sei anche tu vittima di questo rapporto di amore-odio con la tua voce o… avete trovato un equilibrio?

Se vuoi approfondire l’argomento, ci vediamo venerdì alle 14.00 nel gruppo Facebook STONATI PER CASO! Se non sei ancora dei nostri, cosa stai aspettando?

Tecnica Vocale

Voce: Classificazione delle voci maschili

A grande richiesta dopo l’articolo della classificazione delle voci femminili, eccomi con la classificazione delle voci maschili.

Se ti sei perso l’articolo sulla classificazione delle voci femminili lo puoi leggere qui!

Iniziamo subito! Magari ti sarà già capitato di sentire delle parole come “tenore”, “basso” o “baritono”. Bene, queste sono le denominazioni con cui vengono classificate, nell’ambito della musica classica o corale le voci maschili.

Voglio ricordarti appunto che questa classificazione è una classificazione che nella musica leggera (cioè tutto quello che non è classico, dal rock al pop, dal jazz al blues e così via) è un po’ da prendere con le pinze perché in realtà, noi fortunelli della musica leggera utilizziamo il microfono che ci permette di catturare anche quelle note che sono troppo alte o troppo basse da cantare con una certa intensità.

Anche le voci maschili, quindi, vengono classificate in base al range vocale, ovvero dalla nota più bassa a quella più alta che il cantante riesce a produrre con una certa intensità.

  • Tenore
  • Baritono
  • Basso

I tenori sono i cantanti che raggiungono le note più acute mentre i bassi, come dice la parola stessa, raggiungono le note più gravi.

Questa classificazione ovviamente si basa sulla conformazione fisica e sulla struttura della laringe. Generalmente chi ha la laringe stretta e corde vocali corte emette con facilità note più acute, viceversa chi ha la laringe larga con corde lunghe avrà facilità ad emettere note gravi.

Attenzione! Non è detto che se sei tenore non potrai mai cantare le note gravi e viceversa, anzi lo potrai fare, con la consapevolezza che il tuo range vocale però è un altro. Generalmente diciamo che per un tenore saranno più confortevoli le note acute mentre al basso le note gravi, ma ciò non significa che non possano fare queste note. Questa classificazione si basa sul range standard scelto dal compositore per assegnare le parti al cantante, in cui il compositore sa che la voce scelta avrà un determinato impatto e una determinata efficacia.

Ma come si fa a stabilire il proprio range vocale?

Per stabilire il proprio range vocale è necessario fare una prova sulla nota più bassa e sulla nota più acuta che si riesce a raggiungere. Il mio consiglio è di non provarci se sei un principiante.

Mamma mia quanto sono cattiva. No, non sono cattiva! E’ che se non sai usare bene il diaframma e una respirazione corretta succede che per raggiungere la nota alta spingi, così come per quella bassa e sarebbe un risultato “fake“. La bella notizia invece è che se inizi ad utilizzare una buona respirazione potresti anche andare oltre alla nota che ti sei prefissato…ovviamente tutto nei limiti del range che mamma Natura ti ha donato!

Quindi allenati bene, facendo esercizi mirati che ti aiutino a prendere consapevolezza della tua respirazione e delle potenzialità della voce senza dover spingere per arrivare a determinate note e di sicuro riuscirai a capire quali sono gli estremi del tuo range vocale. Se ti serve un aiuto sugli esercizi da fare per migliorare la tua performance puoi unirti al gruppo Facebook Stonati per caso. Siamo fighissimi! 🙂

Vediamo nel dettaglio i range vocali delle voci maschili.

IL RANGE VOCALE: TENORE

Il tenore è il re delle note acute maschili.

L’estensione del tenore va generalmente tra do2 al do4. Il do4 è quello che viene definito il famoso do di petto Ovviamente questa è l’estensione standard da repertorio e non l’estensione effettiva del cantante, perché questo dipende da Madre Natura. Diciamo che se vuoi fare il tenore queste note le devi avere!

IL RANGE VOCALE: BARITONO

Il baritono è una delle voci a mio parere più interessanti. E’ una voce a metà tra un tenore e un basso.

L’estensione del baritono va generalmente da la1 al sol3. Esistono diversi tipi di baritono che danno colore alle opere, ad esempio il baritono leggero o baritono chiaro presente ne “L’Orfeo”, oppure il baritono lirico o cantabile presente ne “La Bohème”. Altri tipi di baritono sono ad esempio il baritono lirico spinto o lirico-drammatico che ritroviamo in “Macbeth” o il baritono drammatico del “Nabucco”.

Nella musica leggera esistono moltissimi cantanti definiti baritoni, ovviamente supportati da un buon microfono, ma che vanno forte sulle note di questo range. Un esempio Serj Tankian,ex cantente dei System of a Down, definito baritono, ma ti assicuro che riesce a spaziare dal falsetto al growl senza difficoltà.

IL RANGE VOCALE: BASSO

Il basso è la voce più grave tra le voci maschili. Eh già, e chi l’avrebbe mai detto? I bassi sono rarissimi, tanto che quando ne senti uno te ne accorgi eccome!

Mi ricordo anni fa che in una fantastica osteria montana c’era una tavolata di uomini che si sono messi ad intonare alcuni canti e di queste trenta voci una mi è rimasta molto impressa. La voce di questo uomo così bassa che faceva la seconda voce a tutta la tavolata e da solo ce la faceva a sostenerla. Inutile dire che sono andata a fargli i complimentoni.

L’estensione del basso generalmente da Fa1 a Fa3. Alcuni bassi riescono a scendere sotto il Fa1 pur mantenendo il Fa3.

Per oggi abbiamo finito, ma mi raccomando non ti fissare con queste classificazioni e dai alla tua voce il tempo di maturare in modo sereno. Non costringerti a raggiungere note altissime e bassissime, è come correre i 100 metri senza allenamento. Perderesti, a meno che tu non sia un alieno!

Ricordati sempre che se canti musica leggera questa suddivisione è relativa perché come dicevo prima il microfono è un grandissimo aiuto per poter utilizzare tutto il range vocale.

Si dice che Madre Natura ci abbia donato 3 ottave e mezzo di estensione quindi non ti preoccupare c’è speranza!

Se vuoi leggi anche: “Respirazione diaframmatica: Proviamoci!”

Credo anche che queste cose potrebbero interessarti! Se ti va dagli un’occhiata:

Se ti è piaciuto l’articolo, regalagli un bel like e condividilo con i tuoi amici!

Vieni a trovarmi anche sulla mia pagina di Facebook e seguimi su Instagram dove troverai un sacco di contenuti interessanti!

Tecnica Vocale

Respirazione diaframmatica: proviamoci!

Quando parliamo non pensiamo quasi mai a come respiriamo. Quando dormiamo, avvolti dalle braccia di Orfeo, non pensiamo a come respiriamo. Eppure il nostro corpo è una macchina perfetta. Sa quando deve mangiare, quando deve dormire, sa quando deve respirare.

Con la frenesia della vita quotidiana chi ci pensa più a respirare?

Eppure è fondamentale! Soprattutto per i cantanti. Magari hai già sentito parlare di un certo muscolo chiamato diaframma?

Ma chi lo usa il diaframma? Che cos’è? E come si fa ad utilizzare la respirazione diaframmatica?

La bella notizia è che quando siamo nati respiravamo correttamente con il nostro diaframma (guardate un neonato appena ne avrete occasione, vedrete la pancia che si alza ed abbassa in modo armonioso), la cattiva notizia è che ci siamo dimenticati!

Durante il periodo delle elementari avevamo troppe cose da dire e ci dimenticavamo addirittura di respirare, tanto da arrivare a fine frase senza fiato. Troppe cose da dire, troppe emozioni che ci hanno portato a respirare come i tacchini. Sì, sì come i tacchini! Lo chiamo il respiro del dottore. Quando il dottore ci chiede di fare un bel respiro e ci gonfiamo come dei tacchini, alzando le spalle e il petto.

Ecco la respirazione a tacchino nel canto non funziona, bisognerebbe far intervenire il diaframma, utilizzando quella che, come detto poco fa, si chiama respirazione diaframmatica!

Ma dov’è sto diaframma? Io non ce l’ho!

Fortunatamente c’è. Ce l’abbiamo tutti. Basta prendere qualsiasi manuale di anatomia per vedere la posizione corretta del diaframma e accendere anche ai ricordi di scuola perché è quasi certo che alle medie, avrai fatto senz’altro scienze e avrai studiato l’apparato respiratorio, quindi sai che abbiamo due polmoni. Se invece i ricordi delle medie sono offuscati perché non ti piaceva studiare, beh allora è un occasione per recuperare! 

Bene, al di sotto di questi polmoni c’è il diaframma, un muscolo che separa la cavità addominale da quella toracica. Mi piace pensarlo come una spugna che si abbassa quando prendo l’aria (quindi prendo l’aria, i polmoni si riempiono e si abbassa il diaframma) e si risolleva quando butto fuori l’aria.

Detto in modo più elegante: in fase di inspirazione il diaframma si abbassa, in fase espirazione si alza. Accompagna in sostanza il movimento dei polmoni.

Per sentire che il nostro diaframma al lavoro, ti consiglio di mettere le mani in questo modo: 

Ecco un’illustrazione realizzata dalle mie manine per farti capire meglio come sentire il diaframma…

Nella figura di sinistra, viene appoggiata una mano sul fianco e l’altra sul ventre, in fase di inspirazione sentirò la pancia che si sporge in avanti e un movimento laterale sulla mano appoggiata al fianco. In fase di espirazione sentirò la pancia che rientra. Questo è un ottimo modo per controllare se effettivamente stiamo utilizzando il diaframma.

Nella figura di destra, vengono appoggiate entrambe le mani sui fianchi e in fase di inspirazione sentirò un movimento laterale su entrambi i lati. In fase di espirazione sentirò che il movimento mi riporta in posizione rilassata. Questa è un ottima posizione per evitare di alzare le spalle. Te ne accorgi subito se stai respirando gonfiando la parte alta del petto come un tacchino!

Quale sia la migliore posizione per te devi stabilirlo tu! 🙂 Ho allievi che utilizzano una piuttosto che l’altra durante gli esercizi perché si sentono più sicuri e hanno una migliore percezione! Il mio consiglio è quello in ogni caso di provarle entrambe e sentire quella che per te funziona meglio, ricordandoti di buttare sempre fuori l’aria con la bocca (espirazione)… dopotutto quando canti butti fuori parole dalla bocca o no? 🙂

Man mano inizierete a farci caso che il vostro diaframma lavora per voi…

Povero diaframma. In realtà lui fa già del suo meglio. Quando dormite? Lui lavora.

Quando siete rilassati sul divano a guardare un film? Fateci caso, lui lavora. Sentirete la pancia che va su e giù.

Quando cantiamo? Dovrebbe andare ma all’inizio potrebbe scontrarsi con i mille pensieri e castelli che ci fa il nostro cervello. Nel nostro stato di veglia, interveniamo troppo, con pensieri ed intenzioni, tanto da “bloccare” il flusso naturale della respirazione. Pensateci bene, durante gli esercizi avete fatto molta attenzione al diaframma e in testa vi stavate dicendo “Adesso faccio così, adesso faccio cosà!” Vero? 🙂  E’ assolutamente normale, gli esercizi servono a farlo ripartire… il passo successivo è non intervenire e lasciarsi andare affinché la respirazione faccia il suo corso.

Riprendere ad usare il diaframma, lo dico sempre, è un po’ come andare in bicicletta, impari, non ci vai per trent’anni e quando risali vai un po’ storto ma poi riprendi il funzionamento come un tempo.

Se ti trovi in difficoltà con il tuo diaframma o vuoi qualche dritta sulla tua voce e sul canto, puoi fare qualche lezione con me online! Per te che stai leggendo l’articolo, una proposta speciale! Qui!

Ultima cosa importante. Nel canto, la fase di inspirazione è veloce, dovete essere pronti a cantare, prendere aria in questo caso è diverso da quando si pratica yoga o pilates, in cui abbiamo il tempo di inspirare lentamente. Qui dobbiamo prendere un bel respiro per cantare le parole della nostra canzone, quindi si deduce che il rilascio del flusso d’aria lo controlliamo per una parte noi. Evvai!

Vi accorgerete man mano di quanto si può inspirare velocemente (senza alzare le spalle e utilizzando la respirazione diaframmatica) per poi rilasciare l’aria poco per volta. Vuoi provare? Inspira utilizzando la respirazione diaframmatica e poi soffia come se avessi un filo d’aria che esce dalla tua bocca e conta i secondi che ci impieghi a finire l’aria. Se sei arrivato a 3 secondi è un po’ pochino, forse hai soffiato con troppa decisione oppure hai usato la respirazione in modo non corretto. Se invece sei sui 5-6 si può migliorare. Se sei verso i 10 secondi vai che è ottimo, per essere le prime volte hai già fatto un gran lavoro.

Questo è il primo articolo che riguarda la respirazione, ne arriveranno senz’altro molti altri perché alla base di una buona voce c’è una buona respirazione, quindi state sintonizzati! 🙂

Credo che ti possano interessare anche:

Leggi anche: “Tipologie di attacco vocale”

Se ti è piaciuto l’articolo, regalagli un bel like e condividilo con i tuoi amici!

Vieni a trovarmi anche sulla mia pagina di Facebook e seguimi su Instagram dove troverai un sacco di contenuti interessanti!